“Sono certa che gradirai vedere la mia Emma”

mercoledì 27 dicembre 1815
Signora –
Stavo aspettando con estrema impazienza di essere presentata a Emma, e vi sono infinitamente grata per esservi gentilmente ricordata di me, il che mi ha procurato il piacere di fare la sua conoscenza qualche giorno prima di quanto avrei fatto altrimenti – Sono già diventata intima della famiglia Woodhouse, e sento che non mi divertiranno e non mi interesseranno meno dei Bennet, dei Bertram, dei Norris e di tutti i loro ammirabili predecessori – Non potrei far loro un elogio migliore –
Sono, Signora, La vostra molto grata
F. Morley –

emma-first-editionQuando la contessa di Morley (Frances Talbot, moglie di Lord Boringdon) scrive questa lettera, Emma è uscito da appena quattro giorni e la nobildonna ne ha prontamente ricevuta una copia dall’editore John Murray per volontà della stessa Jane Austen, che l’ha inclusa in una lista di persone a cui inviare il romanzo «una Copia ciascuno, quando l’Opera sarà pubblicata – tutte non rilegate, con Dall’Autrice, nella prima pagina» (1).
Murray provvederà a concordare qualche ritocco a queste disposizioni (ricevendone una gustosissima replica in punta di fioretto!), ma resta il fatto che la contessa di Morley e gli altri destinatari si videro recapitare una copia freschissima di stampa con dedica dell’autrice. Un privilegio che a noi oggi appare incommensurabile e desiderabilissimo (per il quale l’essere “molto grata” non sarebbe espressione sufficiente).
In seguito, la contessa avrà modo di parlare con meno entusiasmo di questo nuovo romanzo, asserendo di amarlo meno dei precedenti:

“C’è una totale mancanza di trama e ci sono così pochi motivi per apprezzare l’eroina e così poco interesse verso l’eroe, che mi dà l’idea di essere un tipo d’uomo attempato, ragionevole e di buona natura […].” (2)

Con questa dichiarazione, la contessa realizza inconsapevolmente il proverbiale timore dell’autrice a proposito del favore che la sua Emma avrebbe incontrato, e che è stato tramandato ai posteri non dalle sue lettere ma dalla biografia del nipote James Edward Austen-Leigh, Memoir of Jane Austen (Ricordo di Jane Austen) (3):

Amava molto Emma, ma non contava sul fatto che incontrasse il favore generale, poiché, quando cominciò a scrivere quel romanzo, disse, “Ho scelto un’eroina che non piacerà molto a nessuno tranne me.”

Che la amasse molto, al di là di qualunque considerazione, è inequivocabile. A testimoniarlo è un’altra lettera, che Jane Austen scrive all’inizio di gennaio del 1816 alla nipote Anna, che nell’ottobre precedente ha avuto la prima figlia, Jemima.

Mia cara Anna
Poiché desidero molto vedere la tua Jemima, sono certa che gradirai vedere la mia Emma, e mi fa perciò molto piacere mandartela a leggere. Tienila per il tempo che vuoi; qui l’hanno letta tutti. (4)

Il rapporto simbiotico dell’Autrice con le proprie creature letterarie è uno degli aspetti più interessanti ed emozionanti di quella manciata di intensissime lettere che ancora oggi ci è permesso leggere – e traspare con la solita elegante leggiadria anche in questa brevissima missiva.
Tra queste righe, riecheggiano altre parole di affetto materno espresse apertamente nei confronti di altri romanzi: in una lettera alla sorella Cassandra dell’aprile 1811, riferendosi a Ragione e Sentimento dichiara «Non posso scordarmelo, più di quanto una madre possa scordarsi di allattare un figlio»; ed il 29 gennaio 1813, le annuncia l’arrivo della sua copia di Orgoglio e Pregiudizio appena pubblicato con la famosa espressione «my own darling Child», il mio adorato bambino.

Proprio come la piccola Jemima, e come scritto dalla contessa di Morley nella sua prima lettera, Emma è la nuova arrivata che non si vede l’ora di incontrare, sempre così inconsapevolmente adorabile da far dimenticare i momenti in cui può capitarle di rendersi antipatica e, anche per questo, imperituro motivo di orgoglio per una madre razionalmente appassionata come Jane Austen.

Oggi, duecento anni fa, Emma vedeva la luce.
Buon compleanno, meravigliosa creatura.


(1) lettera dell’11 dicembre 1815, trad. G. Ierolli,  jausten.it
(2) brano riportato da Diana Birchall in Jane Austen e la contessa Morley, Austen Authors 11 nov. 2013, trad. Gabriella Parisi, per jasit.it
(3) James Edward Austen-Leigh, Ricordo di Jane Austen, cap. X, trad. G. Ierolli,  jausten.it
(4)
Consiglio vivamente di leggere la replica di Jane Austen alla lettera di Lady Morley
Consiglio anche di leggere la replica inviata all’editore in merito alle modifiche alle ultime disposizioni pre-stampa

Consigli di lettura per approfondire la conoscenza di Emma, su jasit.it

2 pensieri su ““Sono certa che gradirai vedere la mia Emma”

  1. AvatarFrancesca Palandri

    “meravigliosa creatura, sei sola al mondo..” cantava Gianna Nannini, o “nonna Nanna” come la chiama Luciana Littizzetto. Credo che nessuno possa contestare il fatto che Emma sia stata la figlia prediletta della Zia Jane, nonostante lei stessa fosse consapevole che non sarebbe stata amata dagli altri, diversamente dalle altre eroine. Sarà per il mio spirito tendente al “bastian contrario”, ma io la Pre-ferisco al di sopra della stessa Lizzie Bennet (che adoro, tuttavia), proprio perché è piena di difetti e forse per questo più umana delle altre… Buon Natale, Emma!!!

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