Il nome di Jane diventò pubblico una sola volta…

…nel corso della sua vita, su un libro che non fu scritto da lei ma da un’altra scrittrice.
Questa storia curiosa ma emblematica della vita di Jane Austen è poco conosciuta ed oggi mi piace ricordarla qui per sottolineare quanto grande fosse l’amore di Jane nei confronti della scrittura e delle donne scrittrici, in ogni momento della sua pur breve vita.
Sappiamo che Jane Austen pubblicò tutti i suoi romanzi in forma anonima. Ne ho già chiacchierato in questa sala da tè sottolineando come questo dipendesse, da un lato, dalla sua volontà e dal suo carattere certamente schivo di fronte alla notorietà ma anche, dall’altro, da un forte condizionamento sociale che all’epoca di fatto impediva alle donne di essere personaggi pubblici, di esporsi al di fuori della cerchia familiare e di conoscenze dirette, di sfuggire al controllo della società patriarcale e, ad esempio, firmare con il proprio nome un libro (e, più in generale, di decidere autonomamente della propria vita).

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By a Lady è l’unico indizio reperibile sul frontespizio del primo romanzo pubblicato, Sense and Sensibility (Ragione e Sentimento). E i successivi romanzi faranno sempre riferimento a quelli che li precede con la formula By the author of. Eppure, il nome di Jane Austen fu stampato a chiare lettere su una pagina di un libro una volta sola, anche se si trattò del libro di qualcun’altra – ma illustre ed amiratissima.
Ed è di questo evento fondamentale nonché carico di significati e retroscena importanti che oggi vorrei chiacchierare in vostra compagnia.

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Jane ebbe la fortuna di nascere in una famiglia numerosa con un grande amore per la lettura, la scrittura e tutto quanto avesse a che fare con l’espressione verbale. Nella canonica di Steventon, gli Austen erano soliti leggere libri ad alta voce, animare le serate con piccole messe in scena, recitando anche brani scritti da alcuni di loro, Jane compresa.
Che cosa dovevano essere le loro serate, i loro pomeriggi di pioggia o anche quelli di sole, in un tale fermento letterario!
Tra i libri che Jane e la sua famiglia amavano di più c’erano quelli di una scrittrice, Frances “Fanny” Burney.
Sì, l’avete già sentita nominare anche se forse non la conoscete e non avete mai letto i suoi romanzi. Infatti, questa autrice insieme alle sue opere è tra le citazioni più frequenti nelle lettere di Jane.
Non solo: in Nothanger Abbey (L’Abbazia di Northanger), la giovane Catherine Morland, divoratrice di opere appartenenti al nuovo e ancora bistrattato genere letterario, il romanzo, deve sopportare che lo spocchioso Mr Thorpe faccia a pezzi questo genere e questa autrice:

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[…] stavo pensando a quell’altro stupido libro, scritto da quella donna che ha provocato tanto chiasso, quella che si è sposata con l’emigrante francese.
(il riferimento è al marito di Fanny Burney, il generale Alexandre D’Arblay, fuggito dalla Francia dopo la rivoluzione, e il libro è “Camilla”)

e la stessa autrice, Jane Austen, nel capitolo 5 fa una divertente e graffiante apologia dei novels elencando apertamente quelli che forse ama di più:

EN: “And what are you reading, Miss — ?” “Oh! It is only a novel!” replies the young lady, while she lays down her book with affected indifference, or momentary shame. “It is only Cecilia, or Camilla, or Belinda
IT: “E che cosa state leggendo signorina?” “Oh! È solo un romanzo!” risponde lei, mentre posa il suo libro con affettata indifferenza, o con momentanea vergogna. “È solo Cecilia, o Camilla, o Belinda

I primi due sono di Fanny Burney.

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Nata nel 1752, è figlia di un musicologo e letterato eminente, Dr Charles Burney, un uomo liberale che educa tutti i suoi figli in un ambiente intellettualmente vivace. Già all’età di dieci anni la piccola Burney scrive assiduamente (ci ricorda qualcuno?…). E mentre le sue sorelle più grandi sono inviate a Parigi per completare la loro educazione, lei si tuffa nei tanti libri della biblioteca di famiglia…
Scrivere per lei diventa presto naturale come respirare – e di certo questa passione traspare dai suoi scritti, e non a caso cattura il cuore e la mente della giovane Jane, librovora irrefrenabile.

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I tre volumi e un’illustrazione di Evelina

Il primo libro di Fanny Burney, Evelina, or the History of a Young Lady’s Entrance into the World, è pubblicato nel 1778 (tre anni dopo la nascita di Jane Austen) rigorosamente anonimo, e diventa subito un enorme successo, per di più duraturo.
Come era usuale all’epoca, i nomi dei veri autori circolano facilmente grazie al passaparola e presto si viene a sapere che l’autrice di questo strepitoso romanzo è lei. Il secondo romanzo, Cecilia, Memoirs of an heiress  (sul frontespizio: By the author of Evelina) del 1782, è nuovamente un grande successo, anche di critica. Ma il guadagno è esiguo.
Avendo la necessità di aumentare le entrate familiari (nel frattempo, infatti, si è sposata ed ha avuto un figlio), Fanny prende un’importante decisione.
Per il terzo romanzo, Camilla, a Picture of Youth, diventa imprenditrice di se stessa e sceglie di guadagnare direttamente il denaro proveniente dalla sua abilità di scrittrice utilizzando un metodo molto diffuso all’epoca, la sottoscrizione: ogni sostenitore dovrà inviare mezza ghinea per finanziare l’opera.
Grazie alla sua fama consolidata, Fanny raccoglie oltre un migliaio di sterline, una somma davvero enorme.

E’ il 1795 e Jane, ormai ventenne e sua grande ammiratrice, non si sottrae a questo invito, prendendo dalla propria piccola rendita il denaro necessario. Il libro esce l’anno successivo, comprensivo di lista dei sottoscrittori.
Ed eccolo qui il nome di Jane Austen, sulla pagina a sinistra, il decimo nome della lista: Miss J. Austen, Steventon.

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Questo dettaglio, apparentemente insignificante, ci racconta della ventenne Jane molte cose: non solo che adorava leggere, amava i romanzi, la sua palestra letteraria era piena di questi libri, soprattutto quelli di Fanny Burney, di Maria Edgeworth e naturalmente di Ann Radcliffe; ma anche che questo amore, che esprimeva nella scrittura, era tale da spingerla ad impegnarsi a sostenere concretamente il lavoro di una di queste autrici, Fanny Burney appunto.
Forse già in questa occasione, in cui compì un piccolo grande gesto di indipendenza, Jane maturò l’idea che anche una donna potesse vivere della sua penna, e si diede da fare perché una scrittrice da lei tanto ammirata potesse farlo. Jane, futura scrittrice pubblicata, sostenne pubblicamente la letteratura al femminile. E così facendo, sostenne il diritto per sé e per tutte le altre di scegliere autonomamente questa strada.

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Il tavolino sul quale Jane Austen scriveva, nella dining room del cottage di Chawton (Jane Austen’s House Museum)

Nel prossimo tè delle cinque continueremo a scoprire Fanny Burney ed il suo ruolo nella vita e nell’arte di Jane Austen. Ci divertiremo in compagnia della dolce protagonista del primo libro di Fanny Burney, Evelina, una storia frizzante scritta con un ritmo ed un’ironia che vi conquisteranno come hanno conquistato me.
Dopodiché, ci immergeremo in Cecilia, il suo secondo romanzo, che sarebbe ispiratore del titolo scelto da Jane per ribattezzare il suo First Impressions, cioè Pride and Prejudice. Un ottimo modo per ricordare ancora una volta il Bicentenario di quest’anno.
Non mancate ai prossimi due tè delle cinque, dunque, perché scopriremo il terreno rigoglioso sul quale è germogliato il genio della giovane Jane, divoratrice di romanzi ed appassionata narratrice ella stessa.

Per saperne di più
☞  Il nome mio nessun saprà, il tè delle cinque dedicato all’anonimato di Jane Austen e delle altre donne scrittrici
☞  Pride & Prejudice, di Megan Mulder della Z. Smith Reynolds Library, l’articolo in cui si parla di questa sottoscrizione, in versione originale oppure in italiano sul sito della JASIT

Nota
☞  La traduzione italiana dei brani citati è di Giuseppe Ierolli.

6 pensieri su “Il nome di Jane diventò pubblico una sola volta…

  1. Avatarromina angelici

    Davvero interessante! Sapevo che Fanny Burney era tra le sue preferite ma non della sottoscrizione del terzo romanzo, Camilla. Avevo cercato di leggere questi romanzi ma il problema è sempre quello, almeno per me: in italiano c’è solo Evelina e attualmente non disponibile. Ma reputo oltremodo opportuno conoscere il “cibo” letterario di cui si è nutrita Jane per conoscere meglio sia lei sia la sua opera. Perciò non mi resta che aspettare i prossimi appuntamenti. Grazie.

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  2. AvatarEleonora

    Adoro questi dietro le quinte! Mi stai facendo immergere in Jane sempre di più e costantemente, come sognavo da anni..e grazie a te Silvia noto che sta cambiando anche il mio modo di esprimermi, è più preciso e quasi elegante (per iscritto..) Merito dei tuoi post!
    Io invece non conoscevo Evelina, e poco anche Fanny Burney..al prossimo post deciderò se cercarlo 🙂

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    1. AvatarLizzyS (Sylvia-66)

      Cara Eleonora, ti ringrazio per il merito che mi attribuisci ma che io preferisco attribuire innanzitutto a te e ai libri che evidentemente stai assimilando in tutta la loro potenza.
      Al prossimo post, con Evelina!

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  3. AvatarAnna68

    Ah, grazie anche per questa nuova opportunità… adoro la letteratura inglese, e devo dire che avevo già cercato qualcosa di Fanny Burney per cercarne lo charme. Mi attiverò meglio. Grazie.

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  4. AvatarLizzyS (Sylvia-66)

    Ho fatto una scoperta che forse potrà essere utile: Evelina edizione italiana, di Fazi, al momento è difficile da reperire; non sembra fuori catalogo sul sito della casa editrice ma effettivamente non è reperibile online. Forse in libreria.
    Ma… se siete semplicemente curiose/i di leggerlo e riuscite a fare a meno della carta.. è disponibile in formato elettronico ad un prezzo molto basso.
    IBS (epub o pdf, a scelta)
    Amazon (solo kindle)

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