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Jane Austen, la signora del tè.
I motivi reali e romanzeschi di un binomio inscindibile.

Jane Austen Cup and SaucerSe pensate che il binomio Jane Austen-tè sia solo un falso mito prodotto dall’irresistibile accostamento di alcuni degli stereotipi più potenti comunemente associati alla cultura inglese (il tè, il rito del five o’clock tea, l’Inghilterra e il mito della Old England) siete fuori strada.
I due elementi formano senza alcun dubbio un binomio inscindibile, ma non è un artificio fantasioso, generato da un’accozzaglia di facili stereotipi e sfruttato disinvoltamente per la sua forte capacità di attrazione, anche commerciale – come fin troppo spesso confermano i tanti eventi pseudo Tè con Jane Austen che con l’autrice e le sue opere hanno ben poco o nulla a che vedere (un consiglio: diffidate delle imitazioni e delle facili esche!).

Recentemente, ho avuto il grande piacere e onore di chiudere il primo Festival nazionale del Tè tenutosi a Bologna all’inizio di aprile [InTè – Bologna tè festival]. In un tale contesto, ricco di esperti della materia, il mio compito è stato semplicemente raccontare il rapporto tra Jane Austen e il tè, sia da un punto di vista biografico sia da quello letterario: per molti dei miei pazienti ascoltatori, compresi gli esperti, è stata una sorpresa constatare che il legame tra Jane e questa antica e amatissima bevanda è assai più stretto e motivato di quanto si possa immaginare e, di conseguenza, ben lontano dall’essere uno dei tanti luoghi comuni austeniani senza fondamento che inficiano la percezione del mondo reale e romanzesco dell’autrice da parte del grande pubblico odierno.
Il mio tè delle cinque di oggi, dunque, è un vero e proprio Tè con Jane Austen non solo perché riprende quel racconto, ma anche perché per imbastirlo ho attinto a piene mani alla vera e propria Bibbia di questo binomio, Tea with Jane Austen di Kim Wilson (un libro già recensito in questa sala da tè austeniana nel 2011).
Mai come in questa occasione è opportuno preparare bollitore, teiera e tazze insieme alla miscela preferita di tè ed altri generi mangerecci di conforto per ripercorrere i dettagli del felice, magico ma anche molto realistico connubio tra Miss Austen e il tè.

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My name is Lizzy Bennet and I like Tea. Il ruolo del tè in Pride & Prejudice.

Binomio inscindibile, quello tra Jane Austen e il tè. Tanto che non riesco a frenare una prevedibile (quanto verissima) parafrasi: è una verità universalmente riconosciuta che nei suoi romanzi, e nelle sue lettere, il tè scorra a fiumi.
Intorno a foglie, infuso, tazze, teiere e tavolini e tutto l’apparato che accompagna questo appuntamento, la vicenda continua a prendere corpo. Tra le spire del vapore lievemente profumato che sale dalla bevanda dorata ecco emergere sguardi e parole e gesti che si mescolano vorticosi come il latte e lo zucchero nelle tazze che, allo stesso modo, vengono scambiate in un tintinnio sfavillante.
Ma quante volte compare il tè in Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio)? Sì, nel mio Numero Uno tra tutti i romanzi, il mio primo grande amore austeniano, il darling child che non mi stanco mai di frequentare in tutte le sue declinazioni? Di certo è presente in tutti i rinfreschi dati ai balli e nei dopo-pranzo o dopo-cena e in tutte le occasioni sociali che costellano il romanzo ma… Quante volte è esplicitamente citato?
Non ho resistito alla curiosità: ho aperto il testo originale e l’ho cercato. La parola “tea” appare tredici volte.
Sono tutti tè delle cinque? O solo citazioni sfuggenti? C’è sempre Lizzy? E Darcy? In breve: che cosa accade intorno a quei tredici tè di Orgoglio e Pregiudizio?
Andiamo a prenderci questi tè e scopriamolo insieme!

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“Viaggio letterario alla scoperta del tè” Un assaggio di citazioni tra tè, libri e (non solo) Jane Austen

In questa giornata festiva, vi invito a un tè delle cinque che omaggia il legame indissolubile tra tè e libri, a me (e non solo a me!) molto caro. L’occasione mi è offerta da una cara amica, Romina, frequentatrice assidua di questa sala da tè ma anche dei salotti limitrofi, che mi ha segnalato un articolo di The New Yorker del novembre 2010 dedicato proprio a questo binomio magico.
Inevitabilmente, l’autrice Eileen Reynolds apre con la famosa citazione dell’incipit di The portrait of a Lady (Ritratto di Signora) di Henry James:
Under certain circumstances, there are few hours in life more agreeable than the hour dedicated to the ceremony known as afternoon tea.
Sotto certi aspetti ci sono nella vita poche ore più piacevoli di quelle dedicate alla cerimonia del tè del pomeriggio.
Ma, ancor più inevitabilmente, la breve passeggiata attraverso le manifestazioni di questo invitante connubio procede parlando di Lei, Jane Austen, per di più con quello che considero da tempo il libro simbolo di questo blog, Tea with Jane Austen di Kim Wilson (edito da Frances Lincoln Publishers).
Decisamente inevitabile anche per me proporvi una chiacchierata – e una tazza di tè – intorno a questo articolo!
Ringrazio vivamente Romina per la segnalazione e sua sorella Eleonora per la traduzione gentilmente concessa a UTCJA.
Buon Ognissanti a tutti!

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Jane’s Cup

Dopo Cassandra’s Cup, la sala da tè austenianissima che accoglie i visitatori di Zia Jane appena usciti da una visita al leggendario cottage di Chawton, non potevo non invitarvi a un altro tè davvero speciale, opportunamente intitolato Jane’s Cup.
Ma prima, occorre una doverosa premessa.
(…suvvia, avete tè e dolcetti e cucumber sandiwiches in quantità a sostenervi in questa breve digressione.)
La rete è di per sé uno strumento di comunicazione e condivisione senza pari ed i suoi usi distorti fanno solo parte della meschinità umana e non del carattere intrinseco di questa meravigliosa invenzione.
Da quando sono uscita dal mio guscio austeniano, nel dicembre 2010, per prendere un tè nella blogosfera con chiunque abbia voglia di chiacchierare intorno a Jane Austen, ho conosciuto una quantità di belle persone che continuano a sorprendermi e gratificarmi con la loro attenzione, e so di non esagerare quando affermo che il sentimento di amicizia che ci lega è davvero sincero anche se si esprime in modo virtuale.

Tra queste persone, c’è Aldina, che molti di voi di certo conoscono essendo la gentile e stralunata (come lei stessa ama definirsi) padrona di casa di Aldina’s Corner, con una grande passione, il disegno e la pittura. A dire il vero, a questa se ne aggiunge un’altra, evidentemente di uguale intensità: Aldina è un’inguaribile Jane Austen Addict.
Ebbene: unite disegno e pittura a Jane Austen, aggiungete una serie di chiacchiere e tè via e-mail e sms tra Aldina e me, mescolate il tutto con la generosità e la maestria di Aldina e… ecco Jane’s Cup!

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Un tè con… Cassandra Austen!

Siamo di fronte al leggendario cottage di Chawton, l’amatissima dimora che Jane Austen condivise negli ultimi 8 anni della propria breve ma intensa vita con la madre e la sorella Cassandra.
Abbiamo appena concluso la nostra visita a Zia Jane, consapevoli di aver fatto una vera scorpacciata di emozioni (e foto…) tra il cottage ed il bellissimo giardino che lo circonda.
Sì, è esattamente come si può ben immaginare: se si riesce ad obbligarsi ad uscire di lì (la mia compagna di viaggio, Petra/Miss Claire, ed io ci abbiamo messo circa tre ore prima di convincerci a vicenda che era ora di andare), è quasi impossibile staccarsi subito da quel luogo e non si può fare a meno di indugiare ancora un po’ all’esterno.
E’ come se tutti i sensi non si stancassero mai di guardare quell’edificio, respirare l’aria fresca e odorosa, ascoltare i rumori della placida vita quotidiana, percepire ovunque la presenza di Jane, Cassandra, Mrs Austen e tutte le persone che gravitavano intorno a questa casa.
…Ah, ma sto di nuovo lasciando briglia sciolta alla mia sensibility…!
Il mio sense mi ricorda non solo che una visita di oltre tre ore è già più che sufficiente ma che abbiamo già passato abbondantemente l’ora di pranzo e il corpo ha pure i suoi bisogni primari da soddisfare.

Dunque, per accontentare i miei insaziabili cuore e mente mentre mi prendo cura del mio vuotissimo stomaco, arriva in mio soccorso niente meno che Zia Cassandra stessa.
Di fronte al Chawton cottage, infatti, proprio lì, sulla destra dell’incrocio, c’è esattamente ciò che fa per noi, teinomani austeniane senza speranza e con un po’ di fame: la sala da tè (what else?…) Cassandra’s Cup.
Venite a prendere un tè con noi.

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Un brindisi al 2012.. con i tè di Jane Austen

In questo primo giorno dell’anno, non potevo esimermi dal formulare nuovamente i miei auguri per questo 2012, cogliendo l’occasione per brindare, come mio solito e come si addice ad una sala da tè, con la mia migliore miscela di tè.
La quale è decisamente austeniana!
Le miscele di tè dedicate a Jane Austen ed ai suoi romanzi sono state una delle scoperte più piacevoli del 2011 appena conclusosi, come abbiamo avuto modo di condividere nel post Il tè di Jane Austen.
Ma ancora più sorprendente è stato leggere tra i commenti di quel post quello dell’ideatrice di questi tè, Ms Julia Matson, proprietaria di Bingley’s Teas, una ragione sociale che è garanzia di comprovata austenianità, perfetto connubio lavorativo di due passioni irresistibili.
Proprio la stessa gentile Julia lo scorso novembre mi ha fatto uno dei regali più graditi dell’anno, una busta arrivata direttamente da Minneapolis (USA) contenente numerosi campioni della sua Jane Austen Tea Series (nella foto, oltre alle bustine dei tè, c’è anche il bel biglietto che le ha accompagnate).
Inutile dirvi che ho assaggiato tutte le miscele di tè e che le mie preferite (e con le quali oggi vorrei festeggiare il 2012),  sono…

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Un dolce Natale a tutti i Janeite!

Oggi, in occasione della festività più amata dell’anno, offro a tutti gli avventori di questa sala da tè i dolci che le mie care amiche Lizzies, LizzyGee (Gabriella) e LizzyP (Miss Claire) hanno preparato con le loro manine fatate.

Si tratta del Barmbrack, un pane dolce all’uvetta della cucina irlandese che appartiene alla tradizione popolare di una festa che potrebbe apparire in contrasto con il Natale, Halloween (ne avevamo parlato in quell’occasione su OldFriends & New Fancies).
Ma in un periodo come questo, in cui ci si raduna nelle cucine per preparare manicaretti da gustare con le persone che amiamo, mi sembra perfetto cogliere l’occasione di questi miei auguri per rendere omaggio alle fatiche culinarie delle mie inseparabili e care compagne di avventure austeniane.
Per di più, uno degli ingredienti di questo pane dolce è… il tè!
Accomodiamoci, dunque, ed assistiamo alla preparazione prima di scambiarci gli auguri…

Ecco, sulla tavola di LizzyP, la frutta secca in ammollo nel tè….
…e l’impasto completo di tutti gli ingredienti pronto per essere lavorato:

Ed ecco la lavorazione dell’impasto, dalle abili mani di LizzyGee:

…ed il dolce pronto, in tutta la sua bontà, sulla tavola di LizzyP:

…e sulla tavola di LizzyGee, con una fetta già pronta per voi:

Non vi resta che servirvi una tazza della mia migliore miscela di tè…

(pazientate, di questo parlaremo prossimamente…)

…e augurarci vicendevolmente un
BUON NATALE
di serenità!

Un grazie di cuore a LizzyGee/Gabriella e LizzyP/MissClaire 
per aver preparato il pane dolce Barmbrack per Un tè con Jane Austen!

Link Utili:
Ricetta del Barmbrack (gentilmente offerta da La Collezionista di Dettagli)

Un tè proprio come lo faceva zia Jane

tea-with-jane-austen-255430461Eccolo qui, il libro idealmente “gemellato” con questo blog!
Tempo fa, andando senza meta qua e là per la rete, seguendo solo la mia curiosità (vagabonda instancabile, ahimé), sono incappata in questo libro: avevo da poco pubblicato i primi post e pensai che fosse una meravigliosa coincidenza significativa! E poi, un libro così… Come non possederlo? E soprattutto, come non condividerlo QUI?

Questa, infatti, è l’apoteosi di due delle mie passioni: il tè e Jane Austen. (presumo che siamo in molti, vero?) Due elementi che stanno così bene insieme da sembrare un binomio inscindibile, creati così dall’alba dei tempi, perfettamente in armonia. Ho voluto questo libro d’impulso, solo perché il titolo evoca potentemente tutte le meraviglie che questi elementi sono capaci di produrre nella mia anima…

Tea with Jane Austen di Kim Wilson, edito da Frances Lincoln Publishers, presenta sei capitoli che perlustrano in lungo e in largo usi e costumi intorno al tè in periodo Regency, osservandolo attraverso Jane Austen, la sua vita quotidiana e le sue opere.
Irresistibile, istruttivo e divertente: sono molte le citazioni ed i riferimenti ai suoi scritti, opere letterarie o lettere, che costellano questo saggio, fatto anche di ricette casalinghe, per uno sguardo d’insieme dettagliato sulla vita quotidiana ai tempi di Jane, scandita da fumanti tazze di tè.

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