Dear Aunt Jane: come nacque il mito – Il Memoir di J.E. Austen-Leigh (1)

MemoirJaneAustenUn elemento accomuna le prime notizie biografiche ufficiali di Jane Austen: sono una questione di famiglia, per di più attentamente sorvegliata e centellinata da coloro che si sono assunti il compito di comunicarle al mondo.
Così, dopo l’exploit di Henry (il fratello prediletto nonché suo “agente”) nella Biographical Notice da lui scritta ad introduzione di Persuasione e Northanger Abbey pubblicati postumi nel 1818 e 1833 (vedi il post La madre di tutte le biografie), il testimone passa al nipote James Edward Austen-Leigh, figlio di James (il fratello maggiore di Jane), vicario di Bray, assiduo frequentatore delle zie Jane e Cassandra da bambino, che scrive A Memoir of Jane Austen (in edizione italiana col titolo Ricordo di Jane Austen, Sellerio 1992, fuori catalogo, ahimé).

Malgrado il tono talvolta fin troppo edificante e vittorianissimo, che può far sollevare più di un sopracciglio, questo scritto resta fondamentale per la fama di Jane – per molti motivi.

Ma soprattutto perché è con questo Memoir che viene scolpito per sempre il mito Jane Austen.

Questo approfondimento delle preziose notizie appena accennate da Henry nel 1818 (e leggermente ampliate nel 1833) arriva dopo quasi 60 anni, nel 1870, in piena epoca vittoriana, verso la fine del secolo in cui Jane è vissuta! Perché la famiglia ha atteso tanto tempo per scrivere una biografia “ufficiale” di Jane Austen?
Leggendo l’introduzione alla bella edizione Oxford University Press, sembra che la generazione contemporanea di Jane, quella dei fratelli e conseguinei diretti, non fosse affatto interessata a produrre alcunché dopo la Biographical Notice di Henry, quasi a volersi confermare come la più convinta custode della volontà di Jane di non esporsi al pubblico.

Fanny, Jane, Cassandra (dal film “Miss Austen Regrets”)

Ma la sua crescente popolarità come autrice spinge la generazione successiva, quella dei suoi nipoti, ad una maggiore attenzione alla curiosità del pubblico di lettori e studiosi. Soprattutto, si incominciano a temere due pericoli: la perdita dei ricordi di coloro che vissero a diretto contatto con lei (molti dei quali erano ormai già morti o molto anziani – lo stesso James Edward ha passato i 70 anni e l’ultimo fratello vivente di Jane, Francis, era morto nel 1865) e l’eventualità sempre più concreta che qualcuno esterno alla famiglia potesse scrivere una biografia (sulla quale nessuno avrebbe potuto avere alcun controllo!).

My dear Cassandra…

Non solo i ricordi erano ormai sbiaditi. Anche il materiale a cui attingere era diventato scarsissimo. Sappiamo che Cassandra aveva già distrutto gran parte delle lettere scambiate con la sorella. Ma più o meno stessa sorte era capitata a quelle nelle mani di altri parenti, stavolta per incuria o caso fortuito. Pochi di essi avevano conservato qualcosa…

James Edward Austen-Leigh

Ed è così che lentamente, ma con determinazione, negli anni precedenti il 1870 il nipote James-Edward diventa il raccoglitore dei ricordi di famiglia, in uno scambio di lettere sempre più fitto e ricco con chiunque tra i familiari avesse qualcosa da raccontare, e soprattutto alcune donne Austen il cui ruolo è stato determinante: la sorellastra Anna e, soprattutto, la sorella Caroline, una vera miniera d’oro di ricordi della vita quotidiana vissuta con la cara Zia ed alla quale dobbiamo gran parte delle notizie, soprattutto quelle più intime, domestiche (non a caso, questi ricordi vennero raccolti dalla stessa Caroline in un testo a parte, My aunt Jane Austen. A Memoir).

Caroline Austen

A parlare da queste pagine, dunque,  è il ramo familiare dell’Hampshire, cioè di Steventon e Chawton, l’alfa e l’omega della vita terrena di Jane, e si tratta di persone che hanno conosciuto, in età molto giovane, una zia Jane non più giovane.
L’introduzione dell’edizione Oxford University Press che ho già citato – e che contiene una miniera d’oro di informazioni sui retroscena di questa mitica biografia – ci ricorda che esiste un altro ramo familiare, quello del Kent, cioè del fratello Edward (adottato dalla ricca famiglia dei Knight ed assurto ad una classe sociale più elevata). La nipote Fanny, primogenita di Edward, nata quando Jane aveva soltanto 17 anni, e comunemente ritenuta la nipote preferita, ne avrebbe dato un ritratto forse diverso, avendo conosciuto una zia Jane più giovane ed avendo passato con lei e Cassandra ben più tempo di James Edward.

Fanny Austen Knight, acquerello eseguito da Cassandra Austen

Ma, a parte le lettere sopravvissute (che Cassandra, morendo, affidò proprio a lei), l’unico resoconto diretto di Fanny è un’ultima lettera, scritta nel 1869, periodo della “raccolta dati” per il Memoir, all’età di 77 anni ed in condizioni di salute mentale e fisica già compromesse.
E’ una lettera tristemente famosa per i termini poco lusinghieri con cui si riferisce all’affezionatissima zia e, alla fine, non fu utilizzata da James Edward.

Il Memoir of Jane Austen viene pubblicato nel 1869 in una data non casuale, il 16 dicembre (ma datato 1870).
L’edizione che però viene sempre ritenuta definitiva è la seconda, del 1871, arricchita da ulteriori lettere, ricordi di famiglia, articoli di giornale… e soprattutto da alcuni preziosissimi frammenti dai manoscritti inediti di Jane:  il capitolo cancellato da Persuasion, il breve romanzo epistolare Lady Susan, i frammenti di Sanditon!

Quale sorpresa deve essere stata per gli affezionati lettori di Jane Austen, che ormai erano diventati numerosi! Poter leggere degli inediti della loro beniamina!

Leggendo le prime righe, si nota che James Edward cammina lungo la strada tracciata da Henry, riprendendo ed amplificando i temi impostati da quest’ultimo: essenzialmente, la vita quieta, ritiratissima, irreprensibile di Jane, pur votata alla scrittura, e l’importanza dell’ambiente familiare.

Jane (Olivia Williams), dal film “Miss Austen Regrets”

Mentre ci si addentra nel testo, con la storia accurata dei genitori di Jane, e poi dei suoi tanti fratelli e dell’amata sorella Cassandra, noi lettori moderni non dobbiamo dimenticare che James Edward, fedele alle convenzioni vittoriane del suo tempo, affida alla biografia soltanto ciò che pubblicamente è accettabile omettendo accuratamente tutto ciò che viene considerato troppo privato o scomodo.
Tant’è vero che il lungo elenco di consanguinei non cita George, il fratello sfortunato di Jane, affetto da una imprecisata infermità, forse mentale, forse fisica, e che fu affidato ad alcuni lontani parenti (una pratica comune, all’epoca) ma pur sempre mantenuto dalla famiglia.
E sulla vita sentimentale di Jane cala uno spesso velo di riservatezza, appena sollevato solo per ricordare con studiata leggerezza il (mai chiarito) legame con Thomas Lefroy (morto pochi mesi prima della pubblicazione del Memoir).

Jane (Anne Hathaway) e Thomas Lefroy (James MacAvoy), dal film “Becoming Jane”

La prossima settimana, apriremo il libro ed entreremo nei dettagli che ci fanno scoprire il lato intimo di Jane Austen e ne delineano i tratti divenuti ormai indelebili, quasi leggendari, forse un po’ agiografici. Perciò vi lascio con le prime parole di James Edward, che stabiliscono subito un mito:  il vezzo di chiamarla “aunt Jane”, zia Jane, al quale nessuno di noi riesce a sottrarsi.

EN – More than half a century has passed away since I, the youngest of the mourners, attended the funeral of my dear aunt Jane in Winchester Cathedral; and now, in my old age, I am asked whether my memory will serve to rescue from oblivion any events of her life or any traits of her character to satisfy the enquiries of a generation of readers who have been born since she died.
IT – E’ passato più di mezzo secolo da quando io, il più giovane dei dolenti, assistetti al funerale della cara zia Jane nella cattedrale di Winchester. E ora, che sono vecchio, mi si chiede se la mia memoria può servire a riscattare dall’oblio qualche evento della sua vita o qualche tratto del suo carattere, per soddisfare le richieste di una generazione di lettori che è nata dopo la sua morte.

Questi lettori, in fondo, siamo anche noi, che di lei vorremmo sapere tutto ma che siamo rassegnati a conoscere solo ciò che ci è dato captare dalle sue opere e dalle sue lettere, e poco più….


Link Utili per leggere il Memoir
Ricordo di Jane Austen, tr. G. IerolliIn italiano:
– vi invito a leggere la traduzione di tutti i Memoir familiari redatta da Giuseppe Ierolli nella  pagina di jausten.it dedicata a questi testi.
Vi troverete non solo il testo di James Edward ma anche tutte le altre biografie, a cominciare dalla Biographical Notice di Henry Austen.
Un grazie particolare a Giuseppe per aver reso disponibili in italiano questi testi, altrimenti solo in inglese.

– la pagina dedicata a Ricordo di Jane Austen sul sito di Sellerio.
Mi rincresce dover constatare che la casa editrice Sellerio non tiene più in catalogo da molto tempo questo libro. Ho scritto un’e-mail accoratissima invitandoli a ripubblicarlo ma la risposta è stata negativa. Per il momento, meglio cercarlo in biblioteca o spulciare tra i remainders o i libri usati!

In inglese:
Come per la Biographical Notice di Henry Austen, consiglio vivamente di leggere anche il Memoir of Jane Austen nella bellissima, accuratissima edizione Oxford University Press (qui accanto, la copertina) che raggruppa tutte le family recollections riguardanti Dear Aunt Jane.
Potete consultare un’anteprima molto ricca su Amazon.com.


Silvia Ogier

(Bologna, Italy) - Diplomata Traduttrice e Interprete e laureata in Lingue e Letterature Straniere, ha lavorato come traduttrice e da anni si occupa di marketing e comunicazione aziendale. Il suo maggiore interesse libresco è la letteratura scritta dalle donne. Ha letto Jane Austen per la prima volta a vent’anni (Orgoglio e Pregiudizio). Nel dicembre 2010 ha aperto il blog monografico Un tè con Jane Austen e nel 2013 ha fondato Jane Austen Society of Italy (JASIT), di cui è presidente.
Silvia Ogier

11 pensieri su “Dear Aunt Jane: come nacque il mito – Il Memoir di J.E. Austen-Leigh (1)

  1. AvatarEufemia

    ma quante cose in questo post, una miniera di notizie incredibili! Ma dimmi qualcosa del film … (dal film “Miss Austen Regrets”)
    sono curiosaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

    Rispondi
  2. AvatarML

    Ciao Sylvia, anche io come te ho cercato in lungo e in largo l’edizione di Sellerio sino ad arrendermi (cara Jane grazie per obbligarmi a mantenere vivo il mio inglese !!) a leggerlo in lingua. Sono a metà libro proprio ora che casualità. Sempre post interessantissimi. Un saluto ML

    Rispondi
  3. AvatarSylvia-66

    Grazie! Sono felice di sapere che questo post introduttivo all’ormai mitico Memoir vi sia piaciuto e sia stato utile.

    E che coincidenza, @ML, lo stai leggendo in originale! Ci sono delle illustrazioni che nell’edizione italiana Sellerio ha completamente omesso. Chissà che non lo ristampi, prima o poi, magari includendo tali illustrazioni?

    Ah, Miss Austen regrets! Ebbene, @Eufemia, mi limiterò a dirti che mi è piaciuto molto, è ottimamente realizzato, colpisce al cuore senza melensaggini.
    (Per un giudizio un po’ più articolato, nella pagina Le mie visioni austeniane trovi anche questo film)

    A presto!

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  4. AvatarSylvia-66

    Benvenuta, etherealflowers ai nostri tè delle cinque! E naturalmente, grazie infinite per il tuo apprezzamento, pieno di entusiasmo.
    Miss Austen Regrets mi ha emozionato sotto ogni punto di vista, spero ti piacerà: non esitare a raccontarci la tua esperienza, se vorrai!

    Rispondi
  5. Avataretherealflowers

    grazie per il benvenuto! intanto io sto diffondendo questo blog tra le amiche amanti della austen :)))
    ed inoltre ho appena finito di guardare miss austen regrets y____y nemmeno a dirlo, grandi pianti! bel film, bellissima fotografia e regia (ho adorato le inquadrature dei dettagli!) bravissimi attori. e ora voglio leggere le biografie (eh no, non l’ho ancora fatto ^^;)
    ancora complimenti per questo blog! 🙂

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  6. AvatarMiss Claire

    My Dearest,
    ho letto attentamente questa prima parte sul Memoir che, come sai, non sono riuscita ancora ad includere nelle mie scorribande in libreria.
    Ringraziarti per il lavoro che stai facendo per noi lettori approfondendo e chiarendo molti angoli ignoti e oscuri della vita di Zia Jane è il minimo, perciò aggiungerò che è impagabile! 🙂
    Probabilmente comprerò l’edizione Oxford per prima, mentre per l’edizione italiana attenderò il buon Ierolli, che certamente ci regalerà un ottimo adattamento completo di note esaurienti, come sempre! 😀

    Ti lascio ai tuoi sogni e vado a terminare il Diario, a domani mia cara!
    Un bacio,
    C.

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