La terza dichiarazione per Elizabeth Bennet

La prima dichiarazione, secondo www.pemberleypond.com

Siamo talmente abituati a sentire etichettare Jane Austen come “roba da donne” – o da educande, che pensano solo al matrimonio, per di più vantaggioso, perfette eroine da romanzo rosa, solo per ricordare alcuni dei più forti ed infondati luoghi comuni – che non riusciamo a reprimere un moto di piacevole sopresa, che si tramuta subito in entusiasmo, quando un uomo mostra interesse e gradimento per la nostra beniamina.
Di più, siamo inevitabilmente portate – noi, donne austeniane – a guardare con un occhio di grande riguardo e profonda ammirazione un tale uomo.
Spingendomi più in là, potrei persino dire che, così, trasformiamo in affermazione la fatidica domanda di Lizzie, these are the words of a gentleman, queste sono parole da gentiluomo. Salvo beneficio d’inventario, s’intende.
Al novero degli Austeniani di genere maschile appartiene il Prof. George Saintsbury (1845-1933) studioso di letteratura inglese, docente universitario, che non solo ha dedicato il proprio lavoro all’opera di Jane Austen, lasciando analisi acute e di riferimento per chiunque tratti la materia, ma è anche il padre del termine che ci accomuna tutti in questa ammirazione (devozione? fanatismo? scegliete ciò che vi si addice di più, anche tutti e tre): Janites.
Abbiamo già avuto modo di scoprire questa sua fondamentale paternità, condivisa con un altro grande della cultura inglese, Rudyard Kipling.
(Per saperne di più, invito a leggere i post della serie Come nasce la parola Janites)

Oggi, torno a curiosare nello scritto che ha visto la nascita del termine e del concetto di Janeite per riprendere un tema che sembra germogliare spontaneamente, come un binomio inscindibile con Jane Austen e/o con Pride and Prejudice: l’amore per Elizabeth Bennet.
Servitevi abbondantemente di tè e dolcetti, dunque, stiamo per assistere ad una lunga, originale, entusiastica “terza dichiarazione”.

Il fatidico scritto è l’introduzione che il Prof. Saintsbury scrisse per la cosiddetta Peacock Edition di Pride and Prejudice, un’edizione pubblicata nel 1894 dall’editore George Allen, fittamente illustrata dal disegnatore Hugh Thompson.

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L’amore incondizionato dell’autore per questo romanzo austeniano è dichiarato fin dalle prime righe. Sostiene che ognuno di noi Janeite (attenzione, però: la grafia originale, di Saintsbury, è Janite) ha il proprio favorito tra i lavori di dear Aunt Jane, per i motivi più disparati.
Ad ognuno dei romanzi canonici, egli assegna una motivazione precisa per vincere il nostro favore: Northanger Abbey, per la freschezza dell’umorismo combinata al suo “tenersi” insieme perfettamente così com’è; Persuasion  relativamente debole e poco avvincente [ahi, non credo di essere d’accordo], per la delicatezza e l’armonia; la catastrofe [sì, dice proprio così!] di Mansfield Park perché inopinatamente teatrale [anche se gli trova una quantità di difetti, ahimé]; Sense and Sensibility ha forse il minor numero di ammiratori.

Ammette, alla fine, che la maggior parte dei voti debbano essere divisi tra Emma e P&P, e forse il verdetto popolare assegnerebbe il primo posto a Emma. Certo, è il più vario, il più popolare. Inoltre, all’epoca in cui lo scrisse, ci spiega Saintsbury, l’autrice aveva affinato la propria abilità di narratrice, aveva visto qualcosa in più del mondo. Figure come Miss Bates e gli Elton non possono non piacere – a modo loro, è chiaro.

George Saintsbury

George Saintsbury in una foto del 1910

Fin qui il critico e studioso letterario. Ma ecco emergere, accanto ad esso, un vero Janeite:

EN – On the other hand, I, for my part, declare for Pride and Prejudice unhesitatingly.
It seems to me the most perfect, the most characteristic, the most eminently quintessential of its author’s works; and for this contention in such narrow space as is permitted to me, I propose here to show cause.
IT – D’altro canto, da parte mia, mi dichiaro per Orgoglio e Pregiudizio, senza esitazione. Mi sembra il più perfetto, il più caratteristico, il più eminentemente rappresentativo dei lavori dell’autrice; e per quanto mi è permesso dallo spazio ristretto a mia disposizione, propongo di esporre qui la mia opinione.

L’esposizione è trascinante, contagiosa, un vero saggio in forma di piacevole chiacchierata. Non vi svelerò tutto. Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con l’inglese può godere appieno della trattazione del Prof. Saintsbury.

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Di certo, non posso tacere di una nota perfettamente pertinente e motivata, che ai nostri occhi moderni è evidentissima: Saintsbury sottolinea come l’intreccio concepito da Jane Austen renderebbe perfettamente se adattato per il palcoscenico!
Leggendo questa introduzione (o… dichiarazione d’amore), gli elogi, perfettamente motivati, si susseguono in modo illuminante. Nulla nel romanzo sembra avere alcun difetto, ogni elemento sembra essere un piccolo capolavoro dentro il capolavoro.

Greer Garson (Elizabeth) e Lawrence Olivier (Darcy), 1940

Ma è verso la fine che lo studioso/ammiratore rivela il fulcro di questo amore letterario: Elizabeth Bennet. Nelle sue parole, è chiaro come da questa figura emani la fonte energetica primaria del romanzo – un fascino che è praticamente una vera magia.

EN – The secret of that charm many men and not a few women, from Miss Austen herself downwards, have felt, and like most charms it is a thing rather to be felt than to be explained.
IT – Il segreto di quel fascino è avvertito da molti uomini e da non poche donne, da Miss Jane Austen stessa in giù, e come ogni fascino è una cosa che deve essere sentita piuttosto che essere spiegata.

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Elizabeth Garvie (1980)

EN – Elizabeth of course belongs to the allegro or allegra division of the army of Venus.
IT – Elizabeth ovviamente appartiene alla divisione “allegro” o “allegra” dell’esercito di Venere.

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Jennifer Ehle (1995)

EN – Miss Austen was always provokingly chary of description in regard to her beauties ; and except the fine eyes, and a hint or two that she had at any rate sometimes a bright complexion, and was not very tall, we hear nothing about her looks.
IT – Miss Austen fu sempre provocatoriamente parca di descrizioni riguardo le sue bellezze; e ad eccezione dei suoi begli occhi, e di uno o due accenni sul fatto che comunque talvolta aveva una carnagione luminosa, e che non era molto alta, non udiamo nulla sul suo aspetto.

Keira Knightley (2005)

Dunque, il suo fascino risiede nella bellezza interiore, così come la leggiamo sulla pagina. Saintsbury prosegue con una minuziosa ed entusiastica analisi del carattere di Elizabeth, e della sua forza soprattutto in relazione al suo degno compagno, Mr. Darcy. Eppure, questo non è ancora sufficiente a spiegare il suo fascino.

Ma, a ben vedere, a che serve tentare di spiegare qualcosa che, semplicemente, c’è e basta?

EN – In the novels of the last hundred years there are vast numbers of young ladies with whom it might be a pleasure to fall in love; there are at least five with whom, as it seems to me, no man of taste and spirit can help doing so. Their names are, in chronological order, Elizabeth Bennet, Diana Vernon, Argemone Lavington, Beatrix Esmond, and Barbara Grant. I should have been most in love with Beatrix and Argemone; I should, I think, for mere occasional companionship, have preferred Diana and Barbara. But to live with and to marry, I do not know that any one of the four can come into competition with Elizabeth.

IT – Nei romanzi dell’ultimo centinaio d’anni, c’è un vasto numero di giovani signore delle quali innamorarsi potrebbe essere un piacere. Ce ne sono almeno cinque, a mio parere, delle quali nessun uomo di gusto e spirito può evitare di innamorarsi. I loro nomi sono, in ordine cronologico, Elizabeth Bennet, Diana Vernon, Argemone Lavington, Beatrix Esmond, and Barbara Grant*. Mi innamorerei perdutamente di Beatrix e Argemone; credo che preferirei, per una mera compagnia occasionale, Diana e Barbara. Ma per viverci insieme e sposarmi, non so se una qualsiasi delle quattro potrebbe arrivare a competere con Elizabeth.
[*N.d.T.: Diana Vernon, personaggio femminile di Rob Roy, di Walter Scott; Argemone Lavington, personaggio femminile di Yeats, di Charles Kingsley; Beatrix Esmond personaggio femminile di The History of Henry Esmond, di William Thackeray; Barbara Grant personaggio femminile di Catriona, di Robert Louis Stevenson]

Praticamente, è la “terza dichiarazione” per Elizabeth Bennet! (escludo automaticamente quella di Mr. Collins, of course)

Tom Hollander (Mr. Collins) e Keira Knightley (Elizabeth), 2005

E nel 1894, una confessione del genere, resa con questa verve, in ambito accademico, da parte di un esimio ed ammirato studioso, credo fosse ancora più straordinaria di quanto non risulti già a noi, oggi.

Come leggere questo testo:
– in originale: Pride and Prejudice, “Peacock Edition”, ed. G. Allen, 1894, nella copia digitale online della New York Public Library
– in italiano: nell’ebook gratuito I Janeite di Jane Austen Society of Italy (JASIT)

Matthew MacFadyen (Darcy) e Keira Knightley (Elizabeth), 2005

Silvia Ogier

(Bologna, Italy) - Diplomata Traduttrice e Interprete e laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha lavorato come traduttrice e da anni si occupa di marketing e comunicazione aziendale. Il suo maggiore interesse libresco è la letteratura scritta dalle donne. Ha letto Jane Austen per la prima volta a vent’anni (Orgoglio e Pregiudizio). Nel dicembre 2010 ha aperto il blog monografico Un tè con Jane Austen e nel 2013 ha fondato Jane Austen Society of Italy (JASIT), di cui è presidente.
Silvia Ogier

23 pensieri su “La terza dichiarazione per Elizabeth Bennet

  1. AvatarRaffy

    E come dargli torto?! Io Elizabeth mi accontenterei anche di averla come dirimpettaia 😉
    Però non sono completamente d’accordo sui giudizi di Saintsbury riguardo i vari titoli di Jane: “Persuasione” è uno dei miei romanzi preferiti, con la sua dolce e autunnale malinconia, insieme al più brioso “Emma”(rispecchiano due lati opposti della mia personalità, lo ammetto, un po’ bipolare)…
    Ti ringrazio per questo post, e penso di parlare anche per molti janeite in calzoncini che sono lì, da qualche parte (sono sicuro che ci sono), ma che si sentono soli, isolati e probabilmente non hanno ancora scoperto questo blog! 🙂 Comunque credo che le cose stiano cambiando… ultimamente ne ho visti parecchi di ragazzi in giro con un libro di Jane Austen tra le mani… chissà che piano piano non si riesca a debellare questi sciocchi stereotipi e le fissazioni machiste di molti uomini (specie italiani)!

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    1. AvatarSylvia-66

      Mi associo all’augurio finale, Raffy! Ed è vero, anch’io ho la sensazione che Jane sia sempre più riscoperta dai signori uomini, segno che forse davvero qualcosa comincia a cambiare nella mentalità tendenzialmente maschilista del nostro pur bellissimo paese.
      Grazie per il tuo commento!

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    2. AvatarSylvia-66

      Ottima strategia, degna della scaltra Lizzie!
      …e il fatto che al tuo fidanzato O&P piaccia un sacco, conferma che possiede qualcosa della sensibilità dei gentiluomini austeniani! (Fanciulla fortunata…)

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  2. AvatarAnna68

    Cara Silvia,
    sì è decisamente straordinario trovare un esimio professore di fine secolo (periodo pseudo vittoriano) che si esponga in questa maniera. Certo Elizabeth è un personaggio interessante: il suo fascino si sprigiona dall’anima (anche questo concetto lo trovo estremamente moderno ,nell’ottocento così come oggi, dove l’apparire conta più dell’essere) la sua intelligenza, l’autoironia, la capacità di sdrammatizzare la rendono appetibile agli uomini di vero discernimento, anche se una donna intelligente, generalmente provoca la fuga della quasi totalità del genere maschile.
    Io non so se preferire P&P o Persuasion, ma nella mia personalissima e assolutamente di parte,)graduatoria questi due romanzi si contendono il primato: Persuasion ha un fascino quasi crepuscolare, mentre P&P è tutto freschezza e giocondità.
    Grazie davvero per la possibilità di riflettere e scambiare opinioni che le tue pubblicazioni ci offrono.
    Anna

    Rispondi
    1. AvatarSylvia-66

      Eh sì, P&P e Persuasion sono molto vicini, anche nel mio cuore. Bè, il mio primo posto è sempre per P&P ma la vicenda di Anne Elliot e del Cap. Wentworth è subito dopo, vicinissima.
      Dico sempre che l’ultima strepitosa scena, con il dialogo sull’amore maschile e femminile che si intreccia con la famosa lettera, è un colpo di genio che da solo basterebbe ad assicurare Jane Austen all’eterna gloria letteraria!
      Grazie, cara Anna.

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    1. AvatarSylvia-66

      Che bello! Ho trovato questo scritto davvero fuori dal comune, un misto molto accattivante di precisione accademica e opinioni personali, ed è stato un vero piacere leggerlo. Pensare che è stato scritto nel 1894! Eppure sembra scritto oggi!

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  3. Avatarblog elevergois

    Cara Silvia,

    Ritrovo dope mesi di essenza il suo straordinario blog austeniano, e se le me lo permette farei anch’io un osservazione nel senso indicato dal Prof G Sainstbury:siamo tutti molto innamorati delle eroine dei romanzi della sublime J. Austen — perche è leggittimo essere appassionati della vera nobiltà di cuore. Ancora tanti complimenti per questo blog che spinge a reagire nel senso piu alto del termine “letteratura”. best regards.

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    1. AvatarSylvia-66

      Merci de revenir à mon salon de thé!
      …e grazie per la considerazione finale, mi conferma che la rete è ricca di belle persone che amano sinceramente la letteratura.

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  4. AvatarIrene

    Dopo una settimana di esilio fuori dalla rete a causa di problemi con la connessione, tornare e trovare uno dei tuoi post ad aspettarmi è davvero accogliente e rilassante, un toccasana per i nervi! Credo che ognuna di noi – io almeno certamente – farebbe la propria personale dichiarazione a Lizzie. E’ sempre stata, e verosimilmente continuerà ad essere, la mia eroina favorita…il personaggio femminile alla quale tutte noi in qualche modo aspiriamo o della quale desidereremmo avere l’anima e la storia – nonché il marito 🙂
    Grazie cara cugina di questo bellissimo post…e non posso concludere che dicendo: Dear Auntie Jane…I love you!
    Baci

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  5. AvatarMiss Claire

    My Dearest,
    passo di qua per confessarti una cosa…
    mi è arrivato l’audiobook di Orgoglio e Pregiudzio Emons versione Gold, letto dalla nostra adorata Cortellesi! *___*
    Perché questa confessione?
    Perché devo a te la notizia della versione Gold in promo e non potevo rimandare ancora l’acquisto di questa chicca tutta italiana nella mia Collezione Austeniana! ^__^
    Non resta che scoprire se domani troverò la mia copia di P&P 1995 in edicola per raggiungere la mia piccola felicità settimanale! Grazie mia carissssima Amica d’OltreAppennino!
    Non vedo l’ora di abbracciarti di nuovo! :*
    La tua folle LizzyP

    Rispondi
    1. AvatarSylvia-66

      My dearest! Le follie di noi Lizzies, e di tutti i Janeites, sono atti di amore non solo verso la nostra beniamina ma anche verso il potere terapeutico della letteratura (una bazzecola che rende il mondo un posto migliore, ogni giorno, anche per chi verrà dopo di noi).
      Mia cara Amica, goditi questa scorpacciata di P&P e a presto, dunque!

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