Il Diario di Mr Darcy di Amanda Grange esce domani per TEA Tre60 Ne parliamo con la sua traduttrice, Gabriella Parisi

L’anno del Bicentenario di Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio) non finisce di farci belle sorprese.
Questa volta, a rendere felice la folta schiera di Janeite d’Italia è la casa editrice TEA, con il marchio Tre60 (che pubblica novità assolute di autori italiani e stranieri a prezzi economici).
Domani 17 ottobre, esce in edizione italiana uno dei derivati austeniani più belli che mi sia capitato di leggere: Il Diario di Mr Darcy di Amanda Grange.
Ho un ulteriore motivo per esserne contenta perché ho l’onore e il piacere di conoscere assai bene colei che lo ha tradotto, Gabriella Parisi, la carissima LizzyGee con cui condivido (in un trio consolidato, le Lizzies, che formiamo con Petra Zari, LizzyP)  il grande amore per Jane Austen e, in particolare, per il vasto e variegato universo dei derivati da Jane Austen.
È proprio con Gabriella, persona decisamente informata dei fatti, nonché vulcanica ed indispensabile compagna di avventure austeniane, e preziosa padrona di casa del salotto qui a fianco, il blog Old Friends and New Fancies (dedicato proprio ai derivati), che desidero condividere questo tè delle cinque fuori dall’ordinario per parlare di questa nuova, entusiasmante uscita.
E nel cominciare questa chiacchierata, vi invito ufficialmente al Gruppo di Lettura di Il Diario di Mr Darcy che si terrà in questa sala da tè a partire dal prossimo 15 novembre. Ma di questo parleremo più diffusamente la prossima settimana.
LIZZYS-SYLVIA66 – Bene, cominciamo questa intervista in forma di chiacchierata all’Esimia Traduttrice di questa novità editoriale…
GABRIELLA-LIZZYGEE – Innanzi tutto ti prego di non chiamarmi Esimia Traduttrice: lo so che lo fai per gioco e affettuosamente, LizzyS, ma qualcuno potrebbe pensare chissà cosa, invece io ho tradotto questo romanzo da Janeite più o meno esperta e nient’altro.
LIZZYS-SYLVIA66 – Come desideri, cara Amica e Ospite. Ricomincio…

Mr Darcy (Colin Firth) mentre scrive

Mr Darcy (Colin Firth) mentre scrive

 

LS – Carissima Gee, come sai, per me la prima lettura di questo libro è stata un po’ traumatica: non ero ancora abituata a questo genere e ripercorrere O&P attraverso gli occhi attenti ed enigmatici di Darcy, praticamente in presa diretta con i suoi pensieri e le sue emozioni, mi lasciava perplessa. Solo una seconda lettura, avvenuta dopo un po’ di esperienza di derivati e soprattutto di diaries scritti da Amanda Grange, mi ha fatto scoprire la bellezza di questo Mr Darcy’s Diary.

Per te, invece, Janeite di lunga data ed esperta conoscitrice di derivati austeniani, è stato amore a prima vista. Tradurlo dev’essere stata un’ulteriore esperienza di lettura ma ben più approfondita, quasi simbiotica. Che cosa puoi raccontare, in generale, su questa “immersione totale” in “Il Diario di Mr Darcy” di Amanda Grange?
LG – Quando ho letto per la prima volta il Diario (la traduzione è stata in pratica la mia quarta rilettura), venivo da due esperienze analoghe: “Per orgoglio o per amore” di Pamela Aidan e “Darcy’s Story” di Janet Aylmer (non ancora tradotto in italiano). Entrambi questi libri erano sì scritti dal punto di vista di Darcy, ma erano in terza persona. Io, invece, avrei voluto sentirmi più vicina all’eroe di Jane Austen, sentirlo parlare con la sua voce. Per questo ho letto “Mr Darcy’s Diary”, il mezzo più efficace per poterlo fare. Se non fosse che la Grange è talmente fedele al Darcy della Austen, così riservato e quasi rigido, da farci solo ‘percepire’ il conflitto interiore attraverso le pagine del suo diario. Quando Darcy si sta innamorando di Elizabeth, è naturale che lui cerchi di negarlo persino con se stesso e cerchi di esorcizzare l’attrazione nelle pagine del suo diario, negando ogni coinvolgimento, per poi rivelarcelo nella pagina successiva attraverso qualche commento ingenuo che lo tradisce. 
Tradurne ogni sua parola mi ha fatto apprezzare ancora di più il Diario della Grange perché, nel cercare il termine più appropriato, ogni sentimento di Darcy diventava più concreto e intenso.
La copertina dell’edizione originale
LS – Durante il lavoro di traduzione, hai sentito il bisogno di fare una lettura “con il testo a fronte”, cioè di fare riferimento all’opera originale di Jane Austen, O&P? Quali parti hai trovato più emozionanti, proprio per l’intensità del legame con O&P?
Ma soprattutto, considerando che in O&P vediamo Darcy solo attraverso le sue stesse parole o azioni, filtrate dagli occhi di Elizabeth, che ritratto di Darcy emerge dal diario di Amanda Grange?
LG – È naturale che abbia dovuto lavorare con non una, ma diverse copie di Pride and Prejudice e Orgoglio e pregiudizio sulla mia scrivania. La Grange inserisce brani del testo originale e spesso ho dovuto tradurre Jane Austen medesima. Ho cercato di dare una mia traduzione al testo, in modo da creare armonia fra i brani della Grange e quelli della Austen e spero di esservi riuscita. Spero che la mia traduzione sia fedele, ma anche moderna, cosa non facilissima. 
Logicamente, la mia parte preferita di Orgoglio e pregiudizio è anche la mia preferita del Diario di Mr Darcy, anche se si tratta di un momento di massima crisi, quando nella taverna di Lambton Lizzie gli annuncia la fuga di Lydia. La felicità sembrava a portata di mano, c’era stato un riavvicinamento dopo che Darcy aveva trovato Elizabeth a Pemberley, un colpo di fortuna, una coincidenza insperata. E l’atteggiamento di Lizzie era così diverso nei suoi confronti, da farlo finalmente sperare e poi… Lydia scappa con Wickham e Darcy non ha neanche il diritto di consolare Lizzie, di abbracciarla come vorrebbe e rassicurarla che sistemerà tutto. 
 
 
A quel punto lui è talmente innamorato di Lizzie, che andrebbe a cercare Lydia anche se fosse fuggita con il diavolo in persona. Darcy non si ferma neanche a pensare: abbandona gli ospiti che sono arrivati a Pemberley da pochi giorni e corre a soccorrere la sua bella. Naturalmente è meraviglioso il siparietto che la Grange ha montato qui con Caroline Bingley, ma lascio che lo scopriate da soli.
Paradossalmente la fedeltà della Grange a Jane Austen è contemporaneamente un grandissimo pregio, ma anche il limite di questo romanzo. Mr Darcy è esattamente come lo vediamo in Orgoglio e pregiudizio, non ci sono grandi rivelazioni. Anche quando vive dei momenti lontani da Elizabeth, continua a essere fedele a quello profilato da Jane Austen. Ovviamente nel Diario, essendo a conoscenza fin dal primo capitolo/mese di molti fatti sconosciuti a Elizabeth, sappiamo quali sono le motivazioni di Darcy e parteggiamo per lui ancor più volentieri.
Darcy (Matthew Macfadyen) mentre scrive
LS – Hai incontrato sfide di traduzione particolarmente impegnative?
In particolare, come te la sei cavata con la vexata quaestio della forma allocutiva tu/voi?
LG – Innanzi tutto il tempo verbale. Sarebbe logico tradurre il simple past con il passato remoto o con l’imprefetto, se l’occasione lo richiede. In inglese quando l’azione si è svolta ed è finita, si usa quel tempo. Però, poiché il diario viene scritto la sera dello stesso giorno in cui si svolgono i fatti narrati, e in italiano è sbagliatissimo utilizzare il passato remoto con avverbi di tempo come ‘oggi’ o ‘stamattina’, sono ricorsa al passato prossimo, anche quando la narrazione si protraeva a lungo e perdevo di vista quell’avverbio di tempo trovato all’inizio dell’entrata del diario.
Poi il fatto che in inglese la ripetizione e l’allitterazione non siano considerate un errore, ma una sorta di preziosismo, a cui ho dovuto ovviare con un buon dizionario dei sinonimi.
 
Un’altra sfida sono stati i riferimenti storici, come ad esempio i giochi di società tipicamente natalizi dell’epoca Regency: ho dovuto fare degli studi, consultando siti dedicati al periodo storico per capire come funzionavano, in modo da poter tradurre con cognizione di causa.
Inoltre, come già detto prima, ho dovuto ripetutamente consultare Orgoglio e pregiudizio per seguire le storie parallelamente. 
 
Infine la questione del tu/voi. In inglese si usa ‘you’ in entrambi i casi, perché l’inglese è una lingua contemporaneamente formale e democratica. Nel caso specifico di questo libro, non si può neanche parlare dell’uso del nome di battesimo come segnale per far dare del tu ai personaggi. Dubito fortemente che Darcy volesse dare del tu a Caroline Bingley, sebbene la chiamasse per nome. Con Bingley e Fitzwilliam, invece, ho prediletto un ‘tu’ cameratesco. I problemi più gravi sono sorti con Wickham, amico d’infanzia da cui Darcy ha preso le distanze, e con la stessa Elizabeth. Nel primo caso ho preferito mantenere il voi anche da parte di Wickham, sebbene la tentazione di fare usare allo scellerato un tu dispregiativo è stato fortissimo. Nel Diario ci sono infatti moltissimi dialoghi fra i due quando trattano le condizioni del matrimonio con Lydia a Londra (che in Orgoglio e pregiudizio non vediamo), e l’atteggiamento di Wickham è talmente diverso fra un’occasione e l’altra che sarebbe stato piuttosto confusionario se si fosse rivolto a Darcy cambiando pronome ogni volta. Così ho preferito adottare un’uniformità con il voi, anche perché è il tono stesso delle sue parole che fa intuire il disprezzo e lo scherno che prova verso Darcy. 
A Elizabeth, Darcy si rivolge sempre utilizzando il voi. Passa al tu solo dopo essere stato accettato in seguito alla seconda dichiarazione. In pratica questo accade nel Diario prima di quanto non faccia in Orgoglio e pregiudizio, perché Jane Austen lascia ai suoi due protagonisti la privacy, adottando il discorso indiretto, mentre Amanda Grange continua a farli dialogare. Qui si rompono gli argini e Darcy dà finalmente del tu alla sua ‘dearest, loveliest Elizabeth’.
LS – C’è anche una questione solo apparentemente minore: il calendario di O&P, cioè la datazione degli eventi narrati nel capolavoro di Jane Austen. Il diario, infatti, impone una precisione cronologica. Ne hai già raccontato i dettagli in una bella conversazione nel salotto qui a fianco, ma puoi riassumere le curiosità che hai scoperto?
LG – Come ho già detto prima, ho tradotto il Diario con Pride and Prejudice sempre aperto alla pagina corrispondente, per verificare la fedeltà del testo e per analizzare i brani che la Grange aveva preso pari pari dalla Austen. Così mi sono accorta di una piccola svista della Grange che, in realtà nasceva da una piccola svista di Jane Austen. In Orgoglio e pregiudizio, nella lettera in cui Jane comunica a Elizabeth la fuga di Lydia, si parla di “sabato sera”. Quando poi Lizzie riporta a Darcy il contenuto della lettera, dice che Lydia e Wickham sono fuggiti la notte di domenica. È evidente che la Austen intendesse che la fuga fosse avvenuta la notte fra sabato e domenica. Amanda Grange, però, fa scrivere a Darcy nel Diario che la coppia è fuggita sabato sera, mentre in realtà, dal momento che lui non ha letto la lettera di Jane, ma ha avuto la notizia da Elizabeth, che parla di ‘Sunday night’, ci sarebbe dovuto essere scritto ‘domenica’. 
In quel periodo, fra l’altro, stavo leggendo un altro libro di Amanda Grange, Dear Mr Darcy, una sorta di Orgoglio e pregiudizio in forma epistolare. Anche lì le date erano fondamentali. Inoltre avevo notato che la Grange parlava dell’ambientazione del romanzo come se i fatti si fossero svolti nel 1799/1800, mentre molti consideravano un’ambientazione più moderna, nel 1811/1812, in modo che gli eventi culminassero proprio qualche settimana prima della data di pubblicazione, il 28 gennaio 1813. Così, curiosa, ho chiesto ad Amanda Grange di chiarirmi il perché della scelta di un calendario diverso da quello ‘universalmente riconosciuto’ e siamo finite a parlare del fatto che Jane Austen non sia stata precisa con le date. Ma questo lo potete leggere sul post che ho scritto in quell’occasione su Old Friends & New Fancies. (link in fondo al post)
LS – Nell’originale inglese, una delle caratteristiche che ho apprezzato di più in Amanda Grange è il suo stile, scorrevole e elegante, molto facile e piacevole da leggere, coerente con la fonte a cui si ispira pur senza pretendere di imitarla. Trasferirlo in un codice linguistico diverso è stato difficile?
LG – Lo stile è molto scorrevole ed elegante, è vero, e cerca di essere coerente con quello dell’originale, da cui trae diversi dialoghi. Non nego che tradurre la Grange sia stato molto più semplice – a parte i problemi riportati sopra – rispetto alla Austen. Innanzi tutto, come diresti tu, Silvia, mi tremavano le vene dei polsi a dover tradurre un tale mostro sacro in modo da non far percepire lo stacco fra un’autrice e l’altra. Poi volevo che la traduzione fosse originale ma nel contempo ‘riconoscibile’, in modo che il lettore percepisse automaticamente quali frasi la Grange avesse riportato direttamente da Jane Austen. Non è stato assolutamente facile perché, sebbene in inglese la Grange sia stata bravissima nell’amalgamare il tutto, forse anche per una questione linguistica, nel passaggio a un’altra lingua la differenza si percepisce automaticamente, come una maionese impazzita. E il traduttore deve impegnarsi al massimo per porre rimedio e rimescolare con pazienza gli ingredienti, in modo da ottenere un risultato soddisfacente.
LS – Per finire, da Janeite che apprezza questo libro così tanto da averlo letto più volte, nonché da traduttrice che lo ha sviscerato in ogni suo più minimo dettaglio, come inviteresti alla lettura chi prende il tè con noi oggi? Con quale disposizione d’animo ci si può mettere alla scoperta dell’animo di Darcy (secondo l’interpretazione di Amanda Grange)?
LG – Il Diario di Mr Darcy è una lettura fondamentale fra le Austen Inspired Novels. È fedele a Orgoglio e pregiudizio in maniera quasi maniacale, perché Amanda Grange non ha affrontato questa impresa a cuor leggero come hanno fatto forse altri suoi colleghi che, tuttavia, hanno visto i loro romanzi tradotti in italiano prima di lei. Non aspettatevi un Darcy irruento e appassionato, perché troverete un uomo discreto, sobrio e certamente orgoglioso, ma se leggerete con attenzione percepirete fra le pagine del suo diario una passione latente e una rettitudine che vi faranno apprezzare ancora di più quest’uomo eccezionale. Vi lascio con le sue parole, parole che non mancano di farmi sorridere ogni volta che le rileggo:

Miss Elizabeth Bennet non mi manca affatto. Ho pensato a lei a malapena mezza dozzina di volte in tutta la giornata.

LS – Carissima Gee, grazie per aver condiviso questa esperienza unica con tutti noi!
Spero ardentemente di poterti ospitare ancora, in futuro, per chiacchierare di altri bei derivati austeniani in edizione italiana.
A tutti, do appuntamento il 15 novembre per scoprire insieme questo romanzo nel Gruppo di Lettura dedicato a Il diario di Mr Darcy di Amanda Grange, finalmente in edizione italiana per TEA – Tre60.
(con il prossimo tè delle cinque vi darò tutti i dettagli del GdL)
Scheda del libro
Amanda Grange
Il diario di Mr. Darcy
Traduzione: Gabriella Parisi
TEA – TRE60
Ottobre 2013
ISBN: 9788867021468
Pagine 320
prezzo di copertina € 12,90
Sinossi:
La storia d’amore più romantica e indimenticabile raccontata dal punto di vista di Darcy, l’uomo che ha conquistato il cuore di migliaia e migliaia di lettrici.
Fitzwilliam Darcy è l’eroe romantico che da duecento anni a questa parte continua a conquistare il cuore di milioni di lettrici in tutto il mondo. In questa coinvolgente e fedele rivisitazione di Orgoglio e pregiudizio, finalmente la storia di Darcy ed Elizabeth viene raccontata dal punto di vista di lui. Per la prima volta abbiamo accesso ai suoi pensieri e sentimenti più intimi, riversati nelle pagine del suo diario, e a tutti quei momenti e quelle situazioni a cui nell’originale si fa solo cenno. All’apparenza freddo e distaccato, Darcy in realtà ha un temperamento passionale: possiamo condividere la sua furia e la sua indignazione nello scoprire il proposito della sorella di fuggire con George Wickham, la sua buona fede nell’adoperarsi per separare l’amico Charles Bingley da Jane Bennet e il suo disgusto nel dover di nuovo aver a che fare con Wickham, che ora insidia proprio la famiglia Bennet. Ma, sopra ogni altra cosa, attraverso le parole di Darcy ripercorriamo la sua storia d’amore con Elizabeth in tutte le sue sfumature, dall’iniziale ostilità all’irresistibile attrazione, dal conflitto interiore fino all’indimenticabile lieto fine.
Il diario di Mr. Darcy è un rispettoso omaggio al capolavoro di Jane Austen, e un’occasione imperdibile per rivivere ancora una volta le emozioni e le atmosfere che ha saputo creare.
Per saperne di più

Silvia Ogier

(Bologna, Italy) - Diplomata Traduttrice e Interprete e laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha lavorato come traduttrice e da anni si occupa di marketing e comunicazione aziendale. Il suo maggiore interesse libresco è la letteratura scritta dalle donne. Ha letto Jane Austen per la prima volta a vent’anni (Orgoglio e Pregiudizio). Nel dicembre 2010 ha aperto il blog monografico Un tè con Jane Austen e nel 2013 ha fondato Jane Austen Society of Italy (JASIT), di cui è presidente.
Silvia Ogier

23 pensieri su “Il Diario di Mr Darcy di Amanda Grange esce domani per TEA Tre60 Ne parliamo con la sua traduttrice, Gabriella Parisi

    1. AvatarLizzyS (Sylvia-66)

      Carissima, è già disponibile nei negozi online, su Amazon è anche in formato kindle, ma di certo lo trovi anche in giro nelle librerie.
      Il libro cartaceo è bellissimo: copertina rigida con sovraccoperta in cartoncino lucido, una vera delizia per noi bibliomani!!

      Rispondi
  1. Avatarromina angelici

    Complimenti, rallegramenti, auguri, in bocca al lupo, bravissime: (vi) auguro tutto il meglio!
    oggi finalmente si può ordinare e mi preparo al GdL: questa volta, grazie a Gabriella potrò partecipare in ITALIANO
    Grazie!

    Rispondi
  2. AvatarAnna68

    Molto bene: libro già ordinato e pronta per il gruppo di lettura. Grazie a Gabriella per l’intervista e la traduzione e speriamo che non si fermi qui !!! Il volume l’ho già apprezzato in lingua originale, spero di coglierne ulteriori sfumature in italiano.

    Rispondi
    1. AvatarLizzyS (Sylvia-66)

      Ti confesso, cara amica, che a volte mi sento un po’ in colpa per questi suggerimenti libreschi che provocano un sovraffolamento nella tua libreria. Ma in fondo, è un male comune a tutte/i noi ed è pur sempre a fin di bene. 😉 A presto!

      Rispondi
    2. AvatarAnna68

      Cara Silvia, mi piace l’idea di avere gli scaffali austeniani molto affollati…. ops!!! ho omesso in modo molto sciocco i complimenti a te, nostra guida e fonte di delizie…. ma spero vorrai perdonarmi !!!! a presto e… ti aspetto !

      Rispondi
  3. Avatarlory

    Innanzitutto vorrei complimentarmi con Gabriella per l’arduo ma emozionante lavoro che ha portato a termine con successo e che prestissimo spero di poter leggere…Ho letto anch’io i derivati della Aidan e nn mi sono dispiaciuti, quindi sono ancora più curiosa di leggere questo diario con la speranza che anche quelli degli altri eroi austeniani vengano tradotti e pubblicarli presto anche da noi…
    Sarò felicissima di partecipare al gruppo di lettura del 15 Novembre prossimo, nn vedo l’ora di condividere questa lettura con tutte voi..
    Complimenti per la bella intervista!

    Rispondi
  4. AvatarGwen1984

    Ordine appena effettuato in attesa del GdL 😉
    Questa intervista è proprio una ciliegina sulla torta!
    Mi unisco di nuovo ai complimenti a Gabriella per questo lavoro di traduzione e all’augurio che sia solo il primo di una lunga serie 🙂
    Last but not the least, grazie a tutte e due per l’attenzione costante nello studio dell’universo austeniano di cui ci rendete partecipi!
    Un abbraccio

    Rispondi
    1. AvatarLizzyS (Sylvia-66)

      Carissima, grazie!
      Ogni Janeite ama esplorare gli oggetti della propria ammirazione ma, al di sopra di tutto, ama condividerne l’esperienza – ed effettivamente io mi ci diverto moltissimo. A presto!

      Rispondi
    1. AvatarLizzyS (Sylvia-66)

      Carissimo Mauro, mi fa molto piacere vedere che queste ultime novità libresche italiane hanno suscitato la tua curiosità. Le stai condividendo anche in famiglia? Attendo il tuo/vostro parere. Anzi, non esitare ad intervenire quando faremo il GdL, anche se avrai già finito il libro.
      (A proposito: credo che Spock sia profondamente austeniano, con quel suo à plomb increspato da lampi di sottilissima, gustosa ironia – Lunga vita e prosperità)

      Rispondi
  5. AvatarGabriella Parisi

    Ringrazio tutti per i complimenti e mi auguro, come voi, che sia il primo di una lunga serie, perché vorrei che tutti i lettori italiani possano godere dei derivati di Jane Austen più belli (e non mi riferisco solo agli altri Diari, ma a tantissimi romanzi validi, che non è giusto non siano stati ancora tradotti!)

    Rispondi
  6. AvatarMaraB

    Anch’io ho comprato l’e-book e mi prenoto per il GdL… Ancora tante congratulazioni alla traduttrice e complimenti all’intervistatrice per le sue interessantissime domande!

    Rispondi
  7. AvatarMauro

    Bene, courtesy Kindle ho finito il Diario di Mr. Darcy prima che il cartaceo sia disponibile.
    Non sono precisamente un fan dei derivati austeniani, anche se nell’ultimo mese ne ho avuto due tra le mani. Uno, appunto il diario, e poi Pregiudizio ed Orgoglio. Il diario si legge bene, scorre fluido ed i punti in cui l’Originale è stato inserito, pur essendo perfettamente riconoscibili non danno l’impressione di grosse toppe cucite con lo spago. E’ sicuramente interessante leggere quello che potrebbe essere stato ‘dall’altra parte di P&P’ nei periodi che non sono coperti dalla narrazione, ma qualche problema mi sorge, innanzitutto per la forma diaristica così dettagliata, personalmente non immagino Will che la sera si strugge con la penna ed il diario (poi dove lo teneva, in cassaforte? E si usavano le casseforti nel 1812? E poi lo avrà forse mostrato a Mrs. Darcy?). Quello che mi suona stonato è proprio il modo in cui Will appare comportarsi dalle sue pagine, come se fosse ‘Mariannizzato’ nel senso di una romanticizzazione dei sui sentimenti perdendo quella che è la sua principale attrattiva anche per noi lettori maschi, vale a dire la virilità intelligente che lo fa divenire un modello di uomo ideale anche per noi. E soprattutto nella mia lettura del testo appare una inversione dei motivi fondanti di P&P che come dice William Deresiewicz è un romanzo di crescita e cambiamento. Quindi Will cresce e matura per se stesso diventando una persona migliore e proprio per questo alla fine diventa degno di Elizabeth, che anch’essa va soggetta allo stesso processo di maturazione, qui invece mi pare che la motivazione sia di conquistare Elizabeth e quindi Will si comporta in un certo modo perché cosi lei lo accetterà, iniziando poi questa tattica praticamente solo a Pemberley…Insomma non mi sembra sincero!
    Invece mi sono trovato a mio grandissimo agio con P&O, fantastica l’idea di ‘usare’ Georgiana come voce narrante, che in ogni caso non è troppo Northangeriana, almeno non più di quanto potesse essere una quindicenne di buona (ottima) famiglia dell’epoca.
    E l’ho trovato, P&O, più coerente con i motivi di fondo di P&P, e con la psicologia delle persone, con un maggior sottintendere e lasciar capire che dà più soddisfazione rispetto all’eccessivo descrivere e spiegare del Diario.
    Però queste son solo mie opinioni, e non sono un critico letterario.
    Buona lettura, e spero di non aver ‘spoilerato’ troppo con le mie considerazioni.
    Lunga vita e prosperità.
    Mauro

    Rispondi
    1. AvatarLizzyS (Sylvia-66)

      Ti ringrazio infinitamente per aver condiviso le tue first (ma anche second, third, ecc) impressions su queste due letture, che partono dallo stesso intento (O&P dalla parte di Mr D) ma lo raggiungono in modo diametralmente opposto.

      Come dico sempre, la prima lettura del Diario mi aveva spiazzato proprio per questo… reato di lesa maestà – curiosare, cioè, nei pensieri di Darcy (Will) scoprendo ciò che ero abituata a lasciare “non detto” ma solo intuibile dalle sue azioni e dalle sue parole, anche se filtrate dal punto di vista di Lizzy. Infine, sì, nei derivati c’è sempre un prezzo da pagare: la romanticizzazione degli eroi. Qualcuna riesce a contenerla meglio di altre ma in generale è una costante.

      Rispondi
    2. AvatarLizzyS (Sylvia-66)

      Romanticizzazione che è davvero ridottissima, quasi non c’è, in P&O. Forse proprio perché, a fare da catalizzatrice di ogni spinta romantica, c’è lei, la nostra adorabile Georgiana. Chiacchierando con Patrizia, l’autrice, infatti una delle mie domande riguardava il suo (presumibilmente difficile) lavoro psicologico su Darcy, per evitargli qualunque “Mariannizzazione” (mi piace questo neologismo!). In conclusione, il “nostro” P&O è un ottimo derivato che rivaleggia alla grande con i più belli e/o famosi e/o blasonati. Meriterebbe una pubblicazione con tutti i crismi di una casa editrice.

      Rispondi
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