Acume, ironia e misteri: Jane Austen indaga! (serie Barron, vol.1)

barron_lady_scargrave_coverOvvero: le mie esperienze di lettura dei romanzi di Stephanie Barron, della serie “Le indagini di Jane Austen”.
Prima puntata: La disgrazia di Lady Scargrave (vol. 1).

Lo confesso: la mia tanto decantata tolleranza nei confronti dei derivati da Jane Austen ha una falla. Posso sopportare che vengano rimaneggiati i suoi romanzi perché si tratta pur sempre di opere di fantasia sulle quali la fantasia può continuare ad essere sollecitata (sull’esito di tali sollecitazioni, ognuno è libero di esprimere il proprio parere). Ma che la fantasia debba riportare in vita anche l’autrice stessa, Jane Austen in persona, ecco… questo suscita un istintivo, irrefrenabile rigetto, forse dato da uno strano, rispettoso senso del pudore.
Creare dei romanzi o dei film di cui Jane Austen stessa è la protagonista mi sembra più che un azzardo. Quasi un reato di lesa maestà!
Tuttavia, se mi lasciassi prendere da questa preclusione, non avrei mai goduto di quei due film, Becoming Jane e Miss Austen regrets che, invece, mi sono piaciuti molto e che non smetto di raccomandare a tutti.
Ecco perché, quando vidi il primo volume di questa serie, dedicata a Le indagini di Jane Austen, mi vennero i brividi e non volli leggerlo. Ma il passaparola in rete continuava a rimandare giudizi positivi. Così, mi decisi ad acquistarlo e leggerlo.

E la sorpresa è stata più che piacevole!

stephanie_barronCHI E’ L’AUTRICE?
Stephanie Barron, gentile mia quasi-coetanea americana (nonché ultima di sei sorelle – molto Austen!), ha sempre amato la scrittura fin da giovanissima. Laureata in Storia nella prestigiosissima Princeton,  ha lavorato per la CIA (sì sì, proprio quella CIA) come intelligence analyst nell’Unità Antiterrorismo (molto poco Austen…). Lasciata la CIA, si è dedicata alla scrittura: le sue Indagini di Jane Austen (Being a Jane Austen Mystery) sono già arrivate a quota dodici. L’ultima è Jane and 12 days of Christmas.
Per l’Italia, l’ultimo titolo pubblicato da TEA è l’ottavo della serie,  Jane e l’eredità di Sua Signoria (2012). Siamo rimasti un po’ indietro, purtroppo.
Mrs Barron scrive anche dei thriller con lo pseudonimo Francine Mathews.
Ulteriori informazioni sul suo ricchissimo sito, dove raccomando di leggere la genesi della sua serie dedicata a Jane Austen (solo in inglese), mentre in italiano è possibile reperire la lista completa ed aggiornata di suoi romanzi tradotti sul sito della TEA.

CHE COSA NE PENSO?
E’ bene ricordare che comincia tutto con una prefazione che è invece parte integrante del romanzo. Si tratta dell’espediente usato dalla Barron per giustificare la stesura di un tale romanzo: nientemeno che il fortuito ritrovamento di un baule pieno di diari di Jane Austen!
Nulla di nuovo o di originale, intendiamoci, ma l’autrice sembra volerci dire che si è data dei limiti entro i quali ricreare la Jane Austen che tanto amiamo, limiti dettati, molto probabilmente, da un’accurata documentazione su ciò che è al momento disponibile sulla nostra beniamina (e sappiamo che non è molto… il che potrebbe essere una pericolosa arma a doppio taglio). Nel corso della lettura, si trovano addirittura delle note a margine in cui la “curatrice” dei diari, (la stessa Barron) inserisce chiarimenti o rimandi.

dal film Becoming Jane, 2007 (Eagle Pictures)

dal film Becoming Jane, 2007 (Eagle Pictures)

Addentrandosi nel romanzo, un’impressione si fa strada e viene confermata: la Barron sembra conoscere molto bene, ed amare nonché rispettare, l’opera di Jane Austen.
Rievoca lo stile (senza abbassarsi ad imitarlo), i tipi psicologici e le atmosfere che ben conosciamo in un giallo/mystery leggero ma piacevolissimo in cui le qualità universalmente riconosciute da oltre due secoli alla sua persona prendono forma.
Per intenderci, siamo dalle parti di Pamela Aidan ma, al contrario di quest’ultima (che in Tra dovere e desiderio, fuori dal tracciato di Orgoglio ePregiudizio, si perde un po’ nei meandri di se stessa) la Barron riesce a costruire con le sole proprie mani un’opera personale ed originale.
Siamo nel 1803 e Jane Austen ha appena rifiutato una vantaggiosissima proposta di matrimonio (verità –  quella di Harris Bigg-Wither, in realtà accettata al pomeriggio e rifiutata il mattino dopo). Per sfuggire lo scandalo e le prediche sul suo destino di zitella, si rifugia presso un’amica, Lady Scagrave (fantasia)…
Non voglio rovinarvi il piacere di scoprire quanti e quali echi dell’opera di Jane Austen si odano nel romanzo della Barron, notarli fa parte del divertimento procurato dalla lettura di questo romanzo.
Mi permetto soltanto di aggiungere che, se è vero che in uno dei personaggi creati dalla Barron, Fitzroy Payne, troviamo più di un riferimento all’inarrivabile Mr Darcy, mi pare altrettanto vero che nel villain Lord Harold Trowbridge, splendido co-protagonista maschile, mi sembra di riconoscere un personaggio estraneo al mondo austeniano: l’ineffabile, sornione, eroico, campione di nobile virilità Rhett Butler che l’americana Margaret Mitchell ha mirabilmente plasmato per Scarlett O’Hara (e per tutte noi) in Via col vento (attenzione: il romanzo, badate, e non il film – anche se Clark Gable sta perfettamente a Rett Butler come Colin Firth a Mr Darcy).

Clark Gable insuperabile Rhett Butler in Via col vento/Gone with the wind

Clark Gable insuperabile Rhett Butler in Via col vento/Gone with the wind

Tenete a mente questa citazione da Via col vento/Gone with the wind:
My dear, don’t you know? That’s Rhett Butler. He’s from Charleston. He has the most terrible reputation.
…ed il parallelismo diventa lampante.
Non potrete non puntare gli occhi su di lui, tanto più che lo ritroveremo spesso, compagno se non addirittura artefice delle successive avventure di zia Jane!

Una nota prima di lasciarvi alla lettura di questo romanzo. Spesso, Barron viene criticata per la sua abitudine a condire l’esposizione con molte note esplicative a piè di pagina, come segnalato all’inizio del post.
Se da un lato può sembrare fastidioso, perché di certo distrae dal fluire della prosa, dall’altro tali note forniscono informazioni sulla vita di Jane e sul suo tempo che non sempre sono conosciute ai lettori. Perciò, abbiate pazienza e leggetele: coglierete appieno il valore dell’operazione di S. Barron ma soprattutto, dilettandovi in questa lettura solo apparentemente leggera, imparerete tanti piccoli particolari sulla vostra beniamina e l’epoca della Reggenza.

Alla fine del libro, resta vivissimo il malinconico desiderio di possedere una macchina del tempo per andarla a vedere dal vivo, la cara zia Jane – questa Grande Donna che, senza volerlo né pensarlo, illumina ancora oggi la vita di tante persone. Ma questa è un’altra storia…

Scheda del libro
Brossura, 315 pagine
Editore: TEA (16 ottobre 2008)
Lingua: Italiano
Traduzione: Alessandro Zabini
ISBN: 9788850217663
Titolo originale: Jane and the Unpleasantness of Scargrave Manor (Being the first Jane Austen Mystery)

Sinossi
Il primo di una serie di mystery che ha come protagonista Jane Austen, una delle scrittrici più amate del mondo.
In visita presso l’amica, la bellissima e giovane Isobel Payne, Contessa di Scargrave, Jane (Austen) è testimone di una tragedia: il Conte Frederick, marito di Isobel, colto da improvviso e inspiegabile malore, muore in poche ore. La scomparsa prematura del marito, dopo tre soli mesi di matrimonio, getta la povera Isobel nella più cupa disperazione. Tuttavia la vedova scopre ben presto che non si tratta che dell’inizio delle sue disgrazie: di lì a breve infatti una misteriosa missiva la raggiunge, nella quale sono contenute oscure minacce e la duplice accusa di omicidio e di adulterio. Terrorizzata, Isobel invoca l’aiuto di Jane, la sola di cui si può fidare, ma soprattutto l’unica, tra i presenti al castello nella notte della tragedia, che non tragga alcun vantaggio dalla morte di Lord Scargrave. Contando sulle sue ben note doti di investigatrice, Jane si trova così coinvolta in una pericolosa indagine che la porterà a varcare nientemeno che i cancelli della prigione di Newgate e persino la soglia della Camera dei Lords, arrivando a mettere a repentaglio la sua stessa vita.

Silvia Ogier

(Bologna, Italy) - Diplomata Traduttrice e Interprete e laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha lavorato come traduttrice e da anni si occupa di marketing e comunicazione aziendale. Il suo maggiore interesse libresco è la letteratura scritta dalle donne. Ha letto Jane Austen per la prima volta a vent’anni (Orgoglio e Pregiudizio). Nel dicembre 2010 ha aperto il blog monografico Un tè con Jane Austen e nel 2013 ha fondato Jane Austen Society of Italy (JASIT), di cui è presidente.
Silvia Ogier

26 pensieri su “Acume, ironia e misteri: Jane Austen indaga! (serie Barron, vol.1)

  1. Avatarmataiana

    Ciao carissima! Ero molto perplessa su questi libri, ma dopo la tua recensione non ho più dubbi! Ne parlerò con chi di dovere…
    Un abbraccio

    Giuliana

    P.S. La TEA dovrebbe esserti riconoscente… 😉

    Rispondi
  2. Avatarziamame

    Ecco un libro tra i tanti derivati di JA che mi è piaciuto.
    Oddio, piaciuto è un po’ grossa parola, e mi ci è voluto il tempo per arrivare a conclusione che non mi è dispiaciuto a leggerlo. Come hai detto tu, cara Silvia, riportare in vita un personaggio realmente esistito e rimodellare la sua vita è molto azzardato e può produrre gl’effetti opposti a quelli che si è desiderato, specialmente tra i “fan” di questo personaggio, ma….
    Parto prima di tutto di una piccola cosetta che mi ha disturbato tantissimo durante la lettura di questo primo romanzo: le note a piè di pagina -> mi irritavano moltissimo, e a volte mi distoglievano l’attenzione dalla lettura fin a tal punto che ho cominciato a odiarle, e mi domandavo se riuscirò mai a finire la lettura. Sono talmente numerose che mi hanno dato l’effeto che l’autrice si stesse scusando con i lettori e con la stessa Jane per aver osato tanto. E questo già per se, toglie la credibilità del racconto (almeno dal mio punto di vista).
    Questo è un punto negativo, solo che io l’ho trovato così grande, che mi ci sono voluti ben due suoi romanzi per poterlo digerire e lasciarmi andare alla piacevolezza di questi deliziosi romanzi.
    E si, perchè, una volta riuscita a superare questo (da parte mia, grande diffetto), ho trovato i suoi romanzi molto piacevoli, addiritura istruitivi dal lato del conoscere il mondo e il tempo in quale ha vissuto Jane Austen.
    Credo che Stephanie Barron ha saputo con molta maestria ed eleganza raccontare la sua visione di come doveva essere Jane Austen.
    Avendo letto i suoi primi tre romanzi, posso confermare che Barron non è mai uscita fuori dai quelli pochi elementi della vita di Jane Austen che si conoscono, ma che ha usato questi stessi come base per costruire e tessere la storia nei quei spazi vuoti che ci hanno lasciato tutte quelle lettere e i diari brucciati e distrutti (mannaggia a Cassandra!!!! Capisco bene il desiderio di rispettare la discrezione, però….!!!!!)
    Quello che posso affermare adesso, mentre sto aspettando il suo quarto romanzo (ma ‘sto postino quando arriva???) è che si tratta di una buona “ricostruzione” – mi permetti di usare questa parola, anche se non è adeguata – molto umile e tanto delicata, senza troppe pretese, e per ciò, molto piacevole da leggere.
    Spero che non ti fermerai solo a questo primo romanzo. I prossimi due sono ancora meglio riusciti, come che l’autrice si stesse allenando…

    Uh, ne ho scritto un po’… scusami per la mia “loquacità”.

    A presto!
    Ziamame

    Rispondi
  3. Avatarsylvia-66

    Niente scuse, @ziamame!… A me piacciono i commenti, indipendentemente dalla lunghezza, ed il tuo integra così bene il post, con le tue impressioni positive e negative sul lavoro della Barron.
    Contribuisce a creare curiosità, proprio come dicono @Giuliana (benvenuta, ufficialmente, mia cara!) e @MissPetulaPie.
    Eh sì, dovrei proprio chiedere una percentuale alla TEA!!! 😉

    Rispondi
  4. AvatarAldina

    ciao mia delizia,
    la tua recensione è molto interessante, ma tu sai non posso … mi si arrotola l’intestino non ce la posso fare no no.
    Allora invece mi chiedevi della Aidan, si legge con estrema facilità, è delicata e quindi non urta la mia sensibilità .. però sta togliendo troppo mistero al mio Darcy .. a volte mi sembra quasi una donna da come pensa .. e mi annoia in alcune descrizioni, l’altra sera tutta na storia con il cavallo …. ma continuo … e non sono pentita dell’acquisto sappilo 😉 fra uno e l’altro magari ci inserisco una Georgette Heyer che mi fa sbatter le ciglia ^.^
    bisou mia cara amica
    Aldina

    Rispondi
  5. AvatarSilvia

    E pensare che sono quasi due anni che ho comprato i primi due volumi di questa serie (pensa un po’, li ho comprati a Genova), ma con tanti libri non ho avuto ancora modo di leggerli…

    😉

    Rispondi
  6. AvatarPhoebes

    Grazie per la bella recensione! I romanzi di questo tipo mi tentano sempre, ma allo stesso tempo mi “preoccupano”, quindi mi fa piacere essere rassicurata sul loro conto da una Jane-addiced! 🙂

    Per ora metto il libro in wishlist, ma volevo chiederti una cosa: secondo te per apprezzare davvero romanzi come questo è meglio aver prima letto tutto di zia Jane? Perché io (per fortuna, direi!) non ho ancora letto tutti i suoi romanzi!

    Rispondi
  7. Avatarsylvia-66

    @Aldina: sì, il Darcy di Pamela Aidan scivola un po’ nel femminile, e talvolta si perde nelle sue elucubrazioni… Ma mi fa piacere che “non ti dispiaccia”!
    @Luigi: benvenuto e grazie! Sì, credo che “casa” sia il termine giusto, anzi, “casa da tè”!
    @Silvia: con tutti i “derivati” austeniani che ci sono, è difficile tenere il passo! (ho visto il tuo commento sul GdL per Old Friends)

    Rispondi
  8. Avatarsylvia-66

    (ri-posto il commento, mi ero un po’… incartata)
    @Phoebes: mia cara, posso dirti che in questi libri, costruiti con molto rispetto dell’originale, ci sono degli echi e dei rimandi così forti ai romanzi di JA o alla sua stessa vita che, effettivamente, affrontarli senza prima aver letto JA fa la differenza. Altrimenti, credo si perda buona parte del divertimento ed è un peccato.
    Però, ti invidio… le prime letture dei romanzi di zia Jane sono piene di emozioni uniche, irripetibili!

    Rispondi
  9. Avatarรเ๓๏ภค

    Interessantissimo questo post, me lo leggo con calma!
    Sono passata per dirti che ho risposto alla domanda che mi hai fatto. Si trova naturalmente sotto il post di O&P del mio blog.
    Ciao cara…

    Rispondi
  10. AvatarGorgoglio

    Questo romanzo mi è capitato per le mani mentre acquistavo Mansfield park per il nostro GDL, ma non avendo letto recensioni non l’ho preso, la prossima volta lo farò! Grazie mille

    Rispondi
  11. AvatarSusy

    OK! mi hai convinto!
    Se un libro è un buon libro, vale sempre la pena di leggerlo, non ci si perde niente, solo ci vorrebbe un pò più di tempo!!
    A proposito di macchina del tempo, forse la mia è una domanda inutile,hai visto “Lost in Austen”?
    Se si che ne pensi?
    Un bacione
    °SUSY°

    Rispondi
  12. Avatarsylvia-66

    @Susy: Lost in Austen!!! Che gran divertimento è stato!… Darcy a parte: ma, dico io, dovevano farlo proprio così insopportabile (per non dire di peggio, ma zia Jane non ammette certi termini)? Anzi, con quel Wickham io non avrei avuto dubbi… Addio Darcy!
    Certe battute sono esilaranti (il nome di Mr Bennet!) e la scena del laghetto dal P&P 1995 è impagabile!
    E’ una piccola e scanzonata dichiarazione d’amore a zia Jane. Lo hai visto? Ti è piaciuto?..

    @Gorgoglio: spero sia una piacevole scoperta!

    Rispondi
  13. AvatarSusy

    Si si l’ho visto! Ed è vero chissà perchè Mr.Darcy lo fanno sempre con un carattere così scontrosone…..però quell’attore era mooooolto carino!!!
    Ma la scena di lui che esce dall’acqua proprio come Mr.Colin…..mi ha fatto scompisciare dalle risate, non me l’aspettavo !
    Comunque si, nel complesso mi è piaciuto, l’ho visto molto volentieri.
    Un’altra cosa volevo dirti, hai mai sentito parlare del film
    ” 84 Charing Cross Road “, quando l’ho visto pensavo a te, parla di libri e di un rapporto epistolare tra un’americana, A.Bacroft e un’inglese A. Hopkins,titolare di una libreria a Londra, un film molto molto piacevole e a tratti commovente, se puoi guardalo, merita.
    Ciao cugina, un abbraccio
    °SUSY°

    Rispondi
  14. Avatar^_^ BasilicoeMentuccia ^_^

    Ammetto la mia ignoranza; pur amando moltissimo la zia Jane, infatti, solo grazie a te e alla tua vivacissima sala da tè ho scoperto l’esistenza di un mondo “parallelo” di letteratura che attorno a lei continua tutt’ora a fiorire. Per intendermi, mi sono limitata a rileggermi le sue opere – o rivederle in formato cinematografico – ignorando completamente tutto questo. Sono tendenzialmente scettica verso tutto ciò che rimaneggia in qualche modo i classici, probabilmente come dici tu per una sorta di reverenziale senso del pudore, forse perchè l’avversione ai cambiamenti propria del segno del cancro lascia il segno anche quando si parla di libri ^_^ .. in ogni caso, la tua recensione mi ha incuriosito!
    E, a proposito, se con teiera&piattini volessi passare dalle mie parti, c’è un altro premiuccio.. probabilmente un doppione, per te, ma ci tenevo lo stesso a fartelo avere!!!

    Rispondi
  15. AvatarMiss Claire

    My Dearest,

    ecco il topic che mi preannuciavi finalmente! 🙂

    Cosa aggiungere ancora alle tue parole ed a quelle di @ziamame?

    Come sai, ho finito il libro da pochissimo, l’ho trovato piacevole e ben costruito per quanto riguarda la trama-mistery, indubbiamente per la conoscenza approfondita della materia di cui è forte questa autrice! 🙂

    Riguardo a Jane, come si è detto in altra sede, non è così fuori posto nel ruolo di risolutrice di enigmi, sebbene la sua vita sia stata poco movimentata (almeno che non vi siano risvolti inaspettati nelle ceneri delle tante lettere bruciate…ti ringraziamo di cuore, dolce, premurosa, Cassandra!…), ci sono noti, altresì, il suo acume, la sua ironia e propensione al vedere al di là delle apparenze, come la sua abilità di creatrice e solutrice di sciarade! 😀

    La Barron ha solo aggiunto un pò di avventura, qualche guglia gotica ed un background storico preciso attorno ad una protagonista già perfetta nelle sue vesti d’indagatrice.

    L’unico appunto che mi sento di fare, ma forse è solo un dettaglio che ha pesato un poco solo ai miei occhi, sono i frequenti riassunti mentali di Jane ad ogni nuovo indizio, che sono naturali certamente, ma riportati ogni volta mi sono parsi ripetitivi, forse per l’abitudine a seguire l’altro metodo che svela ogni cosa soltanto alla fine, lasciando a me la gran parte dei ragionamenti.

    Ovviamente, leggerò i libri che seguono, sperando di restare ancora una volta in sospeso fra le ipotesi per ritrovarmi ad apprezzare i precisi collegamenti dell’intreccio alla fine.

    Lord Harold Trowbridge è il vero mistero di questo primo mistery, non andrò oltre per non spoilerare, leggete e scoprirete la reale natura di entrambi.

    Come sempre, grazie, carissima, per questi preziosi topic! 🙂

    Many kisses, my dear,
    Claire

    Rispondi
  16. Avatarsylvia-66

    @Susy: oh sì, l’ho visto quel bellissimo film, due attori bravissimi per una storia davvero toccante. Un abbraccio anche a te, carissima Susy!
    @BasilicoeM: il senso del pudore di certo non alberga nella mente perversa degli editori, che in questi anni ci hanno rifilato certe “robe” spacciandole per austeniane! Ma, appunto, nella massa di “derivati” c’è prima o poi qualcosa di piacevole, come Aidan e Barron. Mi fa piacere averti fatto conoscere anche questo aspetto del fenomeno Austen-mania! Se ti cimenterai con le letture, sarà molto interessante conoscere il tuo punto di vista!
    @Miss Claire: my dearest!!! Questo commento mi ha fatto proprio venir voglia di leggere la tua recensione, per un approfondimento di quanto hai già detto. Sì, a volte la Jane della Barron mi lascia un po’ dubbiosa e quel Lord Trowbridge quasi quasi le ruba la scena… Attendo le tue riflessioni!
    @Giuliana: …ma anche le tue!

    Rispondi
  17. AvatarLisanna

    Ho appena effettuato l’ordine del libro “Jane e la disgrazia di Lady Scargrave. Le indagini di Jane Austen” dopo aver letto, tutta d’un fiato, la serie della Aidan…
    Grazie dei consigli preziosissimi!
    Anna Lisa

    P.S. mataiana: prendi nota!

    Rispondi
  18. Avatarsylvia-66

    Ebbene, un caloroso benvenuto anche a te, @Anna Lisa! Spero davvero che anche questa serie vi piaccia: ognuno di noi ha un proprio “senso del pudore austeniano”, cioè dei propri limiti all’intransigenza o alla tolleranza quando si parla di zia Jane e/o delle sue opere, perciò un giudizio su un “derivato” non è mai del tutto oggettivo (salvo certi casi in cui la pessima qualità è evidente). Mi farete sapere!

    Rispondi
  19. Avatarmataiana

    Ciao carissima!
    Ho ultimato la lettura di questo libro e devo dire che mi è piaciuto, nel complesso.
    Ho trovato l’avvio un po’ difficoltoso, non molto organico, e alcuni passaggi decisamente esagerati(il dramma sfiorato alla fine, il salvataggio tempestivo, la rivelazione sensazionale…).
    Però mi ha fatto immergere nella realtà del tempo di zia Jane, quella troppo prosaica per essere raccontata nei suoi libri, ma che serve per capirne ancora di più i protagonisti.
    Inoltre la Barron, secondo me, è riuscita a trasmettere l’acuta ironia di zia Jane e il suo buon senso.
    Infine mi sono divertita a cercare e a trovare nei personaggi di questo primo episodio le ‘citazioni’ di quelli austeniani. Lettura piacevole, che va intesa come un omaggio alla Zia, e come tale va considerata, senza pretendere di più.
    Un abbraccio

    Giuliana

    Rispondi
  20. Avatarsylvia-66

    @mataiana: carissima Giuliana, che bello leggere il tuo riscontro sulla lettura di questo libro! Ho letto da poco il 4° della serie e posso dire che il registro cambia completamente, il mystery viene (finalmente) abbandonato e Jane immersa in un contesto più realistico. Mi è piaciuto molto, più dei precedenti.
    Ciò che amo di più in questi libri, infatti, è vedere scene di vita familiare di Jane o scoprire, come dici, personaggi e citazioni austeniani!

    Rispondi
  21. Pingback: Jane indaga a Pemberley! - in Jane e l'arcano di Penfolds Hall (serie S. Barron, vol.5) - Un tè con Jane Austen

  22. Pingback: Le ombre di Chawton devono essere profanate a tal punto? - Le indagini di Jane Austen, vol. 8 - Un tè con Jane Austen

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.