Archivi autore: Silvia Ogier

Silvia Ogier

Informazioni su Silvia Ogier

(Bologna, Italy) - Diplomata Traduttrice e Interprete e laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha lavorato come traduttrice e da anni si occupa di marketing e comunicazione aziendale. Il suo maggiore interesse libresco è la letteratura scritta dalle donne. Ha letto Jane Austen per la prima volta a vent’anni (Orgoglio e Pregiudizio). Nel dicembre 2010 ha aperto il blog monografico Un tè con Jane Austen e nel 2013 ha fondato Jane Austen Society of Italy (JASIT), di cui è presidente.

Chawton, 7 luglio 1809: il Nuovo Inizio di Jane Austen

Chawton, Jane Austen's house museum
Il tavolino di Jane Austen nella dining room di Chawton, con una prima edizione originale di Orgoglio e Pregiudizio in 3 voll. e una penna per scrivere.

Il mese di luglio è molto importante nel calendario austeniano per almeno due ricorrenze fondamentali. La prima è quella che inevitabilmente ogni anno viene ricordata il giorno 18 con tutta la solennità dovuta all’addio di Jane al mondo nel 1817. Ma la seconda è di segno esattamente opposto perché porta con sé l’energia luminosa di un nuovo inizio, una vera e propria rinascita: è un punto di svolta epocale per Jane e per ciò che di sé e della propria arte avrebbe donato al mondo e all’umanità a partire da quel momento. Si tratta del 7 luglio 1809, il giorno in cui Jane si trasferisce armi e bagagli e scrittoio portatile nel cottage di Chawton insieme alla madre, alla sorella Cassandra e a una cara amica di sempre, Martha Lloyd, nubile e orfana, che già da qualche anno vive con le tre signore Austen.
Per Jane in quel momento è l’ennesimo trasloco – ma questa volta possiamo immaginare con una buona dose di certezza che i suoi sentimenti abbiano un sapore assai più dolce perché è l’ultimo, sì l’ultimo!, di una lunga, faticosa serie di spostamenti da un posto all’altro. Una serie iniziata nel 1801 al seguito dei genitori, quando dalla natia e campagnola Steventon andò nella sfolgorante Bath; poi, alla morte del padre nel 1805, ospite di questo o quel fratello prima di stabilirsi a Southampton nell’autunno del 1806 da dove, del resto, continua a muoversi verso altre città per andare in visita da amici e parenti. Considerando questa girandola di spostamenti, viene da sorridere all’idea che ancora oggi ci sia chi sostiene il falso mito di una Jane Austen sempre chiusa in casa…

Questa partenza del 1809 per la nuova dimora è luminosa e piena di promesse perché quel cottage che Edward, il fratello che ne è proprietario, ha fatto risistemare appositamente per le sue parenti è la nuova e definitiva casa di Jane. E per di più nel suo amato Hampshire, a poca distanza da Steventon, il villaggio in cui è nata e vissuta per i primi 25 anni della sua vita! Praticamente, un ritorno a casa.
Niente più traslochi né lunghi soggiorni ospite di case non sue e dalle quali dovrà separarsi prima o poi, basta instabilità e incertezze. Questo cottage di Chawton non sarà più semplicemente una house in cui soggiornare ma la sua home dove vivere con la sua famiglia tutta al femminile – our Chawton home, come scrive poche settimane dopo al fratello Frank.
E quante altre parole scriverà qui, Jane ancora non lo sa…

Oggi andiamo a prendere il tè a Chawton, centro di gravità permanente di tutti i Janeite del mondo nonché cuore pulsante di Austenland perché è in questo cottage immerso nella campagna inglese che dal 1809 la vena creativa di Miss Austen riprende vigore e la porterà a dare vita ai suoi sei Romanzi Perfetti (più uno, l’incompiuto Sanditon ma con tutte le carte in regola per essere il suo capolavoro più grande) e a diventare finalmente un’autrice pubblicata.

Continua a leggere

18 luglio 1817, Jane Austen tra passato e presente

Jane Austen, sculpture by Robert Truscott, Winchester Cathedral, 2017
Jane Austen, scultura in bronzo di Robert Truscott, Cattedrale di Winchester, 2017
fonte: janeaustenlf.org

Dopo il 2017, anno del bicentenario della morte di Jane Austen, ho scelto di lasciar passare ogni 18 luglio con discrezione – un modo indiretto di rendere omaggio a lei, campionessa di riservatezza. Quell’anno, tutto il mondo ha doverosamente celebrato il genio di Jane Austen nel momento in cui, lasciando le spoglie terrene, è lentamente ma progressivamente diventato patrimonio dell’umanità, conquistando ammirazione eterna al di là del tempo e dello spazio: dopo un tale apice di tributi e commemorazioni, mi sembra impossibile riuscire ad aggiungere altro se non l’espressione della mia deferenza.
…Senza considerare che, a un livello assai meno razionale e ben più emotivo, questo 18 luglio riesce ancora a riempirmi di rammarico per le condizioni tragiche in cui si consumò quel passaggio nonché per tutto ciò che ha negato a lei e di conseguenza a noi.

Ma proprio da un punto di vista strettamente emotivo, in questo 2020 così destabilizzante sento il bisogno di esorcizzare le ombre di oggi razionalizzando quelle di ieri, mettendo in fila gli eventi che si sono svolti intorno a quel 18 luglio di 203 anni fa: dalle ipotesi sulla malattia ancora oggi sconosciuta, agli annunci sui quotidiani dell’epoca con la rivelazione del suo mestiere di scrittrice, alla sepoltura nella cattedrale di Winchester, per finire con la luce calda dei tanti omaggi del 2017, tra banconote, monete, memoriali, e un viaggio.

In fondo, c’è solo una cosa opportuna da fare nella giornata di oggi: riconoscere il prezioso valore di ciò che Jane Austen ci ha lasciato in eredità. E alla fine di questo percorso tra passato e presente, non ci resta che scegliere d’impulso una delle sue opere – un capitolo di un romanzo, uno dei racconti delle opere giovanili, una lettera – e leggerla. Jane Austen vive nelle sue opere.

Continua a leggere

Leggere Jane Austen | Sanditon

L’insostenibile indeterminatezza di un capolavoro in potenza

Sanditon - walking dress, parasol, bathing machines
Abito da passeggiata con parasole per località balneari (sullo sfondo una “bathing machine”) – fonte: janeaustenslondon.com

Sanditon è l’ultimo romanzo di Jane Austen, rimasto incompiuto a causa della sua morte, avvenuta il 18 luglio 1817 dopo una malattia lunga e dolorosa, i cui primi sintomi erano iniziati nella primavera del 1816. Questo abbozzo di romanzo è costituito da appena 24.000 parole, le ultime che l’autrice ha composto con l’intento di raccontare una nuova storia.
Tra le opere più trascurate dagli appassionati, questa è forse la più dimenticata di tutte. Non è l’unica incompleta di Jane Austen: anche The Watson (I Watson) resta privo di una fine ma per scelta dell’autrice stessa, che lo abbandonò per non riprenderlo mai più, e addirittura sappiamo come sarebbe finito grazie a una nota del nipote biografo James Edward Austen Leigh, il che rende la sua incompiutezza più sopportabile. Sanditon è tra i due il più doloroso.
Un romanzo incompleto è un concetto che la mente non considera perché contrario al raccontare una storia: prima o poi, ogni storia che si rispetti arriva ad una conclusione o, meglio, ad una compiutezza così come l’ha voluta chi l’ha concepita, anche se decide di lasciare volutamente qualcosa in sospeso. Iniziare a leggere una storia sapendo già che saremo abbandonati in mare aperto, nel bel mezzo dell’azione, perché così ha voluto il fato e non l’autore, non depone a favore di questa esperienza.
E questo è più che mai vero se si tratta di Jane Austen perché già è faticosamente insostenibile rassegnarsi a farsi bastare i sei romanzi completi che ha regalato all’umanità. Se poi aggiungiamo il fatto che questo incompiuto è tale a causa delle sua morte, avvenuta dopo oltre un anno di crescenti sofferenze, diventa impossibile avvicinarlo senza avvertire un’ombra di dolore per la sua sorte e di rammarico per ciò che avrebbe potuto essere e non sarà mai.
C’è chi rifiuta di leggerlo, e chi lo fa come se dovesse togliersi un dente.
Eppure, così facendo si rischia di perdere una Jane Austen appassionante – sì, appassionante – perché inedita, intenta a costruire una nuova se stessa letteraria, che esce dal salotto di casa e dal proverbiale villaggio con tre famiglie a lei tanto caro per approdare su una spiaggia in faccia al mare aperto, tutta proiettata al futuro oltre quell’orizzonte. Se possibile, una Jane Austen ancora più geniale e potente, che sembra trovare in queste pagine la forza uguale ma contraria per contrastare quanto le sta accadendo mentre scrive.

È indispensabile abbandonare ogni resistenza, ogni mestizia, per cambiare prospettiva: non si tratta “solo” di 11 capitoli e un frammento del 12mo, ma sono le ultime, scintillanti 24.000 parole di Jane Austen. Non le si può ignorare, devono anzi essere onorate e amate perché hanno tutte le carte in regola per essere potenzialmente il suo capolavoro più grande: un orizzonte ampio quanto il mare sulle cui rive è ambientato, un’intera comunità di personaggi come protagonista e un’ironia dirompente, senza precedenti.
Servitevi di tè abbondante, indossate allegri costumi e cuffie da spiaggia, e lasciatevi convincere a tuffarvi con me nel mare della cittadina balneare di Sanditon. Venite a conoscere l’ultima strepitosa Jane Austen.

Continua a leggere

Sanditon, serie ITV, 2019 | La Riviera dei Cuori Infranti

..tra cui il mio, insieme a quello di una quantità imprecisata, ma di sicuro enorme, di spettatrici e spettatori in giro per il mondo.
Ormai conoscete, tutte e tutti in ogni angolo del globo, un paio di dettagli fondamentali su questa serie, Sanditon, prodotta dalla rete britannica ITV e dalla statunitense PBS, uscita nell’agosto del 2019 e molto discussa fin dalla prima puntata. Perciò anche se non l’avete vista, so che non commetterò alcun Grave Reato da Spoiler parlandovene con assoluta & affranta sincerità.

Sanditon, ITV, 2019

Molto probabilmente, infatti, sapete già [SE NON CONOSCETE IL FINALE DI STAGIONE, SALTATE AL PUNTO SUCCESSIVO: “All’inizio del 2020”] che questa serie è così drammatica da non avere un lieto fine, né per i due protagonisti (e un paio di altri personaggi) né per la serie in sé e per sé, che resta inopinatamente priva di seconda stagione.
All’inizio del 2020, il popolo del web ha lanciato una campagna, #SaveSanditon, per convincere ITV e PBS, a tornare sui loro passi e produrre la seconda stagione ma finora nessuna nuova (quindi, in questo caso, pessima nuova). Ma non è questo il giorno per muovere la protesta, anche se prometto che tornerò presto su questo punto dolente perché, oltre ad interessarmi in quanto Spettatrice Sedotta & Abbandonata, è anche un’interessante testimonianza di quanto Jane Austen sia oggi, nel 2020, un potentissimo fenomeno culturale di massa.
Oggi con il mio tè delle cinque voglio portarvi sulle coste del Sussex in compagnia della brillante Charlotte Heywood e del fascinoso Sidney Parker, per raccontare questa splendida (sì, splendida!) serie tv che, malgrado una ridottissima, se non quasi nulla, distribuzione nelle reti tv/web del mondo, non smette di conquistare i cuori ed agitare le acque profonde e infinite del Grande Mare di Internet.
Allacciate ben stretti i vostri copricapi e mantelli, rifornitevi di molti fazzoletti e altri generi di conforto, e preparatevi a restare appassionatamente in balia delle onde e del vento sulla riviera di Sanditon, dove un suono soltanto sembrerà riempire l’aria intorno a voi: quello dei cuori infranti.

Continua a leggere

I mantelli rossi delle fanciulle di Highbury | Un dettaglio dal film “Emma.” di Autumn De Wilde

Emma., film 2020, Autumn De Wilde

Il film Emma., l’adattamento della regista Autumn De Wilde uscito lo scorso marzo, ha un impatto visivo eclatante: in ciascuna inquadratura, ogni singolo elemento che possa raccontare visivamente l’ambientazione storica e sociale nonché le dinamiche tra i personaggi viene sfruttato con accuratezza maniacale, così che ogni fotogramma è una vera scorpacciata narrativa per lo sguardo. Questa è anche la ragione per cui, più che mai, è necessario guardare questo film più volte per far emergere da questo tripudio di forme e colori ora uno ora l’altro dei dettagli disseminati ovunque.
Ho avuto il piacere di scambiare diverse conversazioni virtuali con lettrici e lettori su questo nuovo film, soprattutto in occasione della recensione a più voci pubblicata sul sito di Jane Austen Society of Itay (JASIT). Ed ho notato che c’è un dettaglio in particolare che ricorre nelle note degli spettatori, generando diverse ipotesi sul suo significato. Si tratta delle giovani ospiti della scuola di Mrs Goddard che se ne vanno in giro per la campagna di Highbury indossando degli sgargianti mantelli rossi, costellando tutto il film con le loro vivaci apparizioni di gruppo.
Il pubblico moderno le ha subito associate alle Ancelle del romanzo distopico Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, e in particolare alla serie tv che ne è stata tratta, dove le donne destinate da un governo teocratico totalitario a scopi riproduttivi sono obbligate ad indossare un mantello rosso e un cappello bianco. L’interpretazione data a queste giovani in mantelli rossi è, dunque, assai inquietante: si tratterebbe, in definitiva, del fantasma dell’eterna, dura discriminazione delle donne che si aggira come monito per tutto il film.
La spiegazione reale è, invece, più semplice e lieta anche se, per un pubblico moderno, risulta più difficile da cogliere: l’ha spiegata la stessa regista e deriva dalla fedelissima ricostruzione storica da lei voluta per il film.
Con il tè delle cinque di oggi, dunque, vi porto a vedere da vicino i mantelli rossi delle fanciulle di Mrs Goddard del film Emma.: lo faremo tuffandoci nelle illustrazioni di scene di vita quotidiana in epoca Regency a cui la costumista Alexandra Byrne e la regista Autumn De Wilde si sono ispirate per ricostruire con la massima accuratezza l’ambiente campagnolo dell’epoca di Jane Austen.
(anche se è lecito pensare che entrambe fossero ben coscienti dell’inevitabile associazione che gli spettatori avrebbero fatto con le Ancelle di Margaret Atwood…)

Continua a leggere

“Emma.” di Autumn De Wilde, il film del 2020 tratto dal romanzo di Jane Austen

Emma, by Autumn De Wilde, 2020

Che cosa avrà mai questa Miss Emma Woodhouse da essere così ricercata ed acclamata come una vera star del cinema? E da ben venticinque anni! Sì, perché se facciamo bene i conti, peraltro assai facili, è dal quel lontano 1995 che Emma è una costante presenzialista dello schermo. Il 1995 è l’anno in cui la sua mamma artistica, Jane Austen, fece perdere la testa a cinema e tv in tutto il mondo conquistando ogni angolo del globo nel giro di un solo fotogramma – accadde del tutto involontariamente, s’intende, essendo la suddetta Miss Austen una campionessa inarrivabile di discrezione.
Ricorderete la scorpacciata & ubriacatura del biennio 1995-96 durante il quale uscirono sei, ben sei, adattamenti cinematografici e televisivi di opere di Jane Austen (io c’ero!, e fu un’apoteosi indimenticabile, che sarebbe passata alla storia come “Austen Renaissance”): in ordine di apparizione, ecco un Persuasione, una Emma moderna (Clueless – Ragazze a Beverly Hills), un Orgoglio e Pregiudizio (sì, LUI, quello di BBC), un Ragione e Sentimento (sì, quello di Ang Lee), e ben due Emma, quella di Gwyneth Paltrow e quella di Kate Beckinsale. Tre su sei, il 50%: congratulazioni, Miss Woodhouse, vittoria schiacciante.
Del resto, è pur sempre handsome, clever and rich, bella, intelligente e ricca, con una spiccata tendenza a porsi come guida luminosa per tutti, così che non potevano passare molti anni senza una sua nuova apparizione sulla scena: e rieccola nel 2009, nello sceneggiato di BBC con Romola Garai, il mio amatissimo Johnny Lee Miller ed un perfetto Michael Gambon. E rieccola adesso sul grande schermo a inaugurare gli anni ’20 di questo secolo, grazie alla regista Autumn De Wilde.

Avete già visto questo nuovo film, uscito in UK e USA all’inizio di marzo e poi, a causa dell’emergenza sanitaria mondiale, a noleggio online per tutti gli altri? Quale che sia la vostra risposta, vi invito ad un tè delle cinque con molti ospiti nella sala di Jane Austen Society of Italy (JASIT) dove ho recensito il film insieme agli altri componenti dell’associazione.

Continua a leggere

Jane Austen online: ebook gratis, film e serie tv

Pride and prejudice, film, 2005
Svago domestico a Longbourn, dal film Orgoglio e Pregiudizio, 2005

Come riempire il tempo libero ritrovato in queste nostre vite quotidiane improvvisamente ridefinite dalla pandemia del coronavirus? La rete intenet offre una gamma vasta e ricca di opportunità. E quindi… #iorestoacasaconJaneAusten, sì, ma come e dove trovare libri, film, musica, ogni tipo di risorse dedicate a Jane Austen in rete?
Nei primi giorni della Chiusura Totale, abbiamo esplorato insieme le imperdibili, numerosissime occasioni offerte da un’ottima fonte gratuita, la Biblioteca Digitale per tutti Media Library Online.
Oggi, arricchisco questo suggerimento con qualche ulteriore indicazione, attingendo ad altre fonti facilmente accessibili, alcune gratuite, per leggere libri e guardare film e serie tv dedicate a Jane Austen.
Anche oggi, dunque, non mi resta che invitarvi ad accomodarvi in poltrona con il vostro dispositivo mobile, una fumante tazza di tè e seguirmi sulle onde del wi-fi. Buona lettura e buona visione!
#iorestoacasaconJaneAusten

Continua a leggere

Jane Austen su Media Library Online, la biblioteca digitale gratuita

Jane Austen su Media Library Online MLOL

Delle tante e preziose risorse dedicate a Jane Austen presenti su Media Library OnLine (MLOL) – La Biblioteca Digitale per Tutti, ho già parlato in un tè delle cinque di qualche anno fa. Oggi riprendo volentieri questo argomento per segnalare questa imperdibile opportunità di riempire con ottime letture e splendidi ascolti di argomento austeniano il tempo libero ritrovato in queste nostre vite quotidiane improvvisamente devastate dalla pandemia del coronavirus.

Immaginate una biblioteca senza limiti di estensione o di accessibilità, a vostra disposizione completamente gratis, con risorse in prestito ma anche consultabili online senza limiti oppure scaricabili e conservabili per sempre: un vero paradiso per chi ama leggere, ascoltare, guardare, esplorare, conoscere. Questa biblioteca esiste ed è MLOL, Media Library Online, la prima rete italiana di biblioteche pubbliche, accademiche e scolastiche per il prestito digitale con oltre 6.000 biblioteche aderenti in 20 regioni italiane e 10 paesi stranieri.
Su MLOL, c’è un enorme tesoro di risorse di/su/intorno a Jane Austen a portata di qualunque apparecchio tecnologico. Non solo romanzi e non solo libri: accanto a biografie e saggi, troviamo audiolibri in italiano, inglese e altre lingue, nonché raccolte di brani musicali della sua epoca e persino una vasta scelta di romanzi derivati, i cosiddetti Austen Inspired Novels.

Di seguito, vi racconto innanzitutto come accedervi e, a titolo di esempio, vi offro un assaggio delle risorse che ho a disposizione grazie alla mia iscrizione al sistema bibliotecario EmiLib – provincia di Bologna. Ebbene… Accomodatevi in poltrona con il vostro dispositivo mobile, una fumante tazza di tè e, sulle onde del wi-fi, esploriamo insieme il catalogo austeniano della biblioteca digitale di Media Libary Online: parola chiave “Jane Austen”.

#iorestoacasaconJaneAusten

Continua a leggere

Jane Austen illustrata. La leggendaria “Peacock Edition” di Pride and Prejudice del 1894

Pride and Prejudice, Hugh Thomson, peacock edition, 1894
fonte: victorianweb.org

Ogni anno inizia sotto la stella, calda e luminosa, di Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio). Gennaio è infatti il mese in cui cade il compleanno di questo romanzo, che vide la luce il 28 gennaio del 1813. Il giorno dopo, scrivendo di questa lieta notizia alla sorella Cassandra, Jane Austen stessa lo definì my own darling child, il mio adorato bambino, e tale sembra essere sempre stato nei suoi primi 207 anni di vita presso il pubblico di lettrici e lettori poiché resta inequivocabilmente (pur in assenza di alcun dato statistico alla mano) il più amato e il più famoso dei sei romanzi perfetti di Miss Austen.
Il suo compleanno è sempre un’ottima occasione non solo per rileggerlo ma anche per esplorare il terreno fertilissimo delle rielaborazoni che germogliano senza posa sulle sue pagine luminose.

Nelle ultime settimane, nelle edicole italiane ha fatto furore l’apparizione di un volume di Orgoglio e Pregiudizio particolarmente curato nell’aspetto grafico – un po’ meno in quello testuale, che sta raccogliendo diverse segnalazioni di refusi piuttosto gravi, e assai meno dal punto di vista dello spot pubblicitario che lo ha accompagnato, con un raccapricciante “Jane Austen è di tendenza” pronunciato da una voce fuori campo sulle immagini di alcune giovani donne che, mostrando il libro, si specchiano e ammiccano come in una sfilata di moda. Un vero tripudio di stereotipi austeniani e femminili, purtroppo. Ma è pur sempre un’iniziativa che porta la Grande Letteratura all’attenzione del Grande Pubblico, e questo resta encomiabile.

La tanto elogiata copertina che raffigura un pavone con la sua gigantesca, coloratissima coda a ruota che campeggia su tutto lo spazio disponibile non è una creazione originale perché si ispira molto direttamente a una famosa, amatissima, leggendaria edizione di Pride and Prejudice di oltre un secolo fa: la cosiddetta peacock edition, ovvero edizione del pavone, così chiamata per la presenza di un pavone dalla grande coda dorata sulla copertina, appunto, che fu pubblicata dall’editore londinese George Allen nel 1894 (e non 1885, come indicato dall’edizione in edicola).
Alla bellezza e accuratezza dei disegni di un grande artista come Hugh Thompson, l’editore unì l’arguta analisi di un eminente studioso come George Saintsbury: nella sua brillante Prefazione, inventò la parola che ci identifica tutti, Janeite, fissando così sulla carta i contorni di quello che era già diventato un vero e proprio fenomeno, ovvero la crescente popolarità di Jane Austen, che da quel momento non si sarebbe più fermato.
In questo tè delle cinque desidero raccontare la storia e il valore di questa che è ancora oggi una delle edizioni di Pride and Prejudice più luminose e leggendarie e, molto probabilmente, la più amata dai Janeite di tutto il mondo. Non mi resta che aprire con voi la preziosa copertina col pavone.

Continua a leggere

The Watsons arriva a teatro ed è il primo adattamento in assoluto (finalmente!)

The Watsons on stage
The Watsons a teatro – fonte: The New York Times, nytimes.com

Nel post di Capodanno, ho raccontato la scena di ballo più lunga e minuziosa mai scritta da Jane Austen, ovvero la grandiosa scena che apre l’incompiuto The Watsons (I Watson). In chiusura di quel tè delle cinque a passo di danza, ho sottolineato come sia sorprendente, in modo talmente eclatante da apparire inspiegabile nonché assurdo, che la settima arte non si sia mai appropriata dei Watson.
Ci sono stati tentativi letterari di completare l’opera abbandonata (a cominciare dalla nipote Catherine Hubback, nel 1850, per finire nel 1996 con Joan Aiken). Ma nessuno ha mai portato questo romanzo sul palcoscenico né sullo schermo, malgrado la sua natura teatrale. Proprio come qualunque altra opera di Jane Austen, infatti, anche questo incompiuto presenta una sceneggiatura perfetta già pronta per essere impastata, cotta e consumata. Se qualcuno si è preso il disturbo di portare sullo schermo il più doloroso degli incompiuti austeniani, Sanditon, legato strettamente alla morte della sua autrice, non si vede perché non possa esserlo quest’altro incompiuto, così luminoso e storicamente interessante.
Eppure qualcosa si è già messo in moto perché, come riportavo nell’ultima frase del mio post di Capodanno, si ha notizia di un recentissimo adattamento per il teatro, che è di fatto il primo adattamento in assoluto di quest’opera così spesso dimenticata anche dai Janeite più ferventi.
Oggi – anche per distrarre tutti i Janeite dall’imminente arrivo dell’ennesimo adattamento di Emma per il cinema (sì, lo so, non ne abbiamo mai abbastanza!) – mantengo la promessa che ho fatto a Capodanno: andiamo a prendere il nostro tè delle cinque nel West End londinese dove lo spettacolo The Watsons sta per compiere un grande debutto, dopo un rodaggio di successo iniziato nel 2018 a Chichester, nel Surrey, e proseguito in un dei teatri più brillanti e innovativi di Londra. Accomodiamoci in sala, dunque, lo spettacolo dei Watson ha inizio.

Continua a leggere