Mr Darcy, l’eroe imperfetto dei nostri sogni

Bello, alto, prestante, ricco, aristocratico nei modi ancora prima del nome, riservato ed introverso con il mondo intero, circondato da una ristrettissima cerchia di persone che gli sono apertamente devote.
Così ce lo descrive Jane Austen in Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio), con estrema precisione, riuscendo a renderlo smaccatamente detestabile alla prima apparizione, quando entra alle Assembly Rooms di Meryton accanto all’attesissimo Mr Bingely e al trascurabile Mr Hurst. Dapprima, è accolto da un’acclamazione di sguardi ammirati:

[…] l’amico, Mr. Darcy, attirò subito l’attenzione della sala per la figura alta e raffinata, i bei lineamenti e il portamento nobile, e la voce, che passò di bocca in bocca nel giro di cinque minuti dal suo ingresso, della sua rendita di diecimila sterline l’anno. I signori lo giudicarono un uomo dall’aspetto raffinato, le signore proclamarono che era molto più attraente di Mr. Bingley, e fu oggetto di grande ammirazione per circa metà della serata […]
(Cap.3 – trad. G. Ierolli, jausten.it)

Ma poi, ahimé, l’incantesimo di quelle diecimila sterline dura ben poco:

[…] fino a quando i suoi modi suscitarono una disapprovazione che rovesciò il corso della sua popolarità; si scoprì infatti che era superbo, che si riteneva al di sopra della compagnia e non faceva nulla per rendersi piacevole, e nemmeno la sua vasta tenuta nel Derbyshire poteva salvarlo dall’avere un volto ostile e antipatico, e di non essere degno di paragone col suo amico.
(Cap.3 – trad. G. Ierolli, jausten.it)

Durante tutto il romanzo, Jane Austen non perde occasione per sottoporlo alla nostra osservazione con la stessa scrupolosa attenzione che gli riserva fin da questi primi istanti. Eppure, a fronte di questa dovizia di particolari esterni, nulla ci viene svelato dei suoi pensieri e delle sue emozioni – almeno non “in presa diretta”… Dunque, chi è costui, sotto la superficie?


La domanda è lecita e si ripete dal 1813, anno di pubblicazione del romanzo.
Tutto ciò che sappiamo di lui è sempre filtrato dagli occhi, dai pensieri, dalle reazioni di Elizabeth e degli altri personaggi del romanzo. Solo attraverso di loro vediamo le sue azioni (improntate alla razionalità e al rispetto delle convenzioni sociali), osserviamo i suoi gesti (bruschi ed essenziali), leggiamo le sue battute (laconiche e pungenti) ma non entriamo mai nei suoi pensieri. Anche in questo risiede il suo fascino di bel tenebroso.

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Colin Firth in Pride and Prejudice, BBC, 1995

La sapiente mano di Jane Austen tratteggia il personaggio abilissimamente, dapprima come trionfo di freddezza e snobismo ma poi, seguendo la metamorfosi della sua immagine riflessa nella mente di Elizabeth, lentamente comincia ad insinuare in noi (proprio come in Elizabeth) il sospetto, e poi la certezza, che sotto la maschera di ghiaccio ci sia una sensibilità fuori dal comune che, proprio in quanto tale, abbisogna di robuste difese per non cedere alle meschinità del mondo.
Insomma, Darcy è tutto meno che perfetto. Ha una quantità di difetti, e la superbia di classe è solo uno di essi. Ma sa osservare ed ascoltare, ed imparare. Pur senza cambiare di una virgola. Semplicemente, sconfigge i propri pregiudizi e scopre se stesso.

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Matthew MacFadyen, Pride and Prejudice (Universal 2005)

E da uomo intelligente e sensibile qual è, percepisce subito la qualità di chi gli sta intorno. Aborrisce le persone che tentano solo di conquistare il suo nome, il suo potere ed i suoi soldi, e si vota anima e corpo a coloro che sono sinceramente loro stessi anche con lui.

Non è forse questo che lo conquista in Lizzy Bennet, quella strampalata ragazza da marito che gli nega orgogliosamente le moine che sarebbe lecito aspettarsi preferendo ingaggiare con lui una lunga schermaglia di intelletto e sentimento?
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Mr Darcy NON è il principe azzurro!
Non è lo stucchevole eroe in stile Principe Azzurro modalità Bello e Impossibile che il luogo comune ritiene essere irresistibile per qualunque fanciulla e che fin troppo spesso ci viene propinato, con grave travisamento dell’originale romanzesco.
Quel genio inconsapevole di Jane Austen ha codificato il vero uomo ideale che sa di essere imperfetto ma, proprio per questo, tiene sempre accesa la luce della sua sensibilità e sa essere davvero compagno della donna che ha accanto.
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Silvia Ogier

(Bologna, Italy) - Diplomata Traduttrice e Interprete e laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha lavorato come traduttrice e da anni si occupa di marketing e comunicazione aziendale. Il suo maggiore interesse libresco è la letteratura scritta dalle donne. Ha letto Jane Austen per la prima volta a vent’anni (Orgoglio e Pregiudizio). Nel dicembre 2010 ha aperto il blog monografico Un tè con Jane Austen e nel 2013 ha fondato Jane Austen Society of Italy (JASIT), di cui è presidente.
Silvia Ogier

16 pensieri su “Mr Darcy, l’eroe imperfetto dei nostri sogni

  1. AvatarClaire

    Zia Jane non ci ha mai descritto Darcy come un perfettino, per-niente-attraente e super-idolatrato in qualunque favola (escluso Shrek) Principe Azzurro (…dei miei stivali!)! 😀
    Darcy è introverso di natura e a questo si sommano l’etichetta della Società Aristocratica e la giusta diffidenza verso gli avventori del suo titolo; per tutti questi motivi egli risulta inizialmente antipatico, freddo e troppo altezzoso, persino di fronte ad una donna intelligente ed osservatrice come Lizzie (che pecca di pregiudizio, appunto). La scoperta successiva e descritta da eventi e personaggi secondari del vero carattere di Darcy è il vero motivo scatenante dell’innamoramento di Lizzie (…come di noi tutte!), assieme all’indubitabile crescita del personaggio in questione. Un uomo senza difetti e perciò senza bisogno di migliorare non avrebbe acquistato lo stesso inimitabile fascino, l’uomo perfetto non sarebbe piaciuto a Zia Jane, come, d’altronde, a nessuna di noi, non è forse così? 😀

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  2. AvatarSilvia

    Jane Austen, più di ogni altro scrittore mai apparso sulla Terra, conosceva le persone e i loro caratteri, il suo modo di osservare con attenzione la realtà e di venirne a capo ha fatto sì che i suoi eroi siano REALI (Darcy come Wentworth, Brandon o Knightley) e non le idealizzazioni dei Pincipi Azzurri delle favole che poco o nulla hanno a che fare con il mondo reale. Quindi un eroe austeniano, con i suoi pregi e difetti, è possibile rintracciarlo nella realtà, perché sua è l’imperfezione umana, mentre un principe di favola è solo un’illusione impossibile da trovare… ed è un obiettivo inquietante: perché la perfezione non è di questo mondo… ed è giusto così!

    Meno male che Jane ci ha donato i suoi eroi magnificamente imperfetti!

    😉

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  3. Avatar*Maristella*

    Buonasera Sylvia….io ancora non riesco a decifrare veramente i suoi pensieri. Trovo che il Darcy della versione del 2005 sia più espressivo…ma questo è un mio parere..un abbraccio, *Maristella*.

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  4. AvatarNicky

    Credo di essermi “innamorata” di Darcy nel momento stesso in cui ha fatto la sua prima apparizione accanto al ben più loquace Bingley. Proprio questa sua riservatezza e quel suo modo di fare un po’ antipatico, in netto contrasto con gli altri protagonisti del romanzo ha fatto scattare il colpo di fulmine!
    E poi ha ragione Claire, questi principi azzurri tutti uguali e un po’ zerbini hanno stancato! 🙂
    Nella mia mente sognatrice l’uomo perfetto è un misto tra Darcy e Cosimo de “Il barone rampante”…

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  5. AvatarAnonymous

    Il nostro signor darcy… forse sono così innamorata di lui proprio per le sue imperfezioni… l’orgoglio, quel pizzico di presunzione…

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  6. AvatarSylvia-66

    Ebbene sì, cara @Anonima, credo che il segreto del suo fascino sia proprio il fatto che è decisamente imperfetto, umanissimo, eppure dimostra di saper usare il cervello per… imparare dagli errori e cambiare pur restando fedele a se stesso… (dico sempre che non a caso è stato inventato da una donna!).

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  7. Pingback: Variazioni sul tema Mr Darcy (ho visto cose che voi umani...) - Un tè con Jane Austen

  8. AvatarMatilde

    ciao, è il primo blog che seguo e potrei sembrare un po’ impacciata, ma devo dirtelo, è davvero bellissimo. Io faccio qualcosa di simile ma cartaceo, mi scrivo tutte le mie impressioni e le notizie che trovo sugli scritti di Jane Austen. Ti ringrazio di aver fatto questo blog perché mi piace l’idea di poter discutere e chiacchierare su un argomento che mi sta tanto a cuore come questo, soprattutto perché a scuola i miei coetanei non conoscono la Austen e tanto meno i suoi lavori.

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    1. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

      Cara @Matilde, innanzitutto benvenuta in questa sala da tè austeniana e grazie per aver inaugurato la tua navigazione nella blogosfera alla ricerca delle tracce di Jane Austen con questo tè delle cinque!
      Posso capire la tua sensazione di solitudine, anch’io per vent’anni ho apprezzato questa autrice senza alcuna possibilità di condividere opinioni, emozioni, riflessioni con qualcuno.
      Credevo che, dopo il successo della saga di Twilight e di altre saghe simili tra i giovani, in cui JA è la scrittrice preferita delle protagoniste, la conoscenza di questa autrice fosse aumentata. Ma nutro fiducia nella curiosità naturale di chi studia, e negli insegnanti di buona volontà, nonché in madri, zie, sorelle (ma anche, perché no?, padri, zii, fratelli) che danno il buon esempio libresco.
      Hai già letto tutti i romanzi? E le opere giovanili? Qual è il tuo romanzo preferito?
      Non esitare a tornare da queste parti, a passeggiare negli altri tè delle cinque, e a lasciare i tuoi commenti. A presto!

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  9. AvatarMatilde

    Ciao, non ho letto tutti i romanzi, mi manca Persuasione, ce l’ho sul comodino e devo trovare il tempo di leggerlo tra sport compiti e libri di lettura che mi danno a scuola. delle opere giovanili ho letto Lady Susan che non mi è affatto piaciuta e Sandition.
    Il mio romanzo preferito è Orgoglio e Pregiudizio, l’ho conosciuto in Svizzera nel 2014… guardando la TV: papà è capitato su un canale dove trasmettevano la miniserie in inglese con Colin Firth e io ho visto i fotogrammi in cui lui diceva:”She is tolerable, I suppose, but not handsome enough to tempt me”, mi sono innamorata subito. Mia madre conosceva il film e mi ha detto che era tratto da un libro e tornata in Italia ho cercato il libro in biblioteca.

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