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Le ombre di Chawton devono essere profanate a tal punto? – Le indagini di Jane Austen, vol. 8

barron_08_eredità_sua_signoria (1)Le mie esperienze di lettura dei romanzi di Stephanie Barron della serie Le indagini di Jane Austen. Ottava (e ultima) puntata: Jane e l’eredità di Sua Signoria.
Per il giudizio generale su questo tipo di lettura e le note sull’autrice Stephanie Barron, rimando alla puntata dedicata a La disgrazia di Lady Scargrave, vol.1.
Per le puntate precedenti: Il Mistero del Reverendo, vol.2Il Segreto del Medaglione, vol.3Lo spirito del Male vol.4L’Arcano di Penfolds Hall vol.5Il prigioniero di Wool House vol.6I fantasmi di Netley vol. 7.


Siamo finalmente a casa!, ho pensato quando ho aperto questo libro, ansiosa di cancellare le angoscianti ultime battute del romanzo precedente. Del resto, mi sono detta, siamo a Chawton, la casa “più casa” che Jane abbia mai avuto dopo l’amata canonica di Steventon in cui passò i primi 25 anni della sua vita. Ne ero sicura: arrivando al cottage del destino letterario della mia beniamina, fucina instancabile dei sei romanzi canonici, ero certa che anche questa Jane fittizia (ma molto verosimile) vi avrebbe trovato il conforto di cui aveva bisogno e che la sua nuova indagine sarebbe stata tutta concentrata sull’eredità del Furfante Gentiluomo e su un qualche strascico della guerra di spie sullo sfondo della guerre napoleoniche… Insoma, sulla quiete imperturbabile e benefica di Chawton e del suo cottage non avevo alcun dubbio.
Ma mi sbagliavo. Stephanie Barron, ancora una volta, mi ha colta di sorpresa, in modo avvincente, coraggioso, credibile, ammirevole. Ecco perché.

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La vicenda più intensa e drammatica dell’investigatrice Jane Austen – in “Jane e i fantasmi di Netley” (serie S. Barron vol. 7)

barron_jane_e_i_fantasmi_di_netleyLe mie esperienze di lettura dei romanzi di Stephanie Barron, della serie “Le indagini di Jane Austen”. Settima puntata: Jane e i fantasmi di Netley.
Per il giudizio generale su questo tipo di lettura e le note sull’autrice Stephanie Barron, rimando alla puntata dedicata a La disgrazia di Lady Scargrave, vol.1.
Per le puntate precedenti: Il Mistero del Reverendo, vol.2Il Segreto del Medaglione, vol.3Lo spirito del Male vol.4L’Arcano di Penfolds Hall vol.5Il prigioniero di Wool House vol.6.


Premessa doverosa, a proposito dell’edizione italiana
Finita la lettura di questo libro, ho dovuto ringraziare col pensiero i curatori dell’edizione italiana, primo tra tutti il traduttore Alessandro Zabini, per l’ottimo lavoro svolto nella preparazione di questa pubblicazione.
In particolare, mi preme sottolineare un aspetto. Per consolidata abitudine, fin dal primo volume della serie l’autrice correda il testo di alcune note a margine che, spiegando storia, usi e costumi dell’epoca di Jane Austen, aiutano ad entrare nello scenario sociale e culturale dell’epoca. A queste note, si aggiungono sempre quelle del traduttore stesso, che forniscono dettagli indispensabili per noi lettori italiani. L’esperienza di lettura diventa, così, occasione piacevolissima per conoscere la realtà di quei tempi.
Tutto questo mi porta a chiedere di nuovo e a gran voce un ripensamento da parte dell’editore, che ha fermato (pare per sempre)  la pubblicazione di questa serie all’ottavo volume, L’eredità di Sua Signoria: TEA, per favore, riprendi a tradurre la serie delle Indagini di Jane Austen!


Non stupisce che, contrariamente a quanto accade agli altri romanzi della serie, questo Jane e i fantasmi di Netley non abbia una Prefazione ma sia seguito da una Postfazione in cui Stephanie Barron, nelle fantasiose vesti della Curatrice dei diari manoscritti miracolosamente ritrovati nel 1995 in antichi bauli polverosi a Baltimora, sembra riflettere a voce alta sulla scelta della Stephanie Barron narratrice di finire in modo così anomalo (o come, in fondo, è inevitabile finisca):

Questo diario delle indagini di Jane Austen è diverso dagli altri sei manoscritti che ho curato per la pubblicazione, in quanto s’interrompe bruscamente, senza la conclusione che spesso, nei testi precedenti, rassicura i lettori sul futuro felice dei personaggi di cui ha raccontato le vicende.

Non stupisce perché, pur con lievi e consapevoli concessioni ironiche persino al romanzo gotico (come annunciano il titolo e l’ambientazione, un’antica abbazia), questo romanzo è un vero thriller che resta intensamente drammatico fino alla fine: il Male non viene del tutto schiacciato dal Bene, e il parziale trionfo del Bene è pagato a caro prezzo.

Netley Abbey, Southampton

Netley Abbey, a Southampton, oggi (fonte: “Netnave” by Gillian Moy, Wikimedia Commons)

Prima di arrivare a questa negazione del lieto fine, che ci lascia davvero col fiato sospeso, e desiderosi di varcare la soglia del volume successivo, siamo trascinati con l’augusta protagonista in un vortice di delitti, misteri, tradimenti, congetture, indagini sul campo, colpi di scena – con un sottile filo conduttore del tutto intimo e discreto eppure perfettamente intrecciato alla vicenda principale…

Sappiamo dai suoi romanzi che Austen amava il lieto fine, ma in questo caso, evidentemente, la fine non è affatto tale, come accade spesso nelle vicende di cuore. (Postfazione)

Cuore? Sì, cuore. Quel cuore i cui moti la vera, geniale Jane Austen ha saputo scandagliare e raccontare così bene… E che Stephanie Barron inventa per la “sua” Jane Austen di fantasia con una delicatezza ed un rispetto davvero rari.

Servitevi di abbondante tè caldo e generi di conforto: torniamo a Southampton, dove la vita quotidiana di Jane Austen sulle rive del Solent è agitata da intrighi internazionali all’ombra delle guerre contro il Mostro, Napoleone, e da sentimenti inaspettati che tormentano il suo cuore.

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Una storia di mare e di spionaggio per Jane Austen – in “Jane e il prigioniero di Wool House” (serie S. Barron, vol. 6)

barron_jane_austen_prigioniero_di_wool_houseLe mie esperienze di lettura dei romanzi di Stephanie Barron, della serie “Le indagini di Jane Austen”. Sesta puntata: Il prigioniero di Wool House (vol.6). 
Per il giudizio generale su questo tipo di lettura e le note sull’autrice Stephanie Barron, rimando alla puntata dedicata a La disgrazia di Lady Scargrave, vol.1.
Per le puntate precedenti: Il Mistero del Reverendo, vol.2Il Segreto del Medaglione, vol.3Lo spirito del Male vol.4L’Arcano di Penfolds Hall vol.5


Questo post arriva a compimento quando ormai la casa editrice italiana delle indagini di Jane Austen, TEA, ha deciso di non proseguire la traduzione dei titoli successivi all’Eredità di Sua Signoria, l’ottavo volume della serie. È un vero peccato perché questi derivati austeniani sono tra i pochissimi davvero degni di essere pubblicati come si deve (TEA ha sempre fatto un ottimo lavoro) in modo che possano essere letti con la dovuta soddisfazione, e non solo dai Janeite. Mi associo a coloro che, in lungo e in largo per il mare di internet, stanno esprimendo la richiesta alla casa editrice di ripensarci. TEA, per favore, prosegui la serie delle Indagini di Jane Austen!


Se penso alla parabola evolutiva di questa serie, noto un lento andamento iniziale seguito da una decisa virata verso una qualità superiore che non è stata soltanto confermata di titolo in titolo ma, addirittura, è aumentata.
Practice makes perfect, la pratica rende perfetti, e di certo Stephanie Barron ne è un ottimo esempio. Il primo libro è stato una piccola rivelazione: ben scritto (e ben tradotto), il secondo e il terzo sembravano un po’ appannati forse perché perduti nelle nebbie del mystery (il problema fisiologico del mantenimento del livello iniziale è sempre in agguato in una serie), ma dal quarto volume l’impostazione è tornata alle ottime caratteristiche iniziali ed il quinto (L’arcano di Penfolds Hall, intrecciato in modo originale anche al darling child Pride and Prejudice) è stato davvero entusiasmante.
Credevo di aver raggiunto la condizione ideale ma sbagliavo: Stephanie Barron ci regala un sesto episodio inaspettatamente mozzafiato, con una vera spy-story che si intreccia con un’ambientazione sociale ed una ricostruzione biografica e caratteriale dell’augusta protagonista del tutto verosimili. Nel trovarlo il più bello letto finora scopro di essere d’accordo con l’autrice stessa che, nella prefazione, lo definisce “uno dei più affascinanti” scritti fino a questo momento.  – Il più bello, certo, fino al prossimo romanzo (di cui parleremo presto)…

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Gruppo di Lettura Il Diario di Mr Darcy di A.Grange | Terza (e ultima) Tappa

A Pemberley, perciò, si accinsero ad andare.
(O&P, cap. 42, fine del vol. II)

Destinazione Pemberley. È a questo punto cruciale della vicenda che abbiamo lasciato i pensieri di Darcy, alle prese con le conseguenze dell’Amore – quello appassionato, sorprendente e contrastato per Lizzy, ma anche quello tenero e responsabile per la sorella Georgiana, o quello amichevole e pieno di sensi di colpa per il vero amico Bingley.
Con questo tè, apriamo ufficialmente la Terza e ultima Tappa del Gruppo di Lettura del Diario di Mr Darcy di Amanda Grange, edito da TEA – Tre60.
Cosa pensate della trasposizione della famosa scena della prima, fallimentare dichiarazione a Elizabeth? E della sofferta composizione della lettera chiarificatrice di tanti equivoci? E della reazione a catena provocata da questo terremoto sentimentale e psicologico?…
Sentite forse già un po’ di malinconia perché siamo ormai alla fine di questo bel libro e della vicenda di Orgoglio e Pregiudizio visto dalla parte di Darcy?…
Non c’è quasi il tempo, però, per soffermarsi su queste riflessioni perché le carrozze sono pronte a ripartire…more

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Gruppo di Lettura Il Diario di Mr Darcy di A.Grange | Seconda Tappa

Con questo tè, apriamo ufficialmente la Seconda Tappa del Gruppo di Lettura del Diario di Mr Darcy di Amanda Grange, edito da TEA – Tre60.
Abbiamo appena lasciato lo Hertfordshire insieme alla compagnia di Netherfield: qualcuno ha tirato più di un sospiro di sollievo, qualcun altro sta sospirando per l’amore perduto, e qualcun altro sospira per entrambi i motivi! È il caso di Mr Darcy, che ormai ha capito di essere caduto (è proprio il caso di dirlo) innamorato di Lizzy, questa ragazza di campagna impertinente, attraente, intelligente, dai bellissimi e irresistibili occhi scuri, vivaci come il suo cervello…

Era un bene che stessi andando a Londra;

dice Darcy la sera del 28 novembre, mentre scrive il diario ormai al sicuro nella capitale:

avevo salvato Bingley da un matrimonio imprudente e non potevo non fare altrettanto per me stesso. Una volta lontano da Elizabeth, l’avrei allontanata anche dalla mia mente.

Nella sua mente così agitata, l’unico pensiero è l’aderenza ai principi di rispetto delle convenzioni in cui è stato cresciuto, che lo porta addirittura a rendersi complice di Caroline Bingley, la Iena da Salotto, per convincere Charles a fuggire da un “matrimonio imprudente” – e, incidentalmente, spingerlo ad avvicinarsi a Georgiana. Ma nulla, nemmeno questa spregiudicata alleanza potrà farlo sfuggire al suo destino

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Gruppo di Lettura Il Diario di Mr Darcy di A.Grange | Prima Tappa

Grange_Il-diario-di-Mr-DarcyCi siamo! Dopo aver scalpitato per tre lunghe settimane, tutti ci siamo procurati il libro e possiamo iniziare a leggerlo insieme.

O meglio, a commentarlo, perché alcuni non hanno saputo resistere alla tentazione e hanno ceduto, tuffandosi subito in questo Diario di Mr Darcy di Amanda Grange edito da TEA – Tre60. Non posso biasimarli!

Chi invece è riuscito a resistere, come ha ingannato questa torturante attesa?
Personalmente, ho riletto Pride and Prejudice nell’edizione Oxford Illustrated ma mi sono concessa anche qualche ascolto dai due audiolibri che possiedo, quello di Emons con Paola Cortellesi strepitosa voce narrante, e quello di Naxos con Emilia Fox, la Georgiana dello sceneggiato BBC 1995.
Ed ora, dopo averlo letto in originale qualche tempo fa, sono molto curiosa di leggere l’edizione italiana del Diary (tradotto dalla mia carissima amica Gabriella Parisi) per ripercorrere questa vicenda attraverso le riflessioni e le emozioni di Mr Darcy.

Di seguito: la Scheda del libro, il Calendario, Come partecipare e qualche consiglio di lettura per un’immersione totale nel Gruppo di Lettura. E soprattutto, scopriamo come inizia la vicenda…

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Il Diario di Mr Darcy di Amanda Grange Invito al Gruppo di Lettura

Come anticipato la scorsa settimana, oggi vi faccio un invito speciale. A partire dal 15 novembre 2013, per tre settimane dedicheremo i nostri tè delle cinque al Gruppo di Lettura dedicato a Il Diario di Mr Darcy di Amanda Grange edito da Tre60 (TEA) e tradotto da Gabriella Parisi

Il libro di Mrs Grange ripercorre Orgoglio e Pregiudizio visto non solo dalla parte di Darcy ma, esattamente, dall’interno della sua mente perché, come dice il titolo, ripercorre l’intera vicenda attraverso il racconto che Darcy stesso ne fa sulle pagine del suo diario.
(Per chi desidera ulteriori dettagli: Il Diario di Mr Darcy di Amanda Grange – ne parliamo con la traduttrice link in fondo al post)
Come non manco mai di dire ogni volta, si tratta di uno dei derivati austeniani più belli che abbia letto – anche se, alla prima lettura, mi aveva lasciata un po’ spiazzata forse perché, ancora digiuna di derivati austeniani e intimidita da un timore reverenziale nei confronti di Mr Darcy, splendida creatura romanzesca in senso assoluto, quasi non osavo immaginare di poterlo… disturbare andando a curiosare nei suoi pensieri e nelle sue emozioni.
Ciò che ne ha scritto Zia Jane è più che sufficiente, siamo d’accordo, ma quanto ricostruito da Mrs Grange è, credetemi, frutto della fantasia di una rigorosa quanto appassionata ammiratrice dell’originale – come ho scoperto nella seconda lettura, senza pregiudizi.
Perciò, chiudiamo l’anno del Bicentenario di Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio) con questo bell’omaggio al nostro “darling child” in un festeggiamento fatto di tè, lettura e chiacchiere intorno al Diario di Mr Darcy!
Di seguito, il calendario del GdL, le modalità di partecipazione e un consiglio per vincere la tentazione di leggerlo prima dell’inizio del GdL…

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Il Diario di Mr Darcy di Amanda Grange esce domani per TEA Tre60 Ne parliamo con la sua traduttrice, Gabriella Parisi

L’anno del Bicentenario di Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio) non finisce di farci belle sorprese.
Questa volta, a rendere felice la folta schiera di Janeite d’Italia è la casa editrice TEA, con il marchio Tre60 (che pubblica novità assolute di autori italiani e stranieri a prezzi economici).
Domani 17 ottobre, esce in edizione italiana uno dei derivati austeniani più belli che mi sia capitato di leggere: Il Diario di Mr Darcy di Amanda Grange.
Ho un ulteriore motivo per esserne contenta perché ho l’onore e il piacere di conoscere assai bene colei che lo ha tradotto, Gabriella Parisi, la carissima LizzyGee con cui condivido (in un trio consolidato, le Lizzies, che formiamo con Petra Zari, LizzyP)  il grande amore per Jane Austen e, in particolare, per il vasto e variegato universo dei derivati da Jane Austen.
È proprio con Gabriella, persona decisamente informata dei fatti, nonché vulcanica ed indispensabile compagna di avventure austeniane, e preziosa padrona di casa del salotto qui a fianco, il blog Old Friends and New Fancies (dedicato proprio ai derivati), che desidero condividere questo tè delle cinque fuori dall’ordinario per parlare di questa nuova, entusiasmante uscita.
E nel cominciare questa chiacchierata, vi invito ufficialmente al Gruppo di Lettura di Il Diario di Mr Darcy che si terrà in questa sala da tè a partire dal prossimo 15 novembre. Ma di questo parleremo più diffusamente la prossima settimana.
LIZZYS-SYLVIA66 – Bene, cominciamo questa intervista in forma di chiacchierata all’Esimia Traduttrice di questa novità editoriale…
GABRIELLA-LIZZYGEE – Innanzi tutto ti prego di non chiamarmi Esimia Traduttrice: lo so che lo fai per gioco e affettuosamente, LizzyS, ma qualcuno potrebbe pensare chissà cosa, invece io ho tradotto questo romanzo da Janeite più o meno esperta e nient’altro.
LIZZYS-SYLVIA66 – Come desideri, cara Amica e Ospite. Ricomincio…

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Jane indaga a Pemberley! – in Jane e l’arcano di Penfolds Hall (serie S. Barron, vol.5)

barron_05_jane-penfolds-hallLe mie esperienze di lettura dei romanzi di Stephanie Barron, della serie “Le indagini di Jane Austen”. Quinta puntata: L’arcano di Penfolds Hall (vol.5).

Per il giudizio generale su questo tipo di lettura e le note sull’autrice Stephanie Barron, rimando alla puntata dedicata a La disgrazia di Lady Scargrave, vol.1.
Per le puntate precedenti: Il Mistero del Reverendo, vol.2Il Segreto del Medaglione, vol.3Lo spirito del Male vol.4

Come spesso accade nei miei tè delle cinque, comincio dalla fine, cioè dal giudizio complessivo su questo romanzo – la quinta indagine della Jane Austen tra realtà e fantasia inventata da Stephanie Barron – per dire che senza dubbi è il migliore dei primi cinque.
Mai come in questa indagine, la miscela di verità e finzione è perfettamente amalgamata in un omaggio di grande amore, ringraziamento e rispetto alla geniale creatrice di capolavori immortali. Qui, uno solo di essi si annuncia fin dalle prime battute come l’ingrediente principale, Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio).

Pride and Prejudice, frontespizio prima edizione

Posso immaginare un guizzo di scetticismo nel vostro sguardo mentre leggete questa frase. E per motivi molto vari.
Potreste obiettare che il mio giudizio sia pesantemente influenzato dal mio amore viscerale per la vicenda di Elizabeth, Darcy & Co. o dalla mia consolidata frequentazione di derivati di ogni genere, che potrebbe tendere ad abbassare, sporcare, indebolire il mio livello di discernimento.
Oppure che per un autore di oggi sia fin troppo facile conquistare il favore dei lettori adagiandosi sul tappeto soffice e sicuro di questo capolavoro.
Oppure, proprio per lo stesso motivo, che sia del tutto impossibile per lo stesso ardito autore creare qualcosa di originale eppure rispettoso.
Per togliervi qualunque dubbio o curiosità, vi invito a seguirmi per un tè nel bucolico Derbyshire, l’Eden di tutti i Janeite, al seguito della stessa Jane Austen, in visita a suo cugino il reverendo Edward Cooper, e nei meandri di un mystery classico e appassionante, da includere di diritto nelle letture immancabili in questo anno del Bicentenario di Pride and Prejudice (Orgogoglio e Pregiudizio).

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I Watson e Emma Watson di Joan Aiken – Recensione

Austen-Aiken, I Watson e Emma WatsonLo strano destino dei Watson
(questa recensione è stata pubblicata per la prima volta il 25 luglio 2012 su Old Friends & New Fancies)

Due sono i romanzi incompiuti di Jane Austen. Uno è Sanditon, iniziato nel gennaio 1817 ed interrotto meno di due mesi dopo per cause di forza maggiore essendo sopravvenuta prima la malattia e poi la morte della sua ancor giovane e geniale Autrice.
L’altro è appunto questo I Watson (The Watsons) il cui destino è anomalo nella produzione austeniana, almeno considerando i romanzi cosiddetti “canonici”.

Iniziato intorno al 1803 e proseguito con non poche difficoltà, viene interrotto nel 1805 e messo da parte senza mai più essere ripreso. Se si considera che dal 1809, anno dell’insediamento definitivo nella quiete ispiratrice di Chawton, Jane riprese e revisionò alcune opere già scritte dando loro una versione definitiva, (Ragione e Sentimento, Orgoglio e Pregiudizio e persino il giovanissimo L’Abbazia di Northanger), la defezione dei Watson appare evidente.
Non sapremo mai le ragioni per cui Jane decise di abbandonare questa sua creatura senza mai darle una seconda possibilità.
Personalmente, tendo ad associarmi a coloro che ritengono determinanti gli eventi che caratterizzarono la sua vita in quegli anni: l’improvviso trasferimento a Bath, voluto dai genitori, in un città che Jane non apprezza; ma soprattutto, l’improvvisa malattia e morte di suo padre (1805), che getta nello sconforto lei, sua sorella Cassandra e la madre e che apre un periodo buio, irto di difficoltà economiche e di sistemazioni di fortuna, in cui le tre donne vivono della carità dei fratelli. Fino a Chawton, nel 1809, appunto.
I Watson appartiene a tutto questo e, pur senza alcuna prova appurata, ho sempre pensato che riprenderlo significasse per Jane riaprire un capitolo troppo doloroso che nemmeno le gioie della scrittura avrebbero potuto stemperare, soprattutto se si pensa che il padre della protagonista appare fin dalle prime pagine gravemente malato. Inoltre, alcuni spunti e personaggi sono stati “riciclati” per gli scritti successivi, come a confermare che per Jane I Watson era definitivamente abbandonato.
Nonostante ciò, oggi noi sappiamo che cosa ne avrebbe fatto, Jane, di questi derelitti Watson, se avesse voluto dare loro un senso compiuto. Ce lo ha svelato nel 1871 il nipote James Edward Austen-Leigh, nella famosa biografia Ricordo di Jane Austen (Memoir of Jane Austen), nella quale pubblicò questo frammento dandogli anche il titolo che non aveva mai avuto:

MemoirJaneAustenQuando la sorella dell’autrice, Cassandra, mostrò il manoscritto di questo lavoro a qualcuna delle sue nipoti, disse loro anche qualcosa sul seguito della storia, dato che con questa cara sorella – anche se, credo, con nessun altro – sembra che Jane abbia parlato liberamente di ogni lavoro che avesse tra le mani. Mr. Watson sarebbe morto presto e Emma costretta a dipendere per una casa dalla meschinità del fratello e della cognata. Avrebbe rifiutato la proposta di matrimonio di Lord Osborne, e molto dell’interesse del racconto sarebbe derivato dall’amore di Lady Osborne per Mr. Howard, innamorato invece di Emma, che alla fine avrebbe sposato. (trad. di Giuseppe Ierolli)

Chi volesse completarne la stesura dovrebbe tener conto di ciò anche se, a ben guardare, è un canovaccio ben scarno che contiene solo l’inevitabile lieto fine.

Nel 1996, Joan Aiken prova a completare l’opera di Jane Austen, con Emma Watson, ora tradotto in italiano dalla casa editrice TEA. Le note di copertina di questa edizione giustamente definiscono Mrs. Aiken prolifica ed eclettica perché, oltre ai tanti libri per bambini e ragazzi, da vera appassionata di Jane Austen si cimentò con ben sei derivati, tra cui Eliza’s Daughter (che abbiamo letto con le Lizzies nel salotto di Old Friends & New Fancies lo scorso anno per il bicentenario di Ragione e Sentimento).
Ma l’encomiabile sforzo di questa scrittrice, grande ammiratrice di Jane Austen, non mi sembra particolarmente ben riuscito.

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