Un tè con… Cassandra Austen!

Siamo di fronte al leggendario cottage di Chawton, l’amatissima dimora che Jane Austen condivise negli ultimi 8 anni della propria breve ma intensa vita con la madre e la sorella Cassandra.
Abbiamo appena concluso la nostra visita a Zia Jane, consapevoli di aver fatto una vera scorpacciata di emozioni (e foto…) tra il cottage ed il bellissimo giardino che lo circonda.
Sì, è esattamente come si può ben immaginare: se si riesce ad obbligarsi ad uscire di lì (la mia compagna di viaggio, Petra/Miss Claire, ed io ci abbiamo messo circa tre ore prima di convincerci a vicenda che era ora di andare), è quasi impossibile staccarsi subito da quel luogo e non si può fare a meno di indugiare ancora un po’ all’esterno.
E’ come se tutti i sensi non si stancassero mai di guardare quell’edificio, respirare l’aria fresca e odorosa, ascoltare i rumori della placida vita quotidiana, percepire ovunque la presenza di Jane, Cassandra, Mrs Austen e tutte le persone che gravitavano intorno a questa casa.
…Ah, ma sto di nuovo lasciando briglia sciolta alla mia sensibility…!
Il mio sense mi ricorda non solo che una visita di oltre tre ore è già più che sufficiente ma che abbiamo già passato abbondantemente l’ora di pranzo e il corpo ha pure i suoi bisogni primari da soddisfare.

Dunque, per accontentare i miei insaziabili cuore e mente mentre mi prendo cura del mio vuotissimo stomaco, arriva in mio soccorso niente meno che Zia Cassandra stessa.
Di fronte al Chawton cottage, infatti, proprio lì, sulla destra dell’incrocio, c’è esattamente ciò che fa per noi, teinomani austeniane senza speranza e con un po’ di fame: la sala da tè (what else?…) Cassandra’s Cup.
Venite a prendere un tè con noi.

Foto di Petra Zari

La prima cosa che colpisce gli occhi entrando è proprio l’atmosfera vivace e rilassata. Ma soprattutto, il soffitto, dal quale pendono centinaia di tazze da tè di ogni genere, come stelle nell’unico cielo possibile per una sala da tè. Un particolare subito catturato dal vorace obiettivo di Petra/Miss Claire:

Di fronte all’entrata, c’è il banco della perdizione assoluta: le torte! (molto inglesi, molto alte, molto cremose, da tuffarcisi dentro!)

Foto di Petra Zari

Una cameriera molto gentile ci fa accomodare nella saletta più interna. Il locale è ancora pieno ma un tavolino per due è a nostra disposizione in un angolo con scatole di tè e teiere, di fronte alla finestra da cui occhieggia la casa di Jane Austen.
Scorriamo il menu:

e scopriamo che, oltre al tipico e vero Full Afternoon Tea (un tè che è quasi una cena), sono disponibili vari piatti, tra cui dei panini variamente e riccamente farciti.

london_2012-158_bE per rinfrancarci dalla mattinata densa di emozioni nonché consolarci dal dispiacere che sia già finita, niente di meglio di un dolce adeguato al sacrificio

e innaffiato dagli opportuni fiumi di tè. Che ci viene servito come si deve (of course!): con un mini-bollitore contenente acqua calda, una teiera, un bricco del latte e due tazze.

Per chiunque dovesse trovarsi a casa di Zia Jane prossimamente, non posso che raccomandare di effettuare una visita finale anche a questa tea room.

E’ un ottimo modo per chiudere in bellezza la visita al Jane Austen’s House Museum. Il locale è accogliente, allegro, molto British, si mangia bene in modo semplice e a prezzi modici per il Regno Unito (due panini al salmone con verdure, due bottiglie di acqua, due tè, due mega-fette di torta al cioccolato per un totale di 23 sterline, equivalenti al momento a 29 euro).

Non ci resta che ringraziare Zia Cassandra e le sue gentili amiche per l’ottimo pranzo tardivo che ci hanno preparato, salutare Zia Jane ancora una volta, e  riprendere  la strada per Alton.
Mentre mi rassegno ad andarmene, mi volto un istante ancora a guardare la casa da lontano, così come mi era apparsa al mio arrivo,

e prometto a me stessa che questo sarà soltanto un Arrivederci. See you soon, dear Aunt Jane!

Link Utili:

– il sito del Cassandra’s Cup

Silvia Ogier

(Bologna, Italy) - Diplomata Traduttrice e Interprete e laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha lavorato come traduttrice e da anni si occupa di marketing e comunicazione aziendale. Il suo maggiore interesse libresco è la letteratura scritta dalle donne. Ha letto Jane Austen per la prima volta a vent’anni (Orgoglio e Pregiudizio). Nel dicembre 2010 ha aperto il blog monografico Un tè con Jane Austen e nel 2013 ha fondato Jane Austen Society of Italy (JASIT), di cui è presidente.
Silvia Ogier

12 pensieri su “Un tè con… Cassandra Austen!

  1. AvatarGiuseppe Ierolli

    Degna conclusione del vostro bel viaggio. Io veramente preferisco il caffè al tè, ma mi consolo con le parole di zia Jane:

    “È piuttosto impertinente dare suggerimenti sulla vita domestica a una donna di casa, ma mi permetto di dire che ci sarà bisogno di un Macinacaffè per i giorni in cui Edward sarà a Steventon visto che per Colazione beve sempre Caffè.”
    (lettara a Cassandra dell’11 giugno 1799)

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    1. AvatarSylvia-66

      Sì, caro Giuseppe, saresti pienamente accontentato anche a casa delle signore Austen. E credo che tu abbia già avuto molte occasioni di constatarlo personalmente, nelle tue visite alle care Zie.

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  2. AvatarGabriella Parisi

    Delizioso!
    @Giuseppe: anch’io preferisco il caffè al tè, ma credo che comunque la versione gradita da Edward Austen fosse piuttosto annacquata. E comunque un vero tè all’inglese…
    Mmmm! La prossima volta passate a prendermi!!!

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  3. AvatarGwen1984

    Grazie Sylvia per questo tour 🙂 ho seguito con interesse tutte le tappe e il tuo racconto, insieme a quello di LizzyP, mi ha dato la magica impressione di aver visto preziosi frammenti della vita di Zia Jane… aspetto un prossimo viaggio del trio completo 😉

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  4. Avatarromina angelici

    questa sala da tè sembra uscita da una casa delle bambole!ve le immaginate Jane, Cassandra e Mary sorseggiare il tè e chiacchierare di mussola e cappellini?!
    (p.s.:ci devo andare assolutamente)
    intanto grazie per questo punto di vista eccezionale

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  5. Pingback: Una visita a casa di Zia Jane, a Chawton (2) - Un tè con Jane Austen

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