Il regalo più bello del 2017 a Jane Austen

Nel giorno del 242mo compleanno di Jane Austen, che cade nell’anno del Bicentenario della sua morte, mi sono chiesta quale sia stato il regalo più bello donato da questi dodici mesi di intense celebrazioni del suo genio letterario in tutto il mondo. La mia scelta è un luogo che unisce idealmente vita, morte e arte di questa grande autrice e che ho potuto visitare la scorsa estate, durante un viaggio memorabile.

Il 2017 sarà ricordato nel calendario austeniano come l’anno del Bicentenario dei Bicentenari austeniani – cioè quello che, nella lunga emozionante serie di bicentenari austeniani di questi anni dieci del ventunesimo secolo (avere avuto l’opportunità di viverli è un onore di grande privilegio, lo sapete, vero?), ha ricordato i duecento anni trascorsi dalla morte di Jane Austen e ne ha celebrato il genio letterario in tutto il mondo, nelle forme più disparate.
Mi sono spesso soffermata a riflettere sulle multiformi espressioni che l’ammirazione per la Grande Autrice ha assunto durante questi mesi e nella gigantesca ed eterogenea messe di incontri, conferenze, mostre, cerimonie, statue, monete, rievocazioni storiche in costume e/o danzanti, più o meno filologiche e più o meno davvero austeniane, a base di tè e/o letture, e via celebrando, ne ho individuate due particolarmente apprezzabili: la proliferazione di pubblicazioni inedite in italiano (di cui presto avrò il piacere di parlare in uno degli ultimi tè delle cinque dell’anno), e il memoriale di College Street a Winchester, che finalmente rende onore a Jane Austen nell’ultimo luogo in cui è vissuta, nel paio di mesi pieni di speranza di guarigione che si spense quel fatidico 18 luglio di duecento anni fa.
Ho avuto la fortuna di visitare questo memoriale lo scorso mese di giugno, durante il viaggio in Austenland organizzato da Jane Austen Society of Italy, condividendo pensieri, letture ed emozioni con una trentina di Socie e Soci.

Dunque, nel giorno del compleanno di Jane Austen di questo 2017, ho pensato di mettere insieme tutte queste contrastanti suggestioni nel tè delle cinque di oggi, tornando con voi davanti a quel monumento – secondo me, l’omaggio più bello al suo genio eterno nell’anno del Bicentenario della sua morte. Servitevi di tè e altri generi di conforto e venite con me a Winchester, in una College Street finalmente sistemata a dovere per ricordare con il rispetto dovuto la sua inquilina più gloriosa.


La prima volta che mi recai al numero 8 di College Street a Winchester, nel giugno del 2012, mi trovai a dover dominare diverse emozioni, tutte ugualmente intense: da un lato, la commozione di essere davanti alla casa che Jane Austen aveva abitato nei pochi mesi prima di morire (dal 24 maggio al 18 luglio 1817), vivendo giorni di grandi sofferenze fisiche e di inimmaginabili angosce; dall’altra, la delusione, se non addirittura la rabbia, di vedere un tale luogo in un grave stato di incuria e chiuso al pubblico, come annunciava un foglietto vergato alla meglio, dal registro insolitamente sgarbato per i consueti modi formalmente gentili degli Inglesi, e appeso accanto alla porta.

Io e la mia compagna di viaggio, Petra Zari, eravamo rimaste ammutolite e confuse per un po’ di tempo, sedute sul muretto di un fazzoletto di giardino lì di fronte, anch’esso allo stato brado. Mentre pensavamo a come Jane avesse passato le ore e i giorni lì dentro, osservando questo posto dal salotto dietro la finestra del bovindo al primo piano, ci chiedevamo come fosse possibile lasciare in queste condizioni deprecabili un luogo di tale rilevanza per un’autrice che, nella cultura del suo paese, riveste la stessa importanza di Shakespeare o Dickens, per di più a pochi passi dalla Cattedrale, suo luogo di sepoltura.
La spiegazione razionale – cioè, quel luogo era, come lo è ancora oggi, proprietà del prestigioso Winchester College che lo usa come alloggio per i suoi docenti – non ci sembrò mai sufficiente ad accettare l’illogicità di questo sgarbo.

Ma questo 2017 non è arrivato senza lasciare un segno tangibile anche nella negletta College Street.
Lo scorso mese di giugno, in compagnia di un folto gruppo di Janeite italiani, Socie e Soci di Jane Austen Society of Italy, ho potuto constatare con i miei occhi che qualcuno aveva colto l’occasione del Bicenentario della morte dell’autrice per prendersi finalmente cura di quel posto, creando un vero e proprio memoriale, regalandoci un monumento grande eleganza e semplicità, intelligenza e sensibilità letteraria, perfettamente intonato al ruolo che questa casa ricopre negli ultimi momenti dell’esistenza terrena di Jane Austen e nella vita eterna del suo genio letterario.

Winchester Jane Austen Memorial

Monumento semplice e azzeccatissimo. È un semplice muro, proprio come il muro davanti al quale si trova, anche se di metallo, decorato con la pianta che tipicamente si vede su un muro in un giardino, l’edera, e con un altro segno che spesso (troppo spesso) appare su una parete del genere, cioè una scritta. Che è nell’inconfondibile grafia dell’inquilina di fronte, Jane Austen – come se lei in persona fosse scesa un attimo e avesse preso la sua formidabile penna per lasciare una traccia, con tanto di firma.

Know your own happiness. Call it hope.
(letteralmente: Conosci la tua felicità. Chiamala speranza.)

La frase è tratta da Sense and Sensibility (Ragione e Sentimento), cioè il primo romanzo pubblicato, la prima apparizione di Jane sul mercato editoriale come autrice pubblicata, la prima opera che le ha permesso di lasciare una traccia nel mondo, come su questo muro. E parla di felicità e speranza, sentimenti che di certo sono stati ricorrenti nella mente di Jane mentre qui duecento anni fa, conduceva la sua battaglia contro la malattia.
In realtà, è la sintesi di un brano più lungo, al capitolo 19 del romanzo, in cui Mrs Dashwood incoraggia Edward Ferrars in un momento di particolare e incomprensibile (per lei) scoraggiamento del giovane ospite.

“Andiamo, andiamo; tutto ciò è dovuto a un momento di depressione, Edward. Siete di umore malinconico, e vi immaginate che tutti quelli diversi da voi siano felici. Ma ricordate che la pena di separarsi dagli amici tocca a tutti, prima o poi, qualsiasi sia la loro educazione o la loro condizione. Imparate a conoscere le cose buone che avete. Non vi manca nulla se non la pazienza… o se preferite un nome più affascinante, chiamatela speranza. Vostra madre, col tempo, vi garantirà quell’indipendenza che tanto bramate; è suo dovere, e fra non molto sarà, dovrà essere felice di impedire che la vostra giovinezza sia sprecata nello scontento. Che cosa non possono fare pochi mesi?”

Questo monumento è nato alla fine del 2016, per volontà del consiglio comunale di Winchester per preparare all’illustre ospite della città un omaggio degno della sua grandezza, dando vita anche ad altri appuntamenti, come la piccola ma importante mostra (che abbiamo visitato)
Con il sostegno finanziario del Winchester College e della Jane Austen Society of North America (JASNA), l’agenzia creativa AR Studio, che ha sede proprio a Winchester, ha messo a punto un intero itinerario austeniano dal nome suggestivo, Rain Jane (rain significa pioggia), e la cui spiegazione sarà chiarita tra poco.

Si tratta di 12 citazioni tratte dalle opere di Jane Austen, trascritte sul manto stradale di 36 diversi luoghi della città (non tutti legati all’autrice), con una vernice “magica” che si vede solo quando viene bagnata (dalla pioggia, appunto). Il 28 novembre, queste frasi sono state approntate e, nei giorni successivi, scoperte dai pedoni quando pioveva.
Ho visto alcune di queste frasi, lo scorso giugno, comunque visibili anche senza pioggia, benché un po’ sbiadite. Una frase (Indulge your imagination in every possible flight dal cap. 60 di Orgoglio e Pregiudizio) è stata scritta anche sul marciapiede all’entrata del piccolo giardino al n.8 di College Street.
Proprio il giardino è diventato protagonista di questo importante omaggio.

Una tredicesima citazione, permanente poiché in metallo, è stata posta su un “muro vivente” di edera, come lo ha definito la stessa agenzia, nel giardino di fronte alla casa, che per l’occasione è stato recuperato e arricchito da un pergolato e da una bellissima panchina creata da una ebanista locale, Nicola Henshwaw.

L’intento dei creatori è dare ai visitatori dell’ultima dimora di Jane Austen un luogo raccolto e sereno, e non invadente della riservatezza dell’abitazione privata, dove riflettere sulla grandezza della donna che qui abitò negli ultimi sofferti giorni della propria breve, intensa vita.
Posso confermare che questo intento è stato pienamente realizzato: mi sono seduta sulla panchina, ho ammirato il bel lavoro di recupero e cura delle piante, ho guardato da vicino il “muro vivente”, reso tale anche dalla frase che vi campeggia sopra – divenuta immortale come tutte le parole lasciate in eredità a tutti noi da Jane quando se ne andò da qui, duecento anni fa.
Quando vi capita di passare per Winchester nei vostri viaggi austeniani, non mancate di sostare per qualche tempo in questo giardino, davanti al muro vivente che con garbo e intelligenza omaggia l’arte e la vita di Jane Austen nel luogo in cui la sua esistenza terrena si concluse.
E dove ho voluto portarvi oggi, nel giorno del suo compleanno in questo 2017, in cui vita, morte e arte si intrecciano in modo insondabile.


Jane Austen a Winchester
L’ultima dimora di Jane Austen: Winchester
Le cause della morte di Jane Austen: pochi indizi, solo ipotesi
24 luglio 1817, la Cattedrale di Winchester accoglie Jane Austen
Come iniziò la vita di “Miss Jane Austen, Authoress”, dopo il 18 lug. 1817
Il viaggio dei soci JASIT in Austenland nel 2017

Nota
Le citazioni in italiano nel testo sono tratte da jausten.it

3 pensieri su “Il regalo più bello del 2017 a Jane Austen

    1. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

      Grazie a te, Anna! Come celebrerai questa giornata? Letture, film o sceneggiati, un tè delle cinque per un brindisi? Buon 16 dicembre!

      Rispondi
  1. Innassia Z

    Ciao carissima, ho ricevuto il premio virtuale per i blog chiamato Blogger Recognition Award e io giro la nomination anche a te. Troverai tutte le informazioni in questo link: http://iltaccuinodellevoci.blogspot.it/2017/12/blogger-recognition-award.html
    In questi anni mi hai fatto conoscere un’autrice trascurata nel nostro paese, nelle scuole e quasi inesistente, e ultimamente vedo sempre più in giro i suoi libri nelle librerie.
    Buone Feste

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