Migliorare l’inglese con Jane Austen, su SpeakUp di giugno

SpeakUp giugno 2021, Jane Austen, Emma

Per chi desidera migliorare il proprio inglese e/o semplicemente raccogliere all things Austen, è davvero da non perdere l’occasione offerta in edicola dal numero di giugno del mensile SpeakUp che dedica ben 12 pagine, tutte anche in versione audio, a Jane Austen, ad un prezzo accessibile a tutti. Vediamo qualche dettaglio!

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Sanditon, l’incompiuto irresistibile e i suoi tanti completamenti

Sanditon, completions: Dobbs, Bebris, Riordan

I sei romanzi completi di Jane Austen sono da oltre un secolo fonte di inesauribile ispirazione per altri romanzi ad essi variamente ispirati, i cosiddetti Austen inspired novels, ovvero i “derivati” austeniani: tra sequel, prequel, spinoff, retelling, crossover… ogni opera viene costantemente rielaborata in varie combinazioni, per la gioia di tanti ammiratori di Jane che, non riuscendo a farsi bastare i sei capolavori originali, cercano di restare immersi nel mondo austeniano anche attraverso questi surrogati.
Un romanzo di Jane Austen incompleto costituisce forse una tentazione ancor più irresistibile per provare a dare una forma più delineata a un microcosmo narrativo appena abbozzato, anche perché permette di scatenare la fantasia a briglie sciolte. Questo sembra essere vero per entrambi gli incompiuti austeniani: The Watsons (I Watson), il romanzo che Jane scelse di abbandonare intorno al 1805 e non riprendere mai più in seguito, in anni recenti è stato più volte completato e pubblicato (ad esempio da Joan Aiken con il romanzo I Watson e Emma Watson); ma tra i due è senza dubbio Sanditon a vantare numerosissimi e costanti tentativi di completamento, anche in forma di adattamento per lo schermo, come ad esempio la serie tv sceneggiata da un grande esperto di trasposizioni letterarie austeniane come Andrew Davies e prodotta da ITV e PBS, andata in onda per la prima volta in Italia nel settembre 2020 (che ho recensito nel mio tè delle cinque “La Riviera dei cuori infranti“).
Il tè delle cinque di oggi ripercorre questa intensa, sorprendente storia d’amore tra Sanditon, lo scintillante incompiuto austeniano, e i suoi numerosi continuatori.

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Emma abita a Beverly Hills, da 25 anni | Clueless (Ragazze a Berverly Hills), film 1995

Clueless, Ragazze a Beverly Hills

Uno degli adattamenti per lo schermo più rappresentativi della cosiddetta Austen Renaissance della metà degli anni ’90 è una trasposizione moderna di Emma. Si tratta di Clueless (un aggettivo del gergo americano di quegli anni, letteralmente: non avere la più pallida idea, oppure essere incapace), una commedia giovanile che, alla sua apparizione nelle sale statunitensi nel luglio del 1995, colse tutti di sorpresa e conquistò pubblico e critica in men che non si dica, diventando presto un film di culto. Arrivò nelle sale italiane l’estate successiva con il titolo poco accattivante, e molto fuorviante, di Ragazze a Beverly Hills. Ancora oggi, a distanza di ben venticinque anni, studiosi e ammiratori di Jane Austen lo nominano tra i migliori adattamenti austeniani mai realizzati. Sì, perché – come ci insegna Jane Austen – le prime impressioni possono essere ingannevoli…
A distanza di un quarto di secolo, in questo strano e complicato 2020, la superstar del grande schermo è sempre lei, Miss Emma Woodhouse, classe 1815, la bella, intelligente e ricca eroina dell’omonimo romanzo di Jane Austen: oltre al nuovo film di Autumn De Wilde (di cui ho già parlato in un mio tè delle cinque) uscito la scorsa primavera in piena emergenza Covid-19, infatti, non possiamo non ricordare lo scintillante e fondamentale venticinquesimo anniversario dell’uscita di Clueless, un gioiellino che fece epoca e non ha mai smesso di conquistare il pubblico.
L’occasione per guardarlo insieme è particolarmente propizia perché in questo periodo il film è visibile in chiaro sulla piattaforma Netflix. Inoltre, a testimonianza della sua gloria imperitura, è appena stata annunciata la prossima uscita di una serie spin-off (per ora senza titolo) tratta dal film, che sarà disponibile su un’altra piattaforma analoga, l’americana Peacock di NBC.
Servitevi di tè freddo e pop-corn, e seguiamo la protagonista del film, la sedicenne studentessa di high school Cher Horowitz (Emma Woodhouse), nella sua vita dorata in California. Non siete curiosi di sapere come Jane Austen si sia ambientata in questa modernissima Highbury della West Coast?…

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Chawton, 7 luglio 1809: il Nuovo Inizio di Jane Austen

Chawton, Jane Austen's house museum
Il tavolino di Jane Austen nella dining room di Chawton, con una prima edizione originale di Orgoglio e Pregiudizio in 3 voll. e una penna per scrivere.

Il mese di luglio è molto importante nel calendario austeniano per almeno due ricorrenze fondamentali. La prima è quella che inevitabilmente ogni anno viene ricordata il giorno 18 con tutta la solennità dovuta all’addio di Jane al mondo nel 1817. Ma la seconda è di segno esattamente opposto perché porta con sé l’energia luminosa di un nuovo inizio, una vera e propria rinascita: è un punto di svolta epocale per Jane e per ciò che di sé e della propria arte avrebbe donato al mondo e all’umanità a partire da quel momento. Si tratta del 7 luglio 1809, il giorno in cui Jane si trasferisce armi e bagagli e scrittoio portatile nel cottage di Chawton insieme alla madre, alla sorella Cassandra e a una cara amica di sempre, Martha Lloyd, nubile e orfana, che già da qualche anno vive con le tre signore Austen.
Per Jane in quel momento è l’ennesimo trasloco – ma questa volta possiamo immaginare con una buona dose di certezza che i suoi sentimenti abbiano un sapore assai più dolce perché è l’ultimo, sì l’ultimo!, di una lunga, faticosa serie di spostamenti da un posto all’altro. Una serie iniziata nel 1801 al seguito dei genitori, quando dalla natia e campagnola Steventon andò nella sfolgorante Bath; poi, alla morte del padre nel 1805, ospite di questo o quel fratello prima di stabilirsi a Southampton nell’autunno del 1806 da dove, del resto, continua a muoversi verso altre città per andare in visita da amici e parenti. Considerando questa girandola di spostamenti, viene da sorridere all’idea che ancora oggi ci sia chi sostiene il falso mito di una Jane Austen sempre chiusa in casa…

Questa partenza del 1809 per la nuova dimora è luminosa e piena di promesse perché quel cottage che Edward, il fratello che ne è proprietario, ha fatto risistemare appositamente per le sue parenti è la nuova e definitiva casa di Jane. E per di più nel suo amato Hampshire, a poca distanza da Steventon, il villaggio in cui è nata e vissuta per i primi 25 anni della sua vita! Praticamente, un ritorno a casa.
Niente più traslochi né lunghi soggiorni ospite di case non sue e dalle quali dovrà separarsi prima o poi, basta instabilità e incertezze. Questo cottage di Chawton non sarà più semplicemente una house in cui soggiornare ma la sua home dove vivere con la sua famiglia tutta al femminile – our Chawton home, come scrive poche settimane dopo al fratello Frank.
E quante altre parole scriverà qui, Jane ancora non lo sa…

Oggi andiamo a prendere il tè a Chawton, centro di gravità permanente di tutti i Janeite del mondo nonché cuore pulsante di Austenland perché è in questo cottage immerso nella campagna inglese che dal 1809 la vena creativa di Miss Austen riprende vigore e la porterà a dare vita ai suoi sei Romanzi Perfetti (più uno, l’incompiuto Sanditon ma con tutte le carte in regola per essere il suo capolavoro più grande) e a diventare finalmente un’autrice pubblicata.

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18 luglio 1817, Jane Austen tra passato e presente

Jane Austen, sculpture by Robert Truscott, Winchester Cathedral, 2017
Jane Austen, scultura in bronzo di Robert Truscott, Cattedrale di Winchester, 2017
fonte: janeaustenlf.org

Dopo il 2017, anno del bicentenario della morte di Jane Austen, ho scelto di lasciar passare ogni 18 luglio con discrezione – un modo indiretto di rendere omaggio a lei, campionessa di riservatezza. Quell’anno, tutto il mondo ha doverosamente celebrato il genio di Jane Austen nel momento in cui, lasciando le spoglie terrene, è lentamente ma progressivamente diventato patrimonio dell’umanità, conquistando ammirazione eterna al di là del tempo e dello spazio: dopo un tale apice di tributi e commemorazioni, mi sembra impossibile riuscire ad aggiungere altro se non l’espressione della mia deferenza.
…Senza considerare che, a un livello assai meno razionale e ben più emotivo, questo 18 luglio riesce ancora a riempirmi di rammarico per le condizioni tragiche in cui si consumò quel passaggio nonché per tutto ciò che ha negato a lei e di conseguenza a noi.

Ma proprio da un punto di vista strettamente emotivo, in questo 2020 così destabilizzante sento il bisogno di esorcizzare le ombre di oggi razionalizzando quelle di ieri, mettendo in fila gli eventi che si sono svolti intorno a quel 18 luglio di 203 anni fa: dalle ipotesi sulla malattia ancora oggi sconosciuta, agli annunci sui quotidiani dell’epoca con la rivelazione del suo mestiere di scrittrice, alla sepoltura nella cattedrale di Winchester, per finire con la luce calda dei tanti omaggi del 2017, tra banconote, monete, memoriali, e un viaggio.

In fondo, c’è solo una cosa opportuna da fare nella giornata di oggi: riconoscere il prezioso valore di ciò che Jane Austen ci ha lasciato in eredità. E alla fine di questo percorso tra passato e presente, non ci resta che scegliere d’impulso una delle sue opere – un capitolo di un romanzo, uno dei racconti delle opere giovanili, una lettera – e leggerla. Jane Austen vive nelle sue opere.

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Leggere Jane Austen | Sanditon

L’insostenibile indeterminatezza di un capolavoro in potenza

Sanditon - walking dress, parasol, bathing machines
Abito da passeggiata con parasole per località balneari (sullo sfondo una “bathing machine”) – fonte: janeaustenslondon.com

Sanditon è l’ultimo romanzo di Jane Austen, rimasto incompiuto a causa della sua morte, avvenuta il 18 luglio 1817 dopo una malattia lunga e dolorosa, i cui primi sintomi erano iniziati nella primavera del 1816. Questo abbozzo di romanzo è costituito da appena 24.000 parole, le ultime che l’autrice ha composto con l’intento di raccontare una nuova storia.
Tra le opere più trascurate dagli appassionati, questa è forse la più dimenticata di tutte. Non è l’unica incompleta di Jane Austen: anche The Watson (I Watson) resta privo di una fine ma per scelta dell’autrice stessa, che lo abbandonò per non riprenderlo mai più, e addirittura sappiamo come sarebbe finito grazie a una nota del nipote biografo James Edward Austen Leigh, il che rende la sua incompiutezza più sopportabile. Sanditon è tra i due il più doloroso.
Un romanzo incompleto è un concetto che la mente non considera perché contrario al raccontare una storia: prima o poi, ogni storia che si rispetti arriva ad una conclusione o, meglio, ad una compiutezza così come l’ha voluta chi l’ha concepita, anche se decide di lasciare volutamente qualcosa in sospeso. Iniziare a leggere una storia sapendo già che saremo abbandonati in mare aperto, nel bel mezzo dell’azione, perché così ha voluto il fato e non l’autore, non depone a favore di questa esperienza.
E questo è più che mai vero se si tratta di Jane Austen perché già è faticosamente insostenibile rassegnarsi a farsi bastare i sei romanzi completi che ha regalato all’umanità. Se poi aggiungiamo il fatto che questo incompiuto è tale a causa delle sua morte, avvenuta dopo oltre un anno di crescenti sofferenze, diventa impossibile avvicinarlo senza avvertire un’ombra di dolore per la sua sorte e di rammarico per ciò che avrebbe potuto essere e non sarà mai.
C’è chi rifiuta di leggerlo, e chi lo fa come se dovesse togliersi un dente.
Eppure, così facendo si rischia di perdere una Jane Austen appassionante – sì, appassionante – perché inedita, intenta a costruire una nuova se stessa letteraria, che esce dal salotto di casa e dal proverbiale villaggio con tre famiglie a lei tanto caro per approdare su una spiaggia in faccia al mare aperto, tutta proiettata al futuro oltre quell’orizzonte. Se possibile, una Jane Austen ancora più geniale e potente, che sembra trovare in queste pagine la forza uguale ma contraria per contrastare quanto le sta accadendo mentre scrive.

È indispensabile abbandonare ogni resistenza, ogni mestizia, per cambiare prospettiva: non si tratta “solo” di 11 capitoli e un frammento del 12mo, ma sono le ultime, scintillanti 24.000 parole di Jane Austen. Non le si può ignorare, devono anzi essere onorate e amate perché hanno tutte le carte in regola per essere potenzialmente il suo capolavoro più grande: un orizzonte ampio quanto il mare sulle cui rive è ambientato, un’intera comunità di personaggi come protagonista e un’ironia dirompente, senza precedenti.
Servitevi di tè abbondante, indossate allegri costumi e cuffie da spiaggia, e lasciatevi convincere a tuffarvi con me nel mare della cittadina balneare di Sanditon. Venite a conoscere l’ultima strepitosa Jane Austen.

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Sanditon, serie ITV, 2019 | La Riviera dei Cuori Infranti

..tra cui il mio, insieme a quello di una quantità imprecisata, ma di sicuro enorme, di spettatrici e spettatori in giro per il mondo.
Ormai conoscete, tutte e tutti in ogni angolo del globo, un paio di dettagli fondamentali su questa serie, Sanditon, prodotta dalla rete britannica ITV e dalla statunitense PBS, uscita nell’agosto del 2019 e molto discussa fin dalla prima puntata. Perciò anche se non l’avete vista, so che non commetterò alcun Grave Reato da Spoiler parlandovene con assoluta & affranta sincerità.

Sanditon, ITV, 2019

Molto probabilmente, infatti, sapete già [SE NON CONOSCETE IL FINALE DI STAGIONE, SALTATE AL PUNTO SUCCESSIVO: “All’inizio del 2020”] che questa serie è così drammatica da non avere un lieto fine, né per i due protagonisti (e un paio di altri personaggi) né per la serie in sé e per sé, che resta inopinatamente priva di seconda stagione.
All’inizio del 2020, il popolo del web ha lanciato una campagna, #SaveSanditon, per convincere ITV e PBS, a tornare sui loro passi e produrre la seconda stagione ma finora nessuna nuova (quindi, in questo caso, pessima nuova). Ma non è questo il giorno per muovere la protesta, anche se prometto che tornerò presto su questo punto dolente perché, oltre ad interessarmi in quanto Spettatrice Sedotta & Abbandonata, è anche un’interessante testimonianza di quanto Jane Austen sia oggi, nel 2020, un potentissimo fenomeno culturale di massa.
Oggi con il mio tè delle cinque voglio portarvi sulle coste del Sussex in compagnia della brillante Charlotte Heywood e del fascinoso Sidney Parker, per raccontare questa splendida (sì, splendida!) serie tv che, malgrado una ridottissima, se non quasi nulla, distribuzione nelle reti tv/web del mondo, non smette di conquistare i cuori ed agitare le acque profonde e infinite del Grande Mare di Internet.
Allacciate ben stretti i vostri copricapi e mantelli, rifornitevi di molti fazzoletti e altri generi di conforto, e preparatevi a restare appassionatamente in balia delle onde e del vento sulla riviera di Sanditon, dove un suono soltanto sembrerà riempire l’aria intorno a voi: quello dei cuori infranti.

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I mantelli rossi delle fanciulle di Highbury | Un dettaglio dal film “Emma.” di Autumn De Wilde

Emma., film 2020, Autumn De Wilde

Il film Emma., l’adattamento della regista Autumn De Wilde uscito lo scorso marzo, ha un impatto visivo eclatante: in ciascuna inquadratura, ogni singolo elemento che possa raccontare visivamente l’ambientazione storica e sociale nonché le dinamiche tra i personaggi viene sfruttato con accuratezza maniacale, così che ogni fotogramma è una vera scorpacciata narrativa per lo sguardo. Questa è anche la ragione per cui, più che mai, è necessario guardare questo film più volte per far emergere da questo tripudio di forme e colori ora uno ora l’altro dei dettagli disseminati ovunque.
Ho avuto il piacere di scambiare diverse conversazioni virtuali con lettrici e lettori su questo nuovo film, soprattutto in occasione della recensione a più voci pubblicata sul sito di Jane Austen Society of Itay (JASIT). Ed ho notato che c’è un dettaglio in particolare che ricorre nelle note degli spettatori, generando diverse ipotesi sul suo significato. Si tratta delle giovani ospiti della scuola di Mrs Goddard che se ne vanno in giro per la campagna di Highbury indossando degli sgargianti mantelli rossi, costellando tutto il film con le loro vivaci apparizioni di gruppo.
Il pubblico moderno le ha subito associate alle Ancelle del romanzo distopico Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, e in particolare alla serie tv che ne è stata tratta, dove le donne destinate da un governo teocratico totalitario a scopi riproduttivi sono obbligate ad indossare un mantello rosso e un cappello bianco. L’interpretazione data a queste giovani in mantelli rossi è, dunque, assai inquietante: si tratterebbe, in definitiva, del fantasma dell’eterna, dura discriminazione delle donne che si aggira come monito per tutto il film.
La spiegazione reale è, invece, più semplice e lieta anche se, per un pubblico moderno, risulta più difficile da cogliere: l’ha spiegata la stessa regista e deriva dalla fedelissima ricostruzione storica da lei voluta per il film.
Con il tè delle cinque di oggi, dunque, vi porto a vedere da vicino i mantelli rossi delle fanciulle di Mrs Goddard del film Emma.: lo faremo tuffandoci nelle illustrazioni di scene di vita quotidiana in epoca Regency a cui la costumista Alexandra Byrne e la regista Autumn De Wilde si sono ispirate per ricostruire con la massima accuratezza l’ambiente campagnolo dell’epoca di Jane Austen.
(anche se è lecito pensare che entrambe fossero ben coscienti dell’inevitabile associazione che gli spettatori avrebbero fatto con le Ancelle di Margaret Atwood…)

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“Emma.” di Autumn De Wilde, il film del 2020 tratto dal romanzo di Jane Austen

Emma, by Autumn De Wilde, 2020

Che cosa avrà mai questa Miss Emma Woodhouse da essere così ricercata ed acclamata come una vera star del cinema? E da ben venticinque anni! Sì, perché se facciamo bene i conti, peraltro assai facili, è dal quel lontano 1995 che Emma è una costante presenzialista dello schermo. Il 1995 è l’anno in cui la sua mamma artistica, Jane Austen, fece perdere la testa a cinema e tv in tutto il mondo conquistando ogni angolo del globo nel giro di un solo fotogramma – accadde del tutto involontariamente, s’intende, essendo la suddetta Miss Austen una campionessa inarrivabile di discrezione.
Ricorderete la scorpacciata & ubriacatura del biennio 1995-96 durante il quale uscirono sei, ben sei, adattamenti cinematografici e televisivi di opere di Jane Austen (io c’ero!, e fu un’apoteosi indimenticabile, che sarebbe passata alla storia come “Austen Renaissance”): in ordine di apparizione, ecco un Persuasione, una Emma moderna (Clueless – Ragazze a Beverly Hills), un Orgoglio e Pregiudizio (sì, LUI, quello di BBC), un Ragione e Sentimento (sì, quello di Ang Lee), e ben due Emma, quella di Gwyneth Paltrow e quella di Kate Beckinsale. Tre su sei, il 50%: congratulazioni, Miss Woodhouse, vittoria schiacciante.
Del resto, è pur sempre handsome, clever and rich, bella, intelligente e ricca, con una spiccata tendenza a porsi come guida luminosa per tutti, così che non potevano passare molti anni senza una sua nuova apparizione sulla scena: e rieccola nel 2009, nello sceneggiato di BBC con Romola Garai, il mio amatissimo Johnny Lee Miller ed un perfetto Michael Gambon. E rieccola adesso sul grande schermo a inaugurare gli anni ’20 di questo secolo, grazie alla regista Autumn De Wilde.

Avete già visto questo nuovo film, uscito in UK e USA all’inizio di marzo e poi, a causa dell’emergenza sanitaria mondiale, a noleggio online per tutti gli altri? Quale che sia la vostra risposta, vi invito ad un tè delle cinque con molti ospiti nella sala di Jane Austen Society of Italy (JASIT) dove ho recensito il film insieme agli altri componenti dell’associazione.

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Jane Austen online: ebook gratis, film e serie tv

Pride and prejudice, film, 2005
Svago domestico a Longbourn, dal film Orgoglio e Pregiudizio, 2005

Come riempire il tempo libero ritrovato in queste nostre vite quotidiane improvvisamente ridefinite dalla pandemia del coronavirus? La rete intenet offre una gamma vasta e ricca di opportunità. E quindi… #iorestoacasaconJaneAusten, sì, ma come e dove trovare libri, film, musica, ogni tipo di risorse dedicate a Jane Austen in rete?
Nei primi giorni della Chiusura Totale, abbiamo esplorato insieme le imperdibili, numerosissime occasioni offerte da un’ottima fonte gratuita, la Biblioteca Digitale per tutti Media Library Online.
Oggi, arricchisco questo suggerimento con qualche ulteriore indicazione, attingendo ad altre fonti facilmente accessibili, alcune gratuite, per leggere libri e guardare film e serie tv dedicate a Jane Austen.
Anche oggi, dunque, non mi resta che invitarvi ad accomodarvi in poltrona con il vostro dispositivo mobile, una fumante tazza di tè e seguirmi sulle onde del wi-fi. Buona lettura e buona visione!
#iorestoacasaconJaneAusten

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