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Il Jane Austen Book Club di Salaborsa e JASIT torna e raddoppia

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Oggi vi invito ad un al fresco afternoon tea, un irrinunciabile rito della bella stagione, rinfrescante e riposante, perfetto per riunirsi all’ombra degli alberi sul calar della sera, per festeggiare questa buona notizia e condividerne tutti i particolari.

È tutto pronto per il secondo ciclo del gruppo di lettura dedicato a Jane Austen presso la prestigiosa biblioteca Salaborsa di Bologna, in collaborazione con JASIT.
Lo scorso 6 giugno, in occasione dell’ultimo incontro sulla biografia Jane Austen. I luoghi e gli amici di Constance Hill (ed. Jo March), è stato presentato il calendario 2015-6.
Che, nel corso dei nove mesi di letture, sarà accompagnato da un’iniziativa parallela, cinematografica, a cura della Cineteca di Bologna: una rassegna di film austeniani.
Infine, a settembre ci sarà un antipasto molto ghiotto, con il Festival del Lettori

Questa sarà un’estate di attesa, sì, ma da sfruttare al meglio per arrivare alla ripresa settembrina rinvigoriti e pronti ad un nuovo viaggio nel mondo di Jane Austen in compagnia di Salaborsa, JASIT e della padrona di questa sala da tè.

Continua a leggere

I misteri di Udolpho: alle radici del Romanzo Gotico (e di Northanger Abbey)

Questo è  il romanzo che la famiglia Austen, come tutti i suoi contemporanei, non mancò di leggere quando venne pubblicato (nel 1794), divertendosi assai grazie ad uno sguardo sempre disincantato su questo mondo fantasmagorico e paranormale, decisamente sopra le righe.
La giovanissima Jane, a soli 17 anni, già dotata di notevole spirito, cominciò a scriverne addirittura la parodia: il delizioso, ironico, divertente e solare Northanger Abbey nasce così, dall’ombroso, soffocante, rutilante e melodrammatico Udolpho. 
Impossibile resistere alla tentazione di leggerlo, per chi ama Jane Austen!

L’IMPORTANZA DI UDOLPHO
Questo è il romanzo che potremmo definire il “manuale” del romanzo gotico. Fin dalla sua pubblicazione nel 1794, conobbe un grandissimo successo ed è ancora oggi considerato il capolavoro della sua autrice, quella Mrs Ann Radcliffe che nella propria vita non conobbe mai avventura alcuna ma che riuscì, donna scrittrice in un mondo ferocemente maschile, ad ottenere il pieno riconoscimento del mondo letterario.
Il romanzo gotico era nato alcuni decenni prima, nel 1764, con Il castello d’Otranto di Horace Walpole  ma è con la Radcliffe che conosce la sua consacrazione a genere letterario, che a  sua volta ha dato vita a tanti generi  affini fortunatissimi ancora oggi (ad esempio, l’horror). 

Gli elementi portanti sono il soprannaturale, il mistero, il sensazionalismo funzionali al coinvolgimento del lettore. Castelli, sotterranei, paesaggi selvaggi, tenebre e giochi di luci ed ombre sono le sue tipiche ambientazioni. La fanciulla indifesa, l’eroe che la salva e il cattivo che li tormenta fino al castigo finale sono i personaggi fissi. Tutto è esagerato, sopra le righe. E serve a portare in superficie la parte oscura che si annida nell’animo umano. 
(in fondo al post: link utili per approfondire il Romanzo Gotico e Ann Radcliffe)

Bologna, complesso di Santo Stefano (cd. “sette chiese”): la chiesa del Santo Sepolcro
LA TRAMA
La trama è “basica”. 1584: Emily resta orfana e affidata all’unica parente, sua zia, che sposa un italiano cattivissimo che le trascina dalla Francia del sud-ovest all’Italia del centro-nord, nel terrificante castello di Udolpho, tenendole praticamente prigioniere pur di mettere le mani sul loro patrimonio. Emily fugge e ripara nuovamente in Francia dove potrà unirsi al suo innamorato. Non è come sembra, cioè un romanzo di formazione attreaverso le disavventure… No, tutto ciò è solo un pretesto
Catherine Morland legge Udolpho (ill. di H.M. Brock)
L’ESPERIENZA DI LETTURA
Armatevi di pazienza e abbondanti generi di conforto, alleggeritevi del superfluo e preparatevi per un lunghissimo viaggio.
Innanzitutto, perché di pagine da attraversare ne avete tante.
L’unica edizione italiana disponibile, della BUR, consta di ben 1025 pagine, che contengono i quattro volumi dell’opera integrale (la divisione in volumi era una moda editriale dell’epoca, come ben sappiamo anche dai romanzi di Jane Austen). Pancia mia fatti capanna, direbbe un affamato lupetto di biblioteca che ama immergersi nei libroni…
Ma soprattutto perché non arriverete al castello di Udolpho ed ai suoi mirabolanti misteri prima di pagina 364.
Fino a quel momento, avrete la sensazione di aver girato sempre intorno allo stesso punto, e che la trama non sia avanzata di un solo millimetro…
 Ed anche quando sarete ad Udolpho, continuerete ad essere sballottati  in una vertigine senza fine, tra la realtà più cruenta e la fantasia più angosciante, sospesi in uno spazio ed un tempo che sembrano cristallizzati nell’irrealtà… 
…Fino al quarto volume, a pagina 789, dove il ritmo accelera all’improvviso verso lo scioglimento finale di tutti gli enigmi irrisolti.
Lì vi troverete a correre incontro all’arcobaleno che nasce dal sole della ragione, che gradatamente illuminerà e chiarirà ogni angolo oscuro.
Il tutto condito dalla più grande quantità di sospiri e lacrime, svenimenti e mancamenti, prodigi e colpi di scena, apparizioni e sparizioni, sotterranei e scale, passaggi segreti e corridoi immensi, paesaggi ameni e scene bucoliche, tempeste in mare aperto e bufere sulle montagne, profferte d’amore appassionato e minacce di morte violenta che vi sia mai capitato di leggere.
Sarete disorientati non solo dai tanti accadimenti e dai dialoghi spesso abilmente ripetitivi ma anche dalla strana geografia di Mrs Radcliffe, che mette gli aranceti lungo le rive del fiume Brenta, paesaggi mediterranei alle pendici delle Alpi mentre si passa dalla Francia all’Italia, nevi perenni sugli Appennini, dove ha sede l’immaginifico e terrificante castello di Udolpho.
Bazzano (Bologna), la Rocca dei Bentivoglio

Già… ma dove si trova Udolpho? Da qualche parte sul versante emiliano dell’Appennino Tosco-emiliano, da quanto è dato di capire, non molto lontano da Modena (che viene citata come meta di alcuni ospiti della fortezza) e Bologna (poiché in men che non si dica, i nostri eroi svalicano e si trovano in Toscana verso Firenze). Ma si tratta di un Appennino trasfigurato dalla fantasia fervida di Mrs Radcliffe!

Monteveglio (Bologna), abbazia e castello

In un quadro così sovrabbondante e ridondante (se non addirittura assordante!) non dovete aspettarvi di trovare personaggi tratteggiati con profondità o introspezione psicologica. Essi, al contrario, sono assai semplici e prettamente funzionali alla storia.

Emily, la giovane protagonista, che resta presto orfana e, quindi, priva di protezione e solidità, in balìa della perfidia altrui, sembra avere una sola caratteristica: strappare all’insopportabile Pamela di Richardson il primato di svenimenti, sospiri, pianti e tremori. Ma a dire il vero, tutti piangono e sospirano, anche l’eroe innamorato di Emily, il giovane Valencourt, che da lei resta separato per quasi tutta la durata del romanzo… Del resto, a dare loro del filo da torcere c’è il vilain per eccellenza, il perfido Montoni (italiano, non a caso…), trionfo di passioni irrefrenabili e mistero.

IN CONCLUSIONE…
La partenza per Udolpho è lenta ed anche nel bel mezzo del viaggio vi sembrerà di non andare da nessuna parte o di essere già passati di lì, più volte, tanto che vi verrà la tentazione di lasciare Emily al suo destino: ma la vostra pazienza sarà ricompensata dalle montagne russe che vi aspettano nel finale.
Non dimenticate che si tratta pur sempre di un romanzo scritto nel 1794, agli albori del romanzo stesso come forma narrativa codificata e che il disincanto austeniano è la chiave di lettura migliore per il nostro gusto moderno.
(Inoltre, abbiate pazienza, qua e là la Rizzoli ha dimenticato alcuni refusi!)
Concludo esprimendo la mia sorpresa nel constatare che mai da questo fantasmagorico, rutilante romanzo è stato tratto un film o uno sceneggiato. Eppure si presterebbe così bene!
Credo anzi che la nostra variegata e splendida Italia sarebbe un perfetto scenario per tutte le ambientazioni del libro! Ne vedremo mai la realizzazione?…
Com’è facile immaginare, questa lettura “quasi austeniana” mi ha suscitato alcune riflesisoni su quel gioiellino di Northanger Abbey… di cui non mancherò di riferire presto in uno dei prossimi tè delle cinque! A presto.
Copertina di Northanger Abbey illustrata da H.M. Brock
Note:
– consulta le note sull’edizione italiana sul sito della casa editrice BUR
– leggi i dettagli su Ann Radcliffe su Wikipedia.it oppure su Wikipedia.en
– leggi i dettagli sul Romanzo Gotico su Wikipedia.it oppure su Wikipedia.en