Juvenilia: le allegre scorribande letterarie di una ragazzina ribelle di nome Jane Austen

Juvenilia, History of England - Jane Austen

La Storia d’Inghilterra, dal Volume Secondo degli Juvenilia di Jane Austen, illustrata da Cassandra Austen

Gli Juvenilia di Jane Austen sono generalmente poco conosciuti e letti dai suoi ammiratori, persino dai più appassionati: basta nominare un titolo qualsiasi della raccolta per assistere a reazioni di stupore perché non se ne conosce nemmeno l’esistenza. Nel nostro paese, questo è in buona parte colpa della protratta assenza di un’edizione completa in lingua italiana (destino crudele e difficilmente spiegabile che riguarda anche le biografie). Nel corso del tempo, solo uno sparuto manipolo di case editrici, alcune di esigua distribuzione sul territorio, si sono avventurate a pubblicare qualche rara opera tratta dalla raccolta, lasciando così il pubblico italiano del tutto ignaro dei tesori racchiusi nello scrigno delle opere giovanili dell’autrice.
Un primo segnale positivo si è avuto nel 2015 con la pubblicazione di Lady Susan e le altre, un volume di Elliot che raccoglie, oltre a Lady Susan, anche una selezione degli Juvenilia. Ma dalla scorsa estate, questa lacuna non ha più alcuna giustificazione perché due importanti case editrici (ebbene sì, due) hanno pubblicato la raccolta integrale degli Juvenilia, Rogas ed Elliot – uno degli omaggi più belli tributati a Jane Austen nell’anno del Bicentenario della sua morte.
Nessun Janeite può dirsi tale se non ha nel proprio curriculum la lettura di questi gioiellini – diamanti grezzi e acerbi, sì, ma così preziosi e brillanti da splendere di una potente luce propria già sorprendentemente originale e caratterizzata, che lascia vedere nella giovanissima scrittrice in erba il fulgido futuro dell’autrice matura, e tutto il caratterino volitivo e anticonformista della donna Jane Austen.
Preparatevi ad un tè delle cinque fresco e vivace, animato dalle scorribande letterarie di una penna allegramente irrequieta, che risponde con spontaneità agli ordini di una mente acuta alimentata da uno sguardo penetrante e mai sazio del mondo. Stiamo per osservare da vicino il ritratto dell’artista Jane Austen da giovane.
E poi, correte in libreria a procurarvi una copia degli Juvenilia e tuffatevici dentro a capofitto.


Canonica di Steventon

Canonica di Steventon, illustrazione dal Memoir of Jane Austen, 1869

Siamo a Steventon, Hampshire, tra il 1787 ed il 1793. Provate a figurarvi una Jane Austen adolescente, tra i dodici e i diciotto anni, colta nel pieno di quella complicata e turbolenta (allora come oggi) età di passaggio dalla fanciullezza all’età adulta, che, immersa nella vivace vita quotidiana della sua numerosa famiglia nella canonica di Steventon, insediata in un angolo per scrivere, riversa sulla carta le sue prime esplorazioni autonome del mondo compiute attraverso la letteratura, quella letta nei tanti libri a sua disposizione nella biblioteca del padre e in quella circolante. Figuratevela mentre legge, o meglio, recita questi componimenti ad alta voce, anche con la collaborazione della sorella e dei fratelli e di altri parenti e amici, durante gli intrattenimenti familiari che in casa Austen sono all’ordine del giorno. Figuratevela ancora mentre, qualche tempo dopo, trascrive e riordina diligentemente queste sue opere su tre quaderni, il primo dei quali regalatole dal padre (suo primo e convintissimo ammiratore), o mentre affida la sua esilarante Storia d’Inghilterra all’abile mano della sorella Cassandra, così brava nell’arte del disegno. Ed ora notate bene il suo sorrisetto beffardo mentre decide di dare a questi quaderni un titolo tanto altisonante quanto scherzoso, Volume The First, Volume The Second e Volume The Third, come se si trattasse di una delle opere famose pubblicate a quei tempi, rigorosamente suddivise in volumi.

Jane Austen's portable writing desk, British Library

fonte: British Library

Le opere giovanili furono scritte nel pieno dell’adolescenza, espressione di una giovanissima Jane che cresce, passando dall’infanzia alle soglie dell’età adulta.
Per capire la loro importanza nel percorso creativo dell’autrice, è interessante osservare che cosa accade dal 1794 in poi. Il 5 dicembre di quell’anno, a Basingstoke, il padre acquista uno scrittoio portatile di mogano, che molto probabilmente viene regalato a Jane per il suo comleanno, il 16 di quello stesso mese. Questa valigetta, vero gioiello tecnologico di quei tempi, aprendosi diventa un comodissimo scrittoio che permette di scrivere ovunque senza problemi, con tutto l’occorrente. Da questo strumento fondamentale, la scrittrice non si separerà mai per tutta la vita, usandolo costantemente e portandolo con sé in ogni soggiorno fuori casa e in ogni casa in cui è vissuta (Oggi è possibile ammirarlo alla British Library di Londra).
Proprio nel 1794 Jane si cimenta con il romanzo epistolare, di gran moda a quei tempi e crea Lady Susan, sorprendente e pungente ritratto di una donna senza scrupoli, vera dark lady georgiana.
Nel 1795, inoltre, Jane decide di contribuire alla sottoscrizione pubblica per Camilla, il romanzo di un’autrice da lei molto ammirata, Fanny Burney – un evento che sembra segnare lo spartiacque tra le prove acerbe e molto promettenti del periodo precedente e quelle mature, che sfoceranno nei romanzi maggiori, come se avesse ormai maturato una scelta di vita. Infatti, nel 1795 inizia Elinor and Marianne (che diventerà Ragione e Sentimento), nel 1796 First Impressions (Prime Impressioni, che diventerà Orgoglio e Pregiudizio) e nel 1798 Susan (prima stesura dell’Abbazia di Northanger).

Le prime lettere giunte fino a noi partono dal 1796, quindi del fervido periodo degli Juvenilia non rimane alcuna testimonianza epistolare. Ma questa lacuna è ampiamente compensata proprio da queste opere giovanili.
Questa Jane non è ancora la donna che ha consapevolmente deciso di assecondare il proprio grande talento e vuole vivere della propria penna, e “fare la scrittrice”, anche se forse si vede già nel futuro come autrice pubblicata, alla stregua delle autrici di cui leggeva i romanzi… come in un sogno divertente, da ragazzina.
È per PURO DIVERTIMENTO che scrive: divertimento per sé e per gli altri – per raccontare il mondo dal suo punto di vista, ma anche per ridere delle mode letterarie dell’epoca (eroine lacrimevoli e tutte svenimenti, principi azzurri evanescenti, narrazioni eclatanti e senza capo né coda…), per cimentarsi con tutti i generi, e infine per intrattenere un pubblico ristretto, quello della famiglia e degli amici, nelle messe in scena teatrali domestiche che venivano regolarmente organizzate in casa Austen. Questi scritti non sono intesi per la pubblicazione editoriale, quindi, ma solo per uso familiare, per divertirsi e fare divertire.
Secondo lo studioso Richard Jenkins, gli Juvenilia sono boisterous (chiassosi) e anarchic (anarchici) e richiamano alla mente la comicità nonsense del famoso gruppo inglese dei Monty Python (1). Ma l’analisi più bella e azzeccata di questi scritti è di Virginia Woolf, nell’articolo che scrisse nel 1922 per The New Statesman (in italiano è stato pubblicato da La Tartaruga nella raccolta Le donne e la scrittura, col titolo Jane Austen fa i suoi esercizi).

Ma cos’è questa nota che non si confonde mai con il resto, che si fa sentire distinta e penetrante lungo tutto il libro? È il rumore delle risate. La ragazzina di diciassette anni, nel suo angolo, ride di tutto il mondo.

Juvenilia, Volume the first, Jane AustenLe risate risuonano nell’allegria con cui Jane la ragazzina ribelle “personalizza” l’uso della punteggiatura e l’ortografia (peraltro, non ancora codificate e consolidate a quei tempi): ad esempio, la grafia di “friend” e derivati è invariabilmente sbagliata (frEInd) – come dimostra anche il titolo di Love and Freindship (Amore e Amicizia); ma anche dall’ampio uso di giochi di parole, come nella creazione del toponimo Pammydiddle (in Jack e Alice): è una parola composta da “pam”, gioco di carte con il jack di fiori come briscola, e “diddle”, truffa o imbroglio.

La Jane Austen degli Juvenilia è un diamante grezzo, che dimostra già un talento straordinario per l’ironia e l’arte compositiva (no, ancora non usa il famoso cesello su un pezzetto di avorio largo appena de pollici, anzi, usa energicamente la penna come se fosse un’accetta!), e si esercita con i personaggi, le situazioni, le impostazioni che leggeremo nei lavori successivi. È l’eco di qualcosa che è ancora lontano ma già c’è!

In chiusura, lascio parlare di nuovo la sua grande ammiratrice, Virginia Woolf, dal testo citato più sopra:

[…] Una di quelle fate che si racconta stanno attorno alle culle con i loro doni deve averla portata a fare il giro del mondo appena nata. E quando fu deposta di nuovo nella culla, ormai sapeva com’era fatto il mondo. E aveva scelto il suo regno. Aveva sottoscritto un patto: se le fosse stato concesso di regnare su quel territorio, non ne avrebbe desiderato un altro. Perciò a 17 anni aveva poche illusioni sugli altri e nessuna su se stessa. […] Il suo sguardo punta direttamente sul bersaglio, e noi sappiamo esattamente dove, sull’atlante della natura umana, si trovi quel bersaglio. […]
Forse leggiamo troppe cose in queste pagine sparse e raccontini. […] Ma cogliamo dei brani di musica… […] Sta solo canticchiando tra sé un motivetto, provando alcune battute della musica di O&P e di Emma. Noi sappiamo che non c’è nessun altro capace di cantare in quel modo. Non occorre neppure che alzi la voce. Ogni sillaba ci giunge nettamente distinta attraverso le porte del tempo. E qualunque cosa si possa dire sul suo genio e sui suoi cugini e su Mansfield Park, per noi è sufficiente rimanere ad ascoltare tutto il giorno Jane Austen che fa i suoi esercizi.

Ed ora, approfittate delle edizioni italiane integrali disponibili da quest’anno (Rogas ed Elliot) per tuffarvi nel mondo divertentissimo, surreale e acuto degli Juvenilia creato da una deliziosa ragazzina ribelle e intelligente di nome Jane Austen che desiderava fare la scrittrice e finì col diventare una dei più grandi geni della letteratura di tutti i tempi.
(NB: gli Juvenilia sono disponibili anche online, sul sito jausten.it)

E se li avete già letti, ditemi, qual è il vostro preferito? Love and Freindship (Amore e Amicizia) è il più sfolgorante di tutti questi gioielli, e di certo il mio preferito, ma che dire dell’esilarante History of England (Storia d’Inghilterra)?…

Juvenilia, Elliot editore Juvenilia, Rogas editore


Manoscritti
I manoscritti sono tutti ancora esistenti. Per ammirare il primo volume, dobbiamo andare a Oxford, alla Bodleian Library. La British Library di Londra possiede il secondo ed il terzo. Essi includono la Storia d’Inghilterra, illustrata da Cassandra, provetta disegnatrice.
Possiamo ammirarli anche online: presso la Bodleian Library di Oxford ha sede anche il gruppo guidato da Kathryn Sutherland, una dei massimi studiosi di JA, che sta lavorando alla digitalizzazione di tutti i manoscritti austeniani romanzeschi. Sono disponibili sul sito www.janeausten.ac.uk. La consultazione è agevolata dal fatto che ogni manoscritto è corredato di un testo a fronte che ne riporta la trascrizione completa.

Proprio Kathryn Sutherland, in uno scritto disponibile sul sito della British Library, ha fatto notare come questi quaderni mostrino segni evidenti di usura: probabilmente, sono stati letti e riletti. E il fatto che in fondo al terzo volume ci siano delle aggiunte scritte dai nipoti James Edward e Anna potrebbe indicare che i volumetti venivano usati anche negli anni successivi, dalla nuova generazione di giovanissimi Austen, per esercitarsi.


Note:
(1) da wikipedia EN, l’opera da cui è tratta la citazione è: Jenkyns, Richard. A Fine Brush on Ivory: An Appreciation of Jane Austen. Oxford: Oxford University Press, 2004.
– Per leggere gli Juvenilia in inglese e in italiano: Lo scaffale di Jane
Recensione di Jack e Alice – Ozi e vizi a Pammydiddle ed. Donzelli

Un pensiero su “Juvenilia: le allegre scorribande letterarie di una ragazzina ribelle di nome Jane Austen

  1. romina angelici

    Sono d’accordo con te! sono una fucina di idee e trovate e simpatia… Ogni volta che li rileggo trovo nuovi motivi per divertirmi ma anche per considerare quanto materiale ci siamo persi!
    Ho molto apprezzato l’edizione Rogas!

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