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Lizzy reading Jane's letter, di Isabel Bishop

Isabel Bishop (1902-1988), “The Examination of All the Letters which Jane had Written to Her”, da www.janeausten.co.uk/captured-by-jane/

Scrivetemi, per qualunque motivo di tipo austeniano, anche solo per raccontare la vostra vita con Jane Austen e condividere un’altra tazza di tè.
Non vi prometto di rispondere subito ma, di sicuro, prima o poi non mancherò di farlo.
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23 pensieri su “Contatti

  1. Miki

    Carissima,
    grazie infinite per questo sito 🙂

    Sono recentemente approdata nell’universo della Austen tramite Orgoglio e Pregiudizio e il film MISS AUSTEN REGRETS (IO, JANE AUSTEN) e sono già addicted. Il tuo sito è meraviglioso e colma l’infinito desiderio che ho di saperne di più.

    Grazie mille per il bel lavoro,
    in bocca al lupo per tutto,
    condivido con grande piacere una tazza virtuale di te 🙂
    ciao,
    miki

    Rispondi
    1. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

      Grazie infinite, Miki, per il tuo commento e benvenuta nella sala da tè più austeniana della blogosfera. Soprattutto, benvenuta in Austenland – terra felicemente popolata di molti Janeite come me e te. Il tuo biglietto d’ingresso è notevole: O&P è il mio preferito e il film Miss Austen Regrets è tra i migliori adattamenti austeniani. Non dimenticare di passare anche dal sito della Jane Austen Society of Italy http://www.jasit.it dove senza dubbio troverai altro nutrimento per questa tua dipendenza (molto salutare).
      A presto!

      Rispondi
  2. pietro bognetti

    Mi sfugge il significato del titolo del bel disegno della Bishop sotto il frontespizio: Liz che legge le lettere di Jane. Rappresenta forse il personaggio di Liz Bennett in dialogo con la sua autrice?

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  3. pietro bognetti

    Sottopongo questo ulteriore problema di comprensione. Mi riferisco a questo passo, che compare verso la fine del 3 capitolo di Persuasion:”Sir Walter was not very wise; but still he had experience enough of
    the world to feel, that a more unobjectionable tenant, in all essentials,than Admiral Croft bid fair to be, could hardly offer”. Il senso generale è chiaro e viene reso anche da Giuseppe Ierolli:”Sir Walter non era molto intelligente, ma aveva abbastanza esperienza del mondo per rendersi conto che, in sostanza, un inquilino più ineccepibile dell’ammiraglio Croft sarebbe stato difficile da trovare”. Quello che non comprendo è:” bid fair to be” e come si raccordi con tutto il periodo. Cercando di render ragione del significato parola per parola, si può azzardare: “un inquilino più ineccepibile dell’ammiraglio Croft ed un’offerta apprezzabile sarebbero stati difficili da trovare”? In tal caso si dovrebbe pensare che resta sottinteso un “and”. Oppure si potrebbe tradurre:”un’offerta apprezzabile da parte di un inquilino più ineccepibile” ecc.. O si deve pensare tutt’altro?

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    1. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

      Ciao, Pietro e bentornato. L’espressione “to bid fair to” seguita dal verbo (che alcuni dizionari danno per letteraria o arcaica) significa anche “essere probabile” o “promettere”. Provando a tradurre parola per parola, come nel tuo esempio, la frase: a more unobjectionable tenant, in all essentials, than Admiral Croft bid fair to be, could hardly offer.
      diventerebbe: un inquilino più ineccepibile di quanto l’ammiraglio Croft prometteva di essere [oppure: era probabile che fosse], sarebbe stato difficile da trovare.
      Spero di aver chiarito questo dubbio. Non esitare a scrivere a Giuseppe (sul suo sito trovi l’email), nel caso in cui volessi ulteriori ragguagli sulla sua traduzione.
      Grazie per questa chiacchierata linguistica!

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      1. pietro bognetti

        Ti ringrazio per la spiegazione. Certe volte l’inglese mi sembra simile, per alcuni aspetti, al greco antico: un vocabolo può avere un significato base, ma poi ne acquista altri, lontanissimi dal primo. E la sintassi? Il latino e il francese non ti abbandonano mai anche nel periodare più complesso, ma Tucidide e Jane Austen (per non parlare di Dickens), possono pure fare impazzire un principiante.

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  4. pietro bognetti

    Torno, cara Silvia, a chiedere il tuo aiuto per tre espressioni che non capisco del capitolo 8 di Persuasion. Il primo inciampo è questo:”From thus listening and thinking, she was roused by a whisper of
    Mrs Musgrove’s who, overcome by fond regrets, could not help saying. Non capisco quel “Mrs Musgrove’s”: è un genitivo sassone? Ma c’è già “of” di fronte a Mrs Musgrove e poi semmai la posizione avrebbe dovuto essere: “Mrs Musgrove’s whiper”.
    Altro problema: Mrs Musgrove apre, poche righe dopo, il suo cuore ad Ann e dice: “I dare say he would have been just such another by this time.” La traduzione è: “credo proprio che ormai sarebbe stato come lui”. E’ “another by this time”, che non arrivo a capire. Puoi darmi qualche lume? Grazie, comunque anticipatamente. Pietro

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    1. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

      Caro Pietro, non mi sono dimenticata di te e dei tuoi quesiti, mi scuso per il ritardo ma presto ti rispondo. Dopodiché, dovrai proprio raccontarmi il terzo quesito (mi ricorda tanto i tre quesiti di Turandot, ma per fortuna meno cruenti e molto più interessanti). Grazie per la tua pazienza.

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    2. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

      Quesito n.1 – she was roused by a whisper of Mrs. Musgrove’s
      Sì, quest’ultimo è un genitivo sassone. Si tratta del cosiddetto double genitive che si costruisce secondo il modello of + genitive (possessive). La frase “un amico di Silvia” diventa infatti “a friend of Silvia’s”. Quindi, la frase di JA indicata segue la regola del doppio genitivo.
      Quesito n. 2 – he would have been just such another by this time
      Se ho capito bene, il dubbio riguarda la funzione di “another”. Questo pronome è legato a “such” (“such another”) e non a ciò che lo segue, cioè “by this time”, che è una locuzione temporale a sé stante. Immaginando una virgola che tenga questi due pezzi separati, la loro funzione forse appare più chiara, e la traduzione che hai indicato viene confermata.

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          1. pietro bognetti

            Non l’avevo mai incontrato prima, né trovato nei due corsi di Inglese che utilizzo. Ciap, Pietro

    1. pietro bognetti

      Il terzo quesito me lo sono scordato e resto in attesa della soluzione degli altri due, restando convinto che l’inglese non è una lingua facile, ma difficilissima (almeno per me). In compenso mi sono accorto che la nostra Jane Austen sapeva essere abbastanza cattivella e persino snob. Mi riferisco alla sig.ra Musgrove di Persuasion ed al povero Dick, suo figlio, l’insopportabile guardiamarina, che era morto in servizio. Dapprima Jane Austen non pare credere che la sig.ra Musgrove amasse il figlio, perché questi non era amabile e non lo amava nessuno. Poi, quando la povera donna rivela il suo dolore al capitano Wentworth e lui si siede vicino a lei per consolarla, dice che sì, un po’ di dolore forse c’era…ma era così antiestetica quella donna grassa e vecchia…Ohibò, forse che solo le personcine snelle come Anne Elliott hanno il diritto di soffrire? Che avrebbe detto se avesse incontrato il sig. Stendhal?

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      1. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

        Ebbene sì, Pietro. Dear Aunt Jane non era affatto quella santarellina che, a partire da James Edward, troppi si ostinano a propinarci. Le sue lettere crepitano di commenti affilatissimi (e divertentissimi). Non posso non citare qui la famosa frase, che è una delle mie citazioni preferite:
        Pictures of perfection as you know make me sick & wicked.
        Una vera filosofia di vita – e di scrittura, come puoi ben vedere! (A presto)

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  5. pietro bognetti

    Bisogna però riconoscere che l’inglese è pieno di trabocchetti specialmente per uno zuccone. Per esempio consideriamo questa frase: “whenever my uncle dies, he steps into very pretty property”, pronunciata dal giovane Charles Musgrove nel capitolo 9 di Persuasion a proposito delle aspettative del cugino Charles Hayter. Rettamente il nostro Ierolli traduce: “quando morirà mio zio, lui entrerà in possesso di un’ottima proprietà”, ma un somaro (io ad esempio) potrebbe esser tentato di tradurre: “…entrerà in possesso di un ottimo paio di mutande”. E che dire di quest’altro passo, poco più oltre:”She could only hang over little Charles”? Va tradotto: “Poté soltanto dedicarsi al piccolo Charles” e non “Potè soltanto impiccare il piccolo Charles” (zia scellerata!).

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    1. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

      Amo la lingua inglese proprio per queste infinite sottigliezze, è molto più articolata, complessa, sfaccettata, divertente, affascinante di quanto non si creda comunemente. E Jane Austen lo dimostra in modo mirabilissimo.

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  6. pietro bognetti

    Mi ha colpito questo passo contenuto nei Memoirs del nipote di Jane Austen, James Edward Austen-Leigh, che cito nella traduzione di Ierolli: “Inoltre, si deve ricordare che a quei tempi un paio di cavalli erano quasi necessari, se le signore volevano muoversi, poiché né le condizioni delle strade, né il modo di costruire le carrozze permettevano a un veicolo con una certa comodità di essere tirato da un solo cavallo.”(pag. 27). In realtà nei romanzi di Jane Eyre, mi sembra che i calessi siano largamente presenti, se non vado errato.

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  7. pietro bognetti

    Cara Silvia, anni fa, trovandomi all’estero, ma non in Gran Bretagna, volendo richiamare l’attenzione di un cameriere, lo chiamai dandogli del “sir”. Suscitai così l’ilarità dei miei compagni di viaggio ben più versati di me nella lingua e nel costume dei Britannici. Mi spiegarono che “sir” viene chiamata una persona di gran riguardo e non corrisponde in nulla al nostro “signore”. Ad un cameriere ci si rivolge, mi dissero, con l’espressione “waiter” e non certo quella di “sir”. Però con mio stupore ho trovato, nel capitolo 12° di Persuasion, il termine “sir” rivolto ad un waiter, per giunta di una modesta locanda. Chi parla è Mary Elliot, il cui snobismo è noto a tutti gli affezionati lettori di zia Jane. Riporto il brano per intero: ““Bless me!” cried Mary; “it must be our cousin; it must be our Mr Elliot, it must, indeed! Charles, Anne, must not it? In mourning, you see, just as our Mr Elliot must be. How very extraordinary! In the very same inn with us! Anne, must not it be our Mr Elliot? my father’s next heir? Pray sir,” turning to the waiter, “did not you hear, did not his servant say whether he belonged to the Kellynch family?” Ora mi chiedo il termine “sir” ha acquistato ulteriore elemento di distinzione di classe nel periodo vittoriano o si tratta qui di una “svista democratica” della nostra Jane Austen?

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  8. Irene Francis

    Cara Silvia,
    dopo anni dalla chiusura di Cipria e Merletti torno con un nuovo blog, in parte simile nell’intento ma completamente rinnovato.
    Spero verrai a dare un’occhiata nelle prossime settimane!
    Irene del blog “Leafing Life”

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    1. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

      Bentornata! Carissima Irene, è con grande piacere che ti rileggo e verrò a farti visita. Un grande in bocca al lupo per il tuo nuovo angolo di blogosfera. A presto!

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