Lizzy e Darcy tra San Valentino e l’8 marzo (da La Gazzetta del Sud e F)

8 marzo 2013. Se persino il calendario mette insieme l’anno del Bicentenario di Pride and Prejudice con la giornata internazionale dedicata alle donne, la tentazione di cedere alla coincidenza diventa irresistibile per una Austen-dipedente nonché femminista impenitente come me, fieramente allergica agli pseudo festeggiamenti (che ci sarà poi da festeggiare?) che offuscano il vero significato di questo giorno.
Nel mio tradizionale tè del venerdì, anticipato alla colazione del mattino in questo venerdì 8 marzo 2013, dunque, mi concedo il lusso di cedere alla tentazione di parlare di Pride & prejudice e di donne. E di azzardare anch’io accostamenti arditi…
Lo faccio lasciando parlare tre articoli decisamente femminili, apparentemente assai diversi tra loro ma vicinissimi nello spirito.


I primi due sono tratti dalla Gazzetta del Sud, pubblicati pochi giorni dopo il compleanno dell’illustre capolavoro, il 2 febbraio.

Il primo è un breve ma intenso omaggio all’eroina austeniana per eccellenza, la donna che tutte noi vorremmo essere, Lizzy, sorella del nostro cuore, di Anna Mallamo.

Il secondo raccoglie le testimonianze di sei scrittrici (Lidia Ravera, Dacia Maraini, Simonetta Agnello Hornby, Romana Petri, Beatrice Masini, Paola Mastrocola) che parlano di ciò che Orgoglio e Pregiudizio significa per loro, Con orgoglio senza pregiudizio di Patrizia Danzè.

Il terzo è tratto da F, una rivista cosiddetta “femminile” (definizione discutibile se non addirittura irritante ma mi serve per intenderci) che ha avuto l’intelligenza di affidare ad Elvira Serra, giornalista free lance di comprovata fede femminista e blogger di La 27ma Ora sul Corriere della Sera, una cosa altrimenti ordinaria e un po’ banale come l’immancabile speciale di San Valentino, Per trovare Mr Darcy e tenercelo stretto, leggiamo (e rileggiamo) Jane Austen (F, n.7 20 febbraio 2013).

 
 

Buona lettura, in questa giornata internazionale delle donne, in compagnia di una donna, Jane Austen, che ha saputo valicare i limiti del tempo e dello spazio e sa parlare con uguale intensità alla mente e al cuore. Di tutti, poiché supera in scioltezza anche i confini di genere.


Il Google Doodle di oggi 8 marzo 2013

4 pensieri su “Lizzy e Darcy tra San Valentino e l’8 marzo (da La Gazzetta del Sud e F)

  1. Avatarromina angelici

    Intanto, mi sono piaciuti tantissimo gli articoli della Gazzetta del Sud perché ho ritrovato l’accostamento che ho sempre fatto in cuor mio e cioè quello tra Jane Austen a Louisa May Alcott, le sorelle Bennet con le sorelle March, diversissime, lontanissime, eppure figlie di penne così squisitamente femminili, consapevoli di sé, ben ancorate a terra.

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  2. Avatarromina angelici

    E comunque sì, quale modo migliore di festeggiare la festa delle donne se non parlando di lei e prendendo a prestito un po’ della sua ironia e del suo buonsenso? Lei che cominciò a dare voce alle donne, ai loro sentimenti e alle loro esigenze, pensandole non solo come generatrici di figli o votate alle unioni matrimoniali, ma stelle dotate di luce propria, capaci di esistere autonomamente, indipendentemente, non avrebbe approvato di certo tutti questi “schiamazzi” moderni.

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    1. AvatarLizzyS (Sylvia-66)

      Di certo, avrebbe mirabilmente sbeffeggiato in esilaranti personaggi tutte coloro che si affannano ad assumere i peggiori comportamenti maschili nella convinzione di dimostrare la loro emancipazione, senza capire che si infilano ancora di più nella trappola di schemi sociali innaturali ed anacronistici, persino trascinando con loro tutte noi altre.

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  3. AvatarLizzyS (Sylvia-66)

    Oh, sì, Romina, sono pienamente d’accordo.
    In Persuasione, in quell’assoluto capolavoro nel capolavoro che è il capitolo 23, il lungo ed emozionante scambio tra Anne e il Cap. Harville sulla natura femminile e quella maschile la dice lunga sul femminismo, del tutto involontario, di Jane Austen: credo che questo dialogo esponga la condizione femminile ed il rapporto tra i generi assai meglio di tutti gli sproloqui, anche espertissimi, che in 200 anni sono stati scritti e declamati.

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