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Jane Austen musa ispiratrice di Elizabeth Gaskell, al di là di Nord e Sud?

Elizabeth Gaskell

Elizabeth Gaskell

 

Siete sempre più innamorati di Elizabeth Gaskell e del suo Nord e Sud? Vi ha appassionato la riflessione di Gabriella Parisi sulle analogie tra questo romanzo e Orgoglio e Pregiudizio? Oggi vi invito a leggere un’altra interessante riflessione che Mara Barbuni compie sui punti di contatto tra le due autrici. Ecco un estratto:

Nonostante le diversità, molti lettori hanno scorto un importante legame fra le opere di Gaskell e Austen, non solo riguardo ai contenuti (come per Orgoglio e pregiudizio e Nord e sud, simili già a partire dalla dicotomia del titolo), ma anche in merito alla scelta di uno schema letterario che è diventato il marchio di fabbrica di larga parte della cultura inglese. Sto parlando del modello del “villaggio”.

Chi ha letto Cranford, ha già colto lo spirito di questa riflessione. Che si sofferma anche su alcune curiose analogie biografiche…

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Alle quali aggiungo questa nota: Elizabeth Gaskell trascorse i suoi ultimi giorni a Alton, nello Hampshire, amatissima contea natia di Jane Austen, a pochi chilometri da quel Chawton Cottage che ne vide rinascere il genio creativo. Il fascino di queste coincidenze significative è pieno di suggestioni…

Il microcosmo austeniano come modello narrativo
di Mara Barbuni
sul sito di JASIT

Gli echi di Orgoglio e Pregiudizio in Nord e Sud di E.Gaskell

Nord e Sud - Orgoglio e Pregiudizio

Grazie alla lungimiranza di Jo March Agenzia Letteraria, che lo ha tradotto nel 2011 per la prima volta in italiano, e a quella di laeffe tv che ne sta trasmettendo lo sceneggiato in queste settimane, finalmente tutta l’Italia ha fatto conoscenza con il capolavoro di Elizabeth Gaskell, Nord e Sud.

Personalmente, l’ho incontrato negli anni dell’università, affrontandolo in lingua originale non senza qualche difficoltà (gli operai di Milton usano il northerner, il dialetto del Nord dell’Inghilterra), e l’ho riletto più volte nel corso dei decenni perché non riuscivo a staccarmene.
Impossibile provare a raccontare il motivo di questo attaccamento in poche parole: la scrittura asciutta di E. Gaskell, la sua abilità di inserire il contesto socio-economico in una trama appassionante, la forte caratterizzazione dei personaggi, su cui spiccano un’eroina imperfetta in cui identificarsi, un eroe tenebroso dal cuore sensibile, alcuni comprimari di lusso che conquistano la nostra ammirazione nel giro di poche battute, la storia degli individui che si intreccia con la Storia del mondo, e contrasti personali che diventano il simbolo stesso del contrasto culturale tra opposti apparentemente inconciliabili… Tuffarsi in questa narrazione e restarne folgorati è questione di un attimo, giusto il tempo di arrivare in fondo alla prima pagina!
Sarà che una Janeite vede l’oggetto dalla propria incondizionata ammirazione ovunque, ma fin dalla prima lettura avevo sentito nettamente gli echi di qualcosa che conoscevo e amavo già: non riuscivo a non pensare a quanto certe suggestioni di Nord e Sud riportassero alla mente alcuni aspetti dell’adorato bambino di Jane Austen, Orgoglio e Pregiudizio, pur trattati in modo del tutto originale.

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Jane Austen e Mary Wollstonecraft. Un interessante articolo della JASNA su questo eventuale legame.

Quali sono, se ci sono, i legami tra la prima teorica del femminismo occidentale, Mary Wollstonecraft, e Jane Austen?
Queste due grandi donne furono contemporanee per un po’, almeno fino al 1797, anno in cui la prima morì, ma non sappiamo se Jane abbia mai letto o riflettuto sulla Rivendicazione dei diritti della donna, pubblicato nel 1792, e sul dibattito che ne nacque e che proseguì sempre più vivo, senza mai fermarsi – anzi, diventando la base per un vero e proprio movimento culturale.
Non finiremo mai di discutere se Jane Austen sia da ritenere femminista e, se sì, fino a che punto –  ma questo non può che essere salutare!
Ecco un ottimo spunto di riflessione: sul sito di JASIT, un articolo tratto dalla rivista Persuasions della Jane Austen Society of North America (JASNA), tradotto in italiano da Mara Barbuni:
Me lo sono sempre chiesta… la donna Jane avrà letto quel libro? O articoli di giornale o saggi dedicati all’argomento? Che ne pensava? Nelle sue lettere non c’è alcuna traccia di ciò, e le sue opere…
Ebbene, su di esse vorrei riportare un brano tratto da questo articolo, e che trovo illuminante:

[…] anche Austen è una formidabile critica femminista. La sua voce è certamente più gentile, ammorbidita dai matrimoni che concludono i libri, dalla sua straordinaria ironia e dal senso dell’umorismo. Tuttavia c’è anche una solida presa di posizione femminista, che suggerisce che Austen, come Wollstonecraft, era in linea con una delle questioni più accese della sua epoca: il ruolo delle donne nella società.

Presto, ne riparleremo alla nostra maniera, cioè in forma di chiacchierata durante un tè delle cinque.
Per il momento, buona lettura e buona riflessione!

Tra mito e realtà, la storia d’amore con Tom Lefroy

Dei moti del cuore di Jane Austen non sappiamo niente.
Dobbiamo essere rassegnati a baloccarci con pochissimi, striminziti indizi sparsi qua e là nelle sue lettere e nei ricordi altrui. La fantasia, le riflessioni, i pensieri provano a colmare i vuoti, a definire i contorni, a stabilire certezze, e tentano maldestramente di consolarci del fatto (questo, sì, del tutto certo per quanto ci rattristi) che non avremo mai una realtà con cui sostituirli.
La storia con Tom Lefroy è, sì, un fatto ma, ahimé, molto scarno che di ben definito ha solo il fascino che suscita in chiunque ci si imbatta, e pochi dettagli fattuali.
Come si conobbero? Che cosa li avvicinò? E chi li allontanò, e perché? E’ vero che Tom non la dimenticò mai, tanto da dare il suo nome alla primogenita? E che lei sublimò questa triste esperienza nelle opere immortali ed appassionanti uscite dalla sua penna? E che in Mr Darcy troviamo alcuni tratti di Tom?…

La biografia Becoming Jane Austen di Jon Spence del 2003 e il quasi omonimo film assai liberamente tratto da essa nel 2007 hanno contribuito ad alimentare il mito con tale vigore che, inevitabilmente, sorge spontanea la curiosità…

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Di ciò che sappiamo di questa storia d’amore tra Jane e Tom, che cosa appartiene alla realtà e che cosa alla leggenda romantica?
Vi invito a scoprirlo in un articolo che Giuseppe Ierolli ha scritto per JASIT: Tom Lefroy e Jane Austen

A casa di Jane Austen, a Chawton – Guida per viaggiatori austeniani

Grazie all’esperienza di quasi un anno fa a Chawton (che ho prontamente raccontato in ben quattro tè delle cinque in questo blog), e a seguito di molte richieste di consigli su come arrivarci, oggi vi invito ad andare a prendere un tè direttamente a casa di dear Aunt Jane, nel famoso cottage nel suo adorato Hampshire, a circa un’ora e mezza di treno dalla stazione Victoria di Londra.
Per JASIT (The Jane Austen Society of Italy) ho scritto una breve ma dettagliata guida su
Come visitare la casa di Jane Austen a Chawton
completa di link a pagine ricche di informazioni, tra cui l’indispensabile mappa del Jane Austen Trail per una passeggiata sulle orme di Jane Austen.
Spero possa essere utile a chiunque desideri visitare quello che non esito a considerare il luogo più importante tra tutti i luoghi austeniani, la casa in cui Jane visse gli ultimi intensissimi anni della sua breve vita, ritrovò la voglia di scrivere e dalla quale uscirono i capolavori che abbiamo imparato ad amare.
E’ una visita da fare almeno una volta nella vita, immancabile nel curriculum di ogni Janeite.
Buon viaggio a tutti i Janeite!

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