Nel giorno del solstizio di giugno, abbiamo un ottimo motivo per festeggiare l’inizio ufficiale dell’estate nonostante l’afa e il caldo siano già opprimenti.
Grazie a laeffe, la rete televisiva in chiaro sul canale 50 del digitale terrestre, le nostre serate domenicali saranno ristorate da due serie austeniane imperdibili.
Una è inedita in italiano mentre l’altra è stata trasmessa più volte, almeno negli ultimi anni, su canali a pagamento. Sì, grazie ad un leggero – ma graditissimo – cambiamento di programma rispetto a quanto indicato qualche settimana fa, finalmente potremo vedere sui nostri schermi, in italiano, uno di seguito all’altro, Ragione e Sentimento prodotto dalla BBC nel 2008 e, subito dopo, l’ormai leggendario, amatissimo Orgoglio e Pregiudizio del 1995, gratuitamente, su laeffe. Quando? Ci saranno repliche?
Prendete una tazza di tè e la vostra agenda per annotare date e orari…
Le mie esperienze di lettura dei romanzi di Stephanie Barron, della serie “Le indagini di Jane Austen”. Quinta puntata: L’arcano di Penfolds Hall (vol.5).
Come spesso accade nei miei tè delle cinque, comincio dalla fine, cioè dal giudizio complessivo su questo romanzo – la quinta indagine della Jane Austen tra realtà e fantasia inventata da Stephanie Barron – per dire che senza dubbi è il migliore dei primi cinque.
Mai come in questa indagine, la miscela di verità e finzione è perfettamente amalgamata in un omaggio di grande amore, ringraziamento e rispetto alla geniale creatrice di capolavori immortali. Qui, uno solo di essi si annuncia fin dalle prime battute come l’ingrediente principale, Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio).
Posso immaginare un guizzo di scetticismo nel vostro sguardo mentre leggete questa frase. E per motivi molto vari. Potreste obiettare che il mio giudizio sia pesantemente influenzato dal mio amore viscerale per la vicenda di Elizabeth, Darcy & Co. o dalla mia consolidata frequentazione di derivati di ogni genere, che potrebbe tendere ad abbassare, sporcare, indebolire il mio livello di discernimento. Oppure che per un autore di oggi sia fin troppo facile conquistare il favore dei lettori adagiandosi sul tappeto soffice e sicuro di questo capolavoro. Oppure, proprio per lo stesso motivo, che sia del tutto impossibile per lo stesso ardito autore creare qualcosa di originale eppure rispettoso.
Per togliervi qualunque dubbio o curiosità, vi invito a seguirmi per un tè nel bucolico Derbyshire, l’Eden di tutti i Janeite, al seguito della stessa Jane Austen, in visita a suo cugino il reverendo Edward Cooper, e nei meandri di un mystery classico e appassionante, da includere di diritto nelle letture immancabili in questo anno del Bicentenario di Pride and Prejudice (Orgogoglio e Pregiudizio).
Grazie all’esperienza di quasi un anno faa Chawton (che ho prontamente raccontato in ben quattro tè delle cinque in questo blog), e a seguito di molte richieste di consigli su come arrivarci, oggi vi invito ad andare a prendere un tè direttamente a casa di dear Aunt Jane, nel famoso cottage nel suo adorato Hampshire, a circa un’ora e mezza di treno dalla stazione Victoria di Londra.
Per JASIT (The Jane Austen Society of Italy) ho scritto una breve ma dettagliata guida su Come visitare la casa di Jane Austen a Chawton
completa di link a pagine ricche di informazioni, tra cui l’indispensabile mappa del Jane Austen Trail per una passeggiata sulle orme di Jane Austen.
Spero possa essere utile a chiunque desideri visitare quello che non esito a considerare il luogo più importante tra tutti i luoghi austeniani, la casa in cui Jane visse gli ultimi intensissimi anni della sua breve vita, ritrovò la voglia di scrivere e dalla quale uscirono i capolavori che abbiamo imparato ad amare.
E’ una visita da fare almeno una volta nella vita, immancabile nel curriculum di ogni Janeite. Buon viaggio a tutti i Janeite!
Per anni e anni…
…siamo stati costretti a guardarli in originale, magari sottotitolati in italiano, in rete o su DVD recuperati avventurosamente (almeno prima dell’avvento dei negozi online)…
…abbiamo invocato l’edizione italiana sulle reti nazionali…
…abbiamo rincorso quel poco che passava e ripassava il convento televisivo, spesso a orari impossibili, ma meglio di niente…
Per anni e anni, abbiamo atteso, desiderato, richiesto, firmato petizioni, e continuato a sperare di poterli prima o poi condividere anche con amiche/amici che non capiscono l’inglese e/o non amano guardare film con i sottotitoli.
Qualcosa si stava muovendo negli ultimi tempi: non solo le repliche di film famosi (Ragione e Sentimento di e con Emma Thompson, Emma con Gwyneth Paltrow, Orgoglio e Pregiudizio con Keira Knightley, Il Club di Jane Austen) sono diventate sempre più frequenti ma addirittura lo scorso febbraio è andata in onda una novità (o quasi) su Rai Premium Lost in Austen – con un curioso titolo italiano, Il romanzo di Amanda (di cui non sentivamo la necessità), e stagliuzzato qua e là. E ci è sembrata una grande conquista.
Finalmente, l’attesa è finita!
Dal sito di laeffe.tv
Ora, grazie alla nuova rete televisiva laeffe, del Gruppo Feltrinelli e La7 e Gruppo Espresso – Repubblica Radio TV, potremo toglierci molte soddisfazioni e far gioire il nostro cuore di Janeite italiani. Come molti di voi avranno già visto nella pubblicità televisiva o in giro per il web, questa rete ha in programmazione una vera rassegna di sceneggiati austeniani.
…che sarà inaugurata alla grande il 2 giugno 2013 con la splendida Emma del 2009, il sontuoso sceneggiato firmato BBC.
E poi? Quali altri sceneggiati saranno trasmessi? Saranno doppiati in italiano? Quando andranno in onda? Ecco qualche dettaglio in più su Emma e le altre eroine austeniane in tv!
Care e cari Janeite, che cosa vi viene in mente se dico “diario”?
Che domanda… Henry Tilney, gran maestro d’ironia e di muliebri virtù! – che in un posto mondanissimo come le Lower Rooms di Bath diverte se stesso e la sua giovane e ingenua dama Catherine (che ha appena osato insinuare “Ma, forse, non tengo un diario”) con una breve ma accurata descrizione dell’utilità propedeutica del diario:
Non tenere un diario! Come fa la vostra cugina lontana a sapere il tipo di vita che fate a Bath senza un diario? Come possono essere riferite a dovere le cortesie e i complimenti di tutti i giorni, se non le si annota ogni sera in un diario? Come ricordarsi i vestiti indossati, e lo stato particolare della carnagione, e come descrivere tutte le sfumature dell’acconciatura dei vostri capelli, senza fare costante ricorso a un diario? Mia cara signorina, non sono così all’oscuro delle abitudini delle giovani signore come vorreste credermi; è quest’uso delizioso di tenere un diario che contribuisce a gran parte dello stile fluente nello scrivere per il quale le signore sono così generalmente celebrate. Lo sanno tutti che il talento di scrivere lettere piacevoli è tipicamente femminile. La natura può entrarci qualcosa, ma sono certo che dev’essere assistito concretamente dall’abitudine a tenere un diario.
(L’Abbazia di Northanger, cap. III)
Jane Austen, nascosta dietro al suo Henry, si prende gioco della gabbia sociale in cui l’arte dello scrivere al femminile è stata ingabbiata e, nel farlo, ci regala un quadro perfetto di questo particolare strumento di autoconoscenza e creatività: il diario.
Jane al suo scrittoio (da Miss Austen Regrets)
Ma Jane – che scriveva come respirava, cioè in modo del tutto naturale e vitale, raccontando e analizzando se stessa e la realtà che la circondava – aveva un diario? Non lo sappiamo per certo, nessun diario di Jane Austen è arrivato fino a noi e nelle lettere o nelle biografie familiari non ci sono accenni espliciti a questa consuetudine, anche se non fatichiamo a immaginare Jane intenta a scrivere un diario.
Come sempre accade in questi casi, la nostra affettuosa fantasia colma la dolorosa lacuna: basti pensare a due esempi famosi come i romanzi di Syrie James o Stephanie Barron.
Oggi vi invito a scoprire un libro italianissimo, Caro diario ti scrivo che, grazie a Patrizia Rinaldi e Nadia Terranova, immagina alcune pagine dei diari di sei grandi scrittrici, colte nei loro dodici anni, nel momento in cui cominciano a scoprire il mondo anche attraverso quella meravigliosa magia che è la scrittura: Matilde Serao (ovvero L’amore o qualcosa di simile), Beatrix Potter (ovvero La parola può tutto), Anna Maria Ortese (ovvero Dov’è casa mia?), Emily Dickinson (ovvero Vivere con la timidezza), Silvina Ocampo (ovvero Diventare forza fantastica) e – scusate se sono così spudoratamente di parte – dulcis in fundo Jane Austen. Ovvero: L’anticonformismo.