Archivi tag: icona pop

Un ritratto di Jane Austen nascosto sulle nuove banconote da cinque sterline

Ovvero: un artista Janeite e la Bank of England.

Sì, questo potrebbe essere il sottotitolo giusto per questo post di metà dicembre 2016.
Ogni ammiratore di Jane Austen sa che, per la legge dei grandi numeri (nel caso dei Janeite, si tratta di numeri da capogiro, tanto è folta la loro schiera in tutto il mondo), e soprattutto per la famosa legge austeniana She’s everywhere, ella è ovunque,  prima o poi capiterà di incontrare un proprio simile quando e dove meno se lo aspetta.
Ebbene, le notizie di questi giorni provenienti dalla patria di Jane Austen raccontano di uno stimatissimo ed impareggiabile artista dell’incisione e della miniatura che ha lasciato la propria firma  su alcune banconote in un modo più che ingegnoso, da vero artista e cogliendo tutti di sorpresa. E rendendo omaggio a Jane Austen.
Graham Short, infatti, ha nascosto un minuscolo ritratto di Jane Austen su quattro nuove banconote da cinque sterline, quelle con Sir Winston Churchill, anticipando con uno straordinario, appassionante colpo di scena (ed un imprevisto “regalo” di Natale) il debutto della grande autrice sulle banconote da 10 che saranno in circolazione a partire dal prossimo mese di gennaio. Ma non finisce qui… Le quattro banconote sono state disperse, in gran segreto, ai quattro angoli del Regno e sono, forse, già passate attraverso le mani di ignari possessori!

In questa piccola grande storia fatta di arte che sgorga dalle abili mani di un grande artigiano, di amore per la lettura & letteratura, e di convinzione che l’arte sia un bene di tutti, anche quando appare su una vile, utilitaristica banconota,  ci sono gli ingredienti per un racconto che la stessa diretta interessata, Jane Austen, non avrebbe esitato a raccontare con dovizia di dettagli, battute argute e dosi massicce di autoironia. Magari in una delle sue divertenti lettere alla sorella Cassandra…

Oggi vi invito a prendere un tè alla Banca d’Inghilterra, provando a raccontarvi con le mie ben più umili ma sentitissime parole questa vicenda che ingentilisce e impreziosisce quattro semplici banconote. Nel nome di Jane Austen.

Continua a leggere

1995, l’anno in cui Jane Austen divenne una stella del cinema. E niente fu più come prima.

Vent’anni fa, si era appena chiuso un anno decisivo per la popolarità di Jane Austen.
Nel corso del 1995, l’amore del grande pubblico riprese vigore e divampò in tutto il mondo. Ad alimentarlo, fu l’improvviso, generalizzato innamoramento del cinema e della tv per questa autrice, che in appena un anno produsse ben quattro importanti adattamenti dei suoi romanzi – quattro successi planetari, all’epoca, che adesso sappiamo essere anche duraturi, dei veri e propri classici dello schermo, e non solo tra gli adattamenti austeniani.
Ciò che ai tempi avrebbe potuto sembrare un fuoco di paglia, per quanto gigantesco, nell’anno successivo si confermò essere del tutto solido e vivo perché un romanzo conobbe ben due diversi adattamenti per lo schermo, uno per il cinema ed uno per la tv.

Io c’ero, e me lo ricordo bene.
Essendo nata a Jane Austen con un film, lo sfolgorante e deliziosamente infedele Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregidizio) del 1940, mi lasciai catturare gioiosamente da questa nuova moda, che finalmente aveva un’ottima ragion d’essere anche per me.
Ero felice di vedere le sale piene di gente che assistevano alla vicenda di Anne Elliot o delle sorelle Dashwood, e le librerie improvvisamente rifornite di ogni possibile edizione dei romanzi… Me ne stavo seduta sulla poltrona a godermi il mio piccolo grande evento, senza sapere che ero co-protagonista e testimone di qualcosa che avrebbe avuto conseguenze epocali.

La Repubblica - 22 gugno 1996L’ondata cinematografica austeniana arrivò in Italia nel corso del 1996 ma le notizie erano già apparse anche sulla stampa italiana durante l’anno precedente (e perciò io attesi, scalpitando e pregustando, in attesa di vedere con i miei occhi questo trionfo Miss Jane Austen sugli schermi).
Alla fine del 1995, però, era già chiaro che Jane Austen era “di moda” – talmente di tendenza ed influente che le famose riviste statunitensi People e Entertainment Weekly la inclusero tra i Personaggi più importanti nell’ultimo classicissimo numero dell’anno.

In questo tè di auguri per l’anno nuovo, torniamo indietro di vent’anni e scopriamo che cosa accadde nell’anno che mise in moto la cosiddetta Jane Austen Renaissance e trasformò Jane Austen in un vero fenomeno contemporaneo e popolare.

Continua a leggere

Jane Austen Action Figure: l’irresistibile follia di una serissima Janeite

A parte il comune denominatore di ammirare appassionatamente Jane Austen e tutto ciò che la riguarda, i Janeite sono tipi diversissimi tra loro, e sono tanti quante sono le singole teste in cui alberga questo particolare interesse: ci sono i due estremi, l’accademico ed il fanatico, ma mai personificati in modo assoluto poiché in una stessa persona l’uno non esclude l’altro, anzi, con l’altro si mescola in dosaggi sempre variabili così che le sfumature intermedie e le loro combinazioni sono infinite. Ogni Janeite è un variopinto miscuglio di fanatismo e sapienza, curiosità e ricerca, che cambia nel tempo, e non solo nel corso degli anni ma persino da un momento all’altro.
Ci si può tuffare nella rilettura dei romanzi per analizzarne gli aspetti narrativi più disparati, e nello stesso tempo vivere un’esperienza di lettura olistica ed emozionale. Si può discutere ore e ore del femminismo delle loro grandi protagoniste e spasimare una vita intera per l’eroe austeniano del cuore. Si può prendere parte ad un gruppo di lettura sfoderando libri sottolineati e vissuti, nonché commenti arguti e dettagliati, e sfilare per le strade di Bath vestiti di tutto punto alla maniera Regency, come se fosse il 1810. Tutto con la stessa passione e la stessa serietà, in una dinamica armonia di opposti.

Prenderò come esempio un esemplare che conosco assai bene: me stessa.
Di recente, mi sono resa ridicola con alcune amiche Janeite durante un frizzante tè delle cinque del Jane Austen Book Club di Salaborsa e JASIT. Durante l’attesa delle teiere e dei dolcetti, nel bel mezzo di una conversazione sulla visita alla casa-museo della Nostra, ho mostrato loro il sacchettino di lavanda portato dal cottage di Chawton: la lavanda viene da quel giardino e il sacchetto è stato confezionato dalle mani di Petra (cofondatrice JASIT), sotto la mia attenta supervisione, nella cucina di quel cottage, nel giugno del 2012. Una vera reliquia austeniana, di cui vado molto fiera, perché proveniente dalla casa dove Jane Austen ritrovò la vena creativa ed i suoi romanzi trovarono la via per andare nel mondo.
Ma quell’innocente minuscolo sacchettino profumato ha anche dimostrato pubblicamente quanto l’aspetto fanatico sia sempre molto vivo nel mio animo di Janeite, che pure si nutre della lettura delle opere austeniane e di saggi di critica letteraria come se fosse ossigeno vitale.

Tutto questo preambolo, in cui tento con scarsa efficacia di trovare una spiegazione scientifica e meta-letteraria a quanto sto per confessare, mi serve per introdurre un altro oggetto – ben peggiore del pur significativo sacchetto alla lavanda di Chawton (anche soltanto per la quantità di plastica necessaria a produrlo e per la sua spudorata inutilità certificata al 100%). In un trionfo di bipolarismo Janeite, con serio raziocinio continuo a considerare questo oggetto del mio insano desiderio come la massima espressione del fanatismo più puro
Sto parlando della Jane Austen’s Action Figure – proprio lei: la “bambolina” di Jane Austen.
Che lo scorso Natale, per il mio Compleanno, con mia somma gioia e sorpresa, mi è stata regalata.
…sì, perché una vera Janeite ha sempre fedeli amiche Janeite complici di ogni delitto austeniano, anche il più efferato…

Continua a leggere

Janeite: una salutare dipendenza!

Janeite (pron. geinait – trascr. fonetica: dʒeɪˌnaɪt) è il termine con cui si indica la persona incondizionatamente appassionata di tutto ciò che in qualunque modo riguardi Jane Austen, dalle sue opere alla sua stessa persona. Insomma, Jane Austen dipendente (Jane Austen addict).
Si tratta di un vero e proprio culto cresciuto inesorabilmente negli ultimi due secoli, e che non accenna a diminuire, semmai è in forte crescita da almeno un decennio ed ha assunto i connotati di un fenomeno di massa con tratti maniacali.
Chi voglia sapere com’è nato questo termine non deve fare altro che leggere i tè delle cinque dedicati a questa storia di passione ed erudizione, che passa attraverso l’inventiva di due grandi uomini ammiratori di Jane Austen: George Saintsbury e Rudyard Kipling. Vai ai post su Come nasce la parola Janeite.

Questo post, dunque, potrebbe essere del tutto inutile ma recentemente ho letto un riassunto della storia del termine Janeite, talmente breve ed esauriente, nonché chiaro e piacevole, che ritengo possa affiancarsi degnamente agli articoli di approfondimento perché ne costituisce un breve antipasto.
Inoltre, ci ho ritrovato, interamente, me stessa insieme a tutto il vortice turbinoso della Jane Austen Mania, o dell’Austen Power secondo i punti di vista. Ecco perché desidero trascriverlo qui.

Continua a leggere

Che cosa farebbe Jane? (ovvero: WWJD?)

WWJD =  What would Jane do?, Che cosa farebbe Jane?.
In realtà, tale acronimo nacque con ben altro significato essendo il sottotitolo (what would Jesus do? – che cosa farebbe Gesù?) di un’opera religiosa del 1896. Negli Stati Uniti divenne famoso negli anni ’90 del secolo scorso come motto della Chiesa Evangelica  ma, con la proverbiale disinvoltura che permette agli Americani di mescolare innocentemente il sacro ed il profano, fu poi presto utilizzato in altri ambiti, lontanissimi da quello d’origine, facendo riferimento ad altri personaggi con l’iniziale J o sostituendola con altre iniziali (vedi Nota 1 in fondo al post).
Complice proprio l’iniziale del nome, questo acronimo è stato adattato anche al mondo austeniano nonché coinvolto nella martellante mercificazione delle all things Austen.
Del resto, alzi la mano chi non se lo è mai chiesto, in situazioni spinose, se non spiacevoli, addirittura disdicevoli o, peggio, deprecabili. Che cosa farebbe Jane Austen? (o una qualunque delle sue brillanti eroine?…)

Continua a leggere