Le indagini di Jane Austen, ma in salsa Bronte (serie Barron, vol.2)

barron_mistero_reverendo_coverOvvero: le mie esperienze di lettura dei romanzi di Stephanie Barron, della serie “Le indagini di Jane Austen”.
Seconda puntata: Il mistero del reverendo (vol.2). 

Per quanto riguarda il giudizio generale su questo tipo di lettura e le note sull’autrice Stephanie Barron, non posso fare altro che rimandare alla prima puntata, dedicata al primo volume della serie, La disgrazia di Lady Scargrave.

Leggendo questo secondo volume dedicato alle Indagini di Jane Austen, confesso di avere avuto qualche momento di smarrimento: fin troppo spesso, infatti, mi è sembrato di intravvedere la brughiera delle sorelle Bronte e non la spiaggia di Lyme Regis – cittadina costiera britannica ben nota al mondo austeniano, anche perché presente nel romanzo Persuasion, e nella quale è effettivamente ambientata questa indagine.
In breve, c’è molto di Jane Eyre e di Wuthering Heights e un po’ meno di Jane Austen e della Regency Era, e l’atmosfera mystery sembra un limite soffocante. Eppure…

Andiamo con ordine!

The Cobb, il famoso porto di Lyme Regis, UK (foto tratta da http://hopeeternal.files.wordpress.com)

Stephanie Barron costruisce questa seconda avventura di Jane Austen partendo da due elementi biografici contenuti nel fitto carteggio austeniano:
una lettera della tarda estate del 1804 scritta da Jane alla sorella Cassandra, durante una breve vacanza a Lyme Regis, in cui Jane si riferisce ad un uomo misterioso, compagno di carte di sua madre, chiamandolo “Le Chevalier” (la cui identità è ancora oggi oggetto di molte speculazioni);
una lettera (forse del 1860) scritta da Caroline, nipote di Jane, al fratello James-Edward (impegnato a redigere la famosa biografia della zia (Memoir of Jane Austen, 1870) in cui rivela una confidenza fatta da Cassandra, ormai anziana, su un presunto e misterioso amore infelice che Jane avrebbe avuto proprio durante il soggiorno a Lyme Regis.

Un bel tenebroso austeniano: il Cap. Wentworth (Ciàran Hinds); da Persuasion, BBC, 1995 (di Roger Michell)

Ed ecco materializzarsi dalla fantasia della Barron un uomo, Mr George Sidmouth, ovviamente un perfetto bel tenebroso, che fa palpitare il cuore alla nostra eroina – la quale si imbatte in lui fin dalle prime pagine ed in un modo assai significativo, che sembra dare la nota di fondo a tutto il romanzo: un incidente di carrozza nel bel mezzo del nulla e di una tempesta incombente.
Ebbene, tanto in questo evento, quanto nella personalità di Sidmouth nonché nell’mabiente in cui vive e nelle persone che ne costituiscono la cerchia più vicina, non posso non vedere evidenti riferimenti alle ambientazioni bronteniane.
Il fascino della penombra dell’animo umano (soprattutto maschile…) continua ad attirare un’inguaribile indagatrice di caratteri come Jane Austen, fino a trascinarla in situazioni al limite del romanzo gotico che la vedono protagonista volontaria di prodezze che, talvolta, mi hanno fatto alzare il sopracciglio perché un po’ troppo lontane da ciò che è presumibile fosse la realtà.
(E se è vero che questo è pur sempre un romanzo, e qualche concessione alla fantasia è ammissibile, è altrettanto vero che a tale romanzo l’autrice cerca di dare una qualche verosimiglianza con l’espediente dei diari ritrovati e della narrazione in prima persona…)

Ancora un’immagine del Cobb di Lyme, da Persuasion, BBC, 1995 (di Roger Michell)

Eppure, nonostante queste situazioni improbabili e qualche forzatura, nonché un intreccio giallo un po’ troppo semplice (e, francamente, da una ex intelligence analyst dalla CIA mi sarei aspettata qualcosa di più articolato), devo riconoscere alla Barron che si lascia sempre leggere piacevolmente soprattutto per quei riferimenti continui e decisamente rispettosi alla vita ed alle opere di Jane Austen nonché alla sua epoca.
A riscattare ampiamente le caratteristiche meno indovinate, e perciò a farmi comunque apprezzare questa lettura, infatti, ci sono molte pagine luminose, con lunghi sapienti sguardi sulla vita familiare di Jane, sul suo alacre e costante lavoro con carta e penna (qui, ad esempio, è intenta a limare i Watsons), nonché sulla sua vita interiore, piena di riflessioni argute (ma talvolta anche toccanti) su di sé, la propria condizione di ventottenne nubile e di mezzi modesti, sui propri sogni e le proprie aspirazioni, sul matrimonio e sugli uomini.

(foto tratta da: www.literarylyme.co.uk/janeausten.html)

Nelle ultime pagine ritroviamo il Furfante Gentiluomo, quel Lord Harold Trowbridge (un Rhett Butler in versione britannicissima e regency) creato dalla fantasia della Barron come perfetto antagonista di cotanta protagonista.
E la sua fugace ma determinante apparizione non tarda a riaccendere una fervente curiosità per il terzo volume –  dove egli in persona chiederà l’aiuto della nostra beniamina per una questione… di famiglia!

Voto:
tre stelle… e mezza! (secondo la scala di Anobii, da 1 a 5 stelle)

Link utili:
La storia del presunto amore di Jane, sul sito di un esperto austeniano.

Note:
Brossura, 307 pagine
Editore: TEA (23 aprile 2009)
Lingua: Italiano
ISBN: 9788850218295
Titolo originale: Jane and the Man of the Cloth (Being the second Jane Austen Mystery)

13 pensieri su “Le indagini di Jane Austen, ma in salsa Bronte (serie Barron, vol.2)

  1. Avatar*Maristella*

    Buongiorno Silvya…grazie grazie per questo post, ora vado a visitarmi tutti i luoghi che hai postato!
    Adoro il libro Persuasione, è quello che preferisco, in effetti!
    E poi Ciaran Hinds….mamma mia!!! ;o))
    Un caro saluto, *Maristella*.

    Rispondi
  2. AvatarMiss Claire

    My Dearest,

    felicissima di leggerti, attiva e precisa nei tuoi interessanti topic, come sempre! 🙂

    Come sai, ho letto solo il primo della serie targata Barron, quindi (confesso) di aver scorso senza troppa voluta attenzione le parti in cui ti agganci alla trama…spero non me ne vorrai, in fondo, si tratta di un mistery, non voglio intuire troppo! 😉
    Ad ogni modo, non ho potuto (né voluto) omettere di leggere con estremo piacere le ultime righe, ove narri di Lord Harold, personaggio che mi è piaciuto molto nel primo libro, di cui sono curiosa di conoscere altri dettagli…in particolare, ho apprezzato gli acuti scambi con la Jane protagonista, dunque, ho buon motivo di sperare che, se non in questo secondo, nel terzo volume vi saranno ottimi spunti d’interesse per la mia maniaca attenzione alla dinamica dei dialoghi austeniani e pseudo-tali! XD

    Topic meraviglioso, ottimo tè, biscotti burrosissimi!
    E’ sempre un piacere passare di qua!
    Un baciotto cara,
    Claire

    Rispondi
  3. AvatarMiss Claire

    Carissimaaaa!!!
    Un passaggio veloce per dirti che non hai spoilerato, sono io che ho un’attitudine innata ad intuire la trama dei libri e dei film! XD!

    Ti scrivo domani con calma, ho letto le tue missive con emozione! 😀 Grazie! Ti devo una risposta come si conviene, cara! Ed ora sono distratta dalla puntata di Ulisse! XD
    Perdonami!
    A domani, carissima Amica! Buon sabato sera e buon tè!
    C.

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  4. Avatarsylvia-66

    @Phoebes: ma grazie, mia cara!!! Per ben tre volte… 😉
    @Silvia: ma grazie anche a te, mia cara omonima janeite!
    @MissClaire: grazie my dearest, ho sempre paura di dire troppo o troppo poco senza rendermene conto…
    @Mari!!! So bene quanto ami Persuasion, e che Ciaran Hinds/Cap. Wentworth è sempre nel tuo cuore (bè, non solo nel tuo… ;-))

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  5. AvatarIrene

    Grazie cara, come sempre i tuoi post sono davvero ben curati, e i tuoi commenti incoraggianti. Se passi da noi ci sono un paio di regali per te…. Un abbraccio, Ire

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  6. Avatarsylvia-66

    @Irene e @Nicky: carissime amiche della blogosfera, sono davvero emozionata per le vostre dimostrazioni di attenzione ed affetto! Vi ringrazio vivamente, è una conferma di come può essere piacevole condividere i propri interessi con gli altri.

    @Cri: Quando leggerai Persuasione, scoprirai un vero gioiello, come puoi ben immaginare. Ci sono passi che fanno battere il cuore e brani che da soli valgono a spiegare che cosa c’è di grande in questa straordinaria scrittrice. Mi raccomando il capitolo 23, il penultimo: un capolavoro nel capolavoro!

    Rispondi
  7. AvatarMari@

    Ciao Sylvia e grazie per la visita nel mio blog. Sono io che ringrazio te perché leggere i tuoi articoli è sempre un piacere e sono fonte di ispirazione per i miei piccoli libri. Spero mettere in cantiere quanto prima il mio progetto sulla Austen. Vienimi a trovare ;o)

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