Le indagini di Jane Austen… o di Lord Trowbridge? (serie Barron, vol.3)

barron_jane_e_il_segreto_del_medaglioneLe mie esperienze di lettura dei romanzi di Stephanie Barron, della serie “Le indagini di Jane Austen”. Terza puntata: Il segreto del Medaglione (vol.3).

Per il giudizio generale su questo tipo di lettura e le note sull’autrice Stephanie Barron, rimando alla puntata dedicata a La Disgrazia di Lady Scargrave, vol.1.
Per le puntate precedenti: Il Mistero del Reverendo, vol.2

Devo iniziare dicendo che questo terzo episodio mi è piaciuto di meno, anche alla luce della lettura del quarto (che mi ha appassionato decisamente di più). Nonostante la bravura di Stephanie Barron nel rimpastare i dettagli della vita e dei romanzi di Jane Austen, per di più senza alcuna pretesa di imitarne lo stile ma semmai di omaggiarlo, il romanzo mi è sembrato un po’ ripetitivo nell’insistere a voler immergere la nostra Jane in vicende dal sapore gotico.
Ma soprattutto, la presenza del Gentleman Rogue, il Furfante Gentiluomo, il bel tenebroso Lord Harold Trowbridge, comincia a farsi un po’ troppo ingombrante.
Ma come sempre, andiamo con ordine, in compagnia di una tazza di tè.

Il giradino dove sorgevano i Green Buildings Park a Bath (da jausten.it)

La vicenda del libro inizia nel mese di dicembre del 1804 quando da circa due mesi Jane vive ai Green Park Buildings di Bath con i genitori e la sorella Cassandra. E’ un periodo molto difficile: Bath non le piace, continua a sentire nostalgia dell’amatissima casa natale di Steventon (la cui canonica è passata in gestione al fratello maggiore, James, e alla sua famiglia alcuni anni prima, nel 1801) e la situazione finanziaria in continuo peggioramento ha appena costretto gli Austen a trasferirsi in un’abitazione più umile e a fare ulteriori economie.
Non c’è da stupirsi se Jane non si lascia sfuggire alcuna occasione di distrazione…

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Bath – High Street in un’immagine d’epoca

La prima pagina ci fa subito entrare nel vivo di un ballo mascherato che Jane, voce narrante del romanzo, descrive nel proprio diario “alla maniera di Fanny Burney” (autrice da lei molto letta ed ammirata, nella vita reale) e dove accade qualcosa che rende più intrigante quella che non esita a definire “la sua dissipazione” – sì la stessa che la vera Jane, in una famosa lettera alla sorella Cassandra (23 agosto 1796), trovava imperante a Londra e dalla quale si sentiva facilmente, ma molto ironicamente, corrotta:

My dear Cassandra
Here I am once more in this Scene of Dissipation & vice, and I begin already to find my Morals corrupted.
Mia cara Cassandra
Eccomi ancora una volta in questo Scenario di Dissipazione e vizio, e comincio già ad accorgermi di come i miei Costumi si stiano corrompendo. (trad. di G. Ierolli)

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Bath – The Crescent

Una dissipazione che, anche in questo caso,  rischia di diventare la sua perché da questo momento la nostra eroina non smetterà di essere al centro dell’attenzione dei pettegolezzi della buona società di Bath a causa della sua assidua frequentazione con Lord Harold Trowbridge, mettendo in grave pericolo la sua reputazione.
La vicenda che la vede protagonista è presto detta: il Furfante Gentiluomo ha chiesto a Jane di accompagnare e sorvegliare la nipote, Lady Desdemona, che si è rifugiata a Bath per sfuggire le attenzioni di un corteggiatore insistente e sgradito.

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La copertina dell’originale inglese

Poche pagine ed ecco!, un omicidio si compie davanti ai loro occhi nel clima festoso. La vittima, un uomo, indossa un medaglione che è al centro di un mistero il cui scioglimento è la soluzione del caso – nonché la salvezza del fratello di Lady Desdemona dall’accusa di essere l’omicida. E così, per dipanare la matassa, oltre a rischiare seriamente la reputazione, Jane si ritrova anche a rischiare la vita…

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Bath – il Theatre Royal

Sorvolo su qualunque altro dettaglio, non solo perché si tratta pur sempre di un giallo ma soprattutto perché la parte più piacevole di questo libro secondo me è altrove.
Mi riferisco alla sempre maggiore attenzione riservata a scene di vita familiare: per chi non si sente mai abbastanza soddisfatto delle poche note biografiche realmente disponibili a proposito di Jane,  è sempre piacevole e consolatorio poterla immaginare nei suoi rapporti quotidiani con il padre e la madre, nonché con l’adorata sorella Cassandra, ed alcuni dei suoi “complici” preferiti, il fratello Henry e la moglie di quest’ultimo, nonché loro cugina, l’affascinante “quasi-francese” Eliza de Feuillide.

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Henry (Joe Anderson) e Eliza (Lucy Cohu) nel film Becoming Jane (2007)

Ci sono momenti toccanti, che hanno un riferimento diretto alla vita della vera Jane Austen. Come sappiamo, in quel mese di dicembre del 1804, la carissima amica di Jane, Anne Lefroy, morì per una caduta da cavallo.

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Madame Anne Lefroy

Barron ne fornisce una spiegazione funzionale al racconto – e questo può essere comprensibile per quanto azzardato. Ma sceglie anche di concedersi una sortita su un terreno incerto ed insidioso come quello del ruolo realmente svolto da Anne nella questione, peraltro ben lungi dall’essere chiara, del presunto rapporto sentimentale tra Jane ed il nipote di Anne,  Thomas Lefroy. Ma anche in questo caso, non mi addentro nei particolari…

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Thomas Lefroy

Alla fine del libro, mi sono ritrovata con una sensazione di vago fastidio. Non solo perché la salsa mystery comincia a stancare…
…Ma anche perché tra Jane e Lord Trowbridge (del quale immancabilmente siamo già innamorate tutte quante, mi sembra…) c’è questo rapporto sempre un po’ in bilico sul limite della confidenza, sul quel pericoloso crinale che sappiamo potrebbe scivolare irreparabilmente nell’intimità ma invece lascia una quantità di parole non dette, gesti non compiuti, emozioni non espresse. Ma che, sappiamo, nella vita vera di Jane Austen non è mai stato neppure sfiorato. E questo mi immalinconisce.

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Bath – L’entrata della Pump Room

Sì, questo è un romanzo e Stephanie Barron potrebbe scegliere di regalare alla “sua” Jane l’emozione dell’amore che, nella realtà, la “vera” Jane ha potuto solo raccontare (ma così meravigliosamente bene, per la gioia di noi suoi strenui ammiratori!). Ma riuscirebbe a renderlo credibile?…
Ma la vera questione è: alla luce di questi dubbi, ho ancora voglia di continuare a leggere questi romanzi, pur ben scritti?… Romanzi in cui Jane non sembra più la vera protagonista in quanto la scena le viene spesso rubata da Lord Harold Trowbridge, persino quando non è fisicamente presente?…
Prima, vediamo che cosa riserva il quarto episodio, Jane e lo Spirito del Male… – sul quale faremo due chiacchiere, o forse più, in uno dei prossimi tè delle cinque. A presto!

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Bath – una sala da tè

Voto:
Tre stelle (secondo la scala di Anobii, da 1 a 5 stelle)

Link utili:
La storia del presunto amore di Jane con Thomas Lefroy, sul sito di un esperto austeniano.

Note:
Brossura, 280 pagine
Editore: TEA (29 ottobre 2009)
Lingua: Italiano
ISBN: 9788850219971
Titolo originale: Jane and the Wandering Eye (Being the third Jane Austen Mystery)

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Una curiosità: la mappa dei luoghi austeniani di Bath

Silvia Ogier

(Bologna, Italy) - Diplomata Traduttrice e Interprete e laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha lavorato come traduttrice e da anni si occupa di marketing e comunicazione aziendale. Il suo maggiore interesse libresco è la letteratura scritta dalle donne. Ha letto Jane Austen per la prima volta a vent’anni (Orgoglio e Pregiudizio). Nel dicembre 2010 ha aperto il blog monografico Un tè con Jane Austen e nel 2013 ha fondato Jane Austen Society of Italy (JASIT), di cui è presidente.
Silvia Ogier

13 pensieri su “Le indagini di Jane Austen… o di Lord Trowbridge? (serie Barron, vol.3)

  1. AvatarRosalba

    sono stra contenta d’aver trovato questo blog…non ti dico la mia reazione (anzi si…sono senza vergogn io ihihihih mi sono messa a saltare che pazza sono)
    che bello, adoro zia jane
    ora spulcio tutto per bene

    Rispondi
  2. AvatarSylvia-66

    Benvenuta, Rosalba! La sala da tè è a tua disposizione quando vuoi per due chiacchiere su Zia Jane.
    E dopo averla spulciata per bene ;-), se vuoi, fai un’incursione nell’altro salotto austeniano, quello di Old Friends and New Fancies dedicato ai derivati
    Grazie per la tua visita e a presto!

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  3. AvatarML

    Ciao Sylvia. Mi ritrovo al 100% nella tua “analisi” questo libro mi ha decisamente annoiata, molto meglio i primi due. Come dici tu il reverendo sta diventando troppo protagonista, così come a mio avviso troppi sono gli apèprofondimenti relativi al tema “teatro” (per chi è comunque interessato al tema consiglio “Jane Austen and the Teathre” di Paula Byrne). Ero tentata a non proseguire oltre.. tu che dici perseverare è diabolico o il quarto episodio recupera? Comunque la Aidan sino ad ora è la migliore!

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  4. AvatarSylvia-66

    Grazie del consiglio di lettura, @ML! E’ un testo che ho già addocchiato e spero di poterlo leggere quanto prima (intanto, va in lista desideri, così sono sicura che non scapperà).
    La prossima settimana, proprio il 4° libro di S.Barron sarà oggetto del tè delle 5. E posso anticiparti che vale la pena continuare a seguire queste indagini…

    Rispondi
  5. AvatarDani

    complimenti per questo post Sylvia, davvero ben curato. Vorrei prendere un aereo in questo momento per andare a bere un té nella tearoom della foto.
    Hai letto “LEGGERE LOLITA A TEHERAN”? fra i libri che l’insegnante propone delle studentesse iraniane c’è anche P&P, ed è delizioso confermare che anche ragazze dalla cultura così diversa dalla nostra finiscano per innamorarsi di mr. Darcy
    un bacio
    Dani

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  6. AvatarEstel

    Ciao Sylvia!
    Come sempre i tuoi post sono interessantissimi!
    Dopo aver felicemente seguito i tuoi consigli e letto Shopping con Jane Austen (lettura piacevolissima! Adesso sto leggendo Shopping con Jane Austen!), proverò di certo anche questa serie (beh..almeno ad iniziarla. ^_^) che, lo ammetto, fin’ora avevo snobbato.

    (Confermo che anche per me la Aidan rimane per ora insuperata!)

    Allora alla prossima tazza di tè!…. 🙂

    Estel

    Rispondi
  7. AvatarSylvia-66

    Avevo notato anche Leggere Lolita a Teheran, @Dani, di cui ho letto qualche recensione. Mi ha colpito positivamente ma, dopo l’esperienza un po’ deludente di Sognando JA a Baghdad, aspettavo qualche passaparola – grazie per avermene dato conferma, lo metto in lista desideri!

    (Care @tutte, quante ore supplementari ci vorrebbero ogni giorno da dedicare solo alla lettura?… Mmm, temo che non ci basterebbero mai!)

    Carissima @Estel, Laurie ha fatto un bel lavoro, pulito e piacevolissimo, è vero! Fammi sapere che ne pensi una volta concluso il secondo volume.

    (Pamela for president! – del JASNA, magari… 😉 )

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