Archivi categoria: Anniversari

Un solo genere: la grande letteratura.
L’opera omnia di Jane Austen in edicola con La Repubblica!

Romanzi di Jane Austen - Collana La Repubblica 2017Il bello (bellissimo, stupendo, meraviglioso) delle celebrazioni importanti è che suscitano tante iniziative. Per la legge dei grandi numeri, le cose inutili, banali, trite e ritrite, sono prima o poi compensate da alcune perle preziose che esaltano la qualità dell’omaggio che viene reso all’evento, alla persona, alla memoria.
In questo intensissimo 2017 in cui cade il Bicentenario dei Bicentenari austeniani, quello della morte di Jane Austen, la regola è più che mai vera e accade continuamente sotto i nostri occhi, intorno a noi Janeite mai sazi di lei. Sta letteralmente accadendo di tutto – anche, udite udite, nel mondo editoriale.
In un’Italia in cui ogni casa editrice non rinuncia ad avere la propria brava edizione dei sei romanzi austeniani ma è rarissimo che decida di avventurarsi in qualunque altro tipo di pubblicazione austeniana, il mio grazie sincero va a tutte le case editrici che stanno finalmente pubblicando qualcosa intorno a Jane Austen. Ma la mia tazza di tè speciale oggi va a La Repubblica – Gruppo L’Espresso per l’operazione che ha avviato mercoledì 12 luglio, a pochi giorni dalla data fatidica, il 18.

In edicola, con il quotidiano La Repubblica, ogni mercoledì fino al 12 settembre, è presente anche un libro austeniano (a soli 5,90 euro!).
A rendere preziosa questa iniziativa sono molte caratteristiche.
Innanzitutto: il fatto che sia così facilmente distribuita su tutto il territorio nazionale attraverso le edicole, e porti la nostra Autrice Geniale all’attenzione anche di coloro che (ahimé!) non sono abituati a frequentare le librerie, e con un prezzo più che accessibile.
Inoltre, a fronte di un costo economicissimo, spicca, ad esempio, la confezione dei libri (dalle copertine perfettamente irresistibili). Ma soprattutto, la ricchezza delle proposte. L’elenco delle uscite è estremamente interessante perché non appaiono solo i sei romanzi maggiori, come sarebbe facile supporre, ma anche altre chicche introvabili, assolutamente imperdibili, che rendono questa collana una vera immersione totale nell’opera e nella vita di Jane Austen. Con un graditissimo, agognatissimo accento sulla sua modernissima universalità.

Nell’offrirvi un tè pieno di entusiasmo e di dettagli utili a mettere le vostre manine di veri Janeite su queste preziose chicche editoriali, concedetemi di urlare con tutto il fiato divulgativo che ho nella tastiera: Leggete più Jane Austen! Jane Austen fa bene! – E grazie, La Repubblica!

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The Lizzie Bennet Diaries rewind. Lizzie e il suo vlog tornano, daccapo.

The Lizzie Bennet Diaries ep. 1My name is Lizzie Bennet and I’m back… from the beginning!
Così potrebbe accoglierci Lizzie Bennet, ventiquattrenne californiana laureanda in Scienze della comunicazione, se potesse fare una nuova intro in apertura dell’attesissima replica (se così si può chiamare) delle 100 e oltre puntate della sua avventura di vlogger in The Lizzie Bennet Diaries, che ha infiammato il web per un anno intero, tra 2012 e 2013.
La famosa web series dei primati (ad esempio, è la prima in assoluto tratta da un testo letterario), che adatta in chiave moderna Orgoglio e Pregiudizio, è sempre rimasta disponibile gratuitamente su Youtube, quindi anche chi non la vide “in diretta” avrà avuto modo di imbattersi nella storia di Lizzie & Co in seguito.
Ma questa volta è diverso. Per festeggiare i suoi cinque anni, la serie torna ad essere trasmessa tutta daccapo dal primo episodio con tutti i suoi vlog collaterali e soprattutto con il ricco, articolato materiale mediatico e social che ha accompagnato la messa in onda originale. Potremo rivivere un anno – sì un anno intero! – di emozioni con i protagonisti e le vicende di questo geniale adattamento in chiave moderna di Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio).

Dunque, non perdiamo l’occasione di prendere parte, di nuovo o per la prima volta, a questa follia austeniana moderna e molto ben organizzata, per vedere concretamente quanto perfetta sia Jane Austen anche per la nostra realtà ipertecnologica.
Perché guardarla? A mio avviso, questa web series è stata l’omaggio più bello all’eterna modernità di Jane Austen perché ha adattato Orgoglio e Pregiudizio alla nostra contemporaneità in modo originale ma fedelissimo al romanzo, risultando geniale.
Dove, come, quando vedere la replica di The Lizzie Bennet Diaries? Di seguito tutti i dettagli.

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Il nome della rosa è Jane Austen

Nel mese delle rose, nell’anno del Bicentenario dei Bicentenari, nella terra dove le rose sono idealmente assurte a simbolo nazionale, non poteva mancare l’omaggio floreale più bello alla grandezza di Jane Austen: una rosa con il suo nome.
A crearla con l’amorevole determinazione che solo un floricoltore devoto all’esistenza di questi incantevoli fiori può dispiegare è stato Philip Harkness, proprietario dello storico vivaio britannico Harkness, che ha sede nello Hertfordshire ed è specializzato nella coltivazione e selezione di rose dal 1879.
La Jane Austen Rose è stata presentata con grande risalto il 22 maggio 2017 alla vigilia dell’inaugurazione del RHS Chelsea Flower Show, (laddove RHS sta per Royal Horticultural Society), l’esposizione di floricoltura di maggiore prestigio al mondo che si tiene ogni anno nel cuore di Londra, sulla riva del Tamigi, di fronte a Battersea Park. A raccontarne la creazione è stato un noto presentatore TV di programmi di giardinaggio, Alan Titchmarsh, in compagnia del suo creatore, Philip Harkness:

Jane Austen Rose

fonte: Jane Austen’s House Museum, facebook

Questo omaggio non è soltanto uno splendido esercizio di vera arte floreale per celebrare la vita e l’opera dell’autrice nel bicentenario della sua morte ma è anche un’occasione di beneficenza. Il vivaio, infatti, donerà al Jane Austen’s House Museum di Chawton (la dimora amatissima e ispiratrice in cui Jane visse dal 1809 fino alla fine dei suoi giorni e da cui tutti i romanzi partirono per il mondo) una percentuale importante delle vendite per sostenerne le spese di manutenzione e restauro.

A duecento anni di distanza dall’ultima volta che Jane lo ha abitato, una nuova rosa potrà arricchire presto il giardino di Chawton: la sua. Per il tè delle cinque di oggi dunque, vi invito al Chelsea Flower Show, per vedere con i nostri occhi la Rosa di Jane Austen.

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Un sole che illumina, riscalda e non si spegne mai. Buon compleanno a Orgoglio e Pregiudizio

 

In me c’è un’ostinazione che non sopporterà mai di essere intimorita dalla volontà degli altri. Il mio coraggio cresce sempre, a ogni tentativo di intimidirmi.
[There is a stubbornness about me that never can bear to be frightened at the will of others. My courage always rises with every attempt to intimidate me.]
– Elizabeth Bennet a Mr. Darcy, cap. 31 –

Perché amo Jane Austen? Una delle tante risposte possibili è questa citazione.
Racchiude tutto il carattere non solo di questa brillante eroina anticonformista, ma anche dell’Eroina Austeniana come archetipo narrativo e sociale, nonché dell’intera opera della sua Creatrice, nonché della personalità della Creatrice stessa.
Ed è una delle mie tre citazioni austeniane preferite, il mantra austeniano che non smetto di ripetermi da quando avevo vent’anni e feci la conoscenza di Miss Bennet e, grazie a lei, di Miss Austen.

Buon Compleanno a Orgoglio e Pregiudizio,
un sole che illumina, riscalda e non si spegne mai

Qual è la vostra citazione preferita? Scrivetelo nei commenti, se volete.


Tutti i tè delle cinque dedicati al darling child di Jane Austen: Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio)

Jane Austen apparirà anche sulla moneta da 2 sterline

fonte: Royal Mint www.royalmint.comIl 2017 è appena iniziato ma sono già numerose le iniziative che sono state annunciate o hanno già preso forma per ricordare il Bicentenario della morte della grande autrice, avvenuta il 18 luglio 1817.
Proprio il 1° gennaio, è stata diffusa la notizia che anche la Royal Mint (la Zecca del Regno Unito), analogamente alla Bank of England, renderà omaggio a Jane Austen con un conio speciale della moneta da due sterline.

Della decisione della Bank of England di omaggiare Jane Austen dedicandole la nuova banconota da dieci sterline in circolazione a partire dalla prossima primavera, sappiamo già da tempo ogni dettaglio e siamo solo in attesa di poterla vedere dal vivo, magari tra le nostre mani, nel ricevere un resto in contanti durante un soggiorno nella sua terra natia. (Per leggere il post sulla banconota da dieci sterline, si veda il link in fondo alla pagina)
Ma in questo che è, senza dubbio, l’anno di Jane Austen per eccellenza, anche la Royal Mint, la Zecca del Regno Unito, ha voluto seguire l’esempio e renderle un omaggio speciale coniando per lei una nuova moneta celebrativa. L’effigie dell’autrice apparirà, quindi, anche sulla moneta da due sterline che sarà messa in circolazione, probabilmente, nella primavera di quest’anno, come la banconota da dieci.

Sembra che nessuno prima d’ora nella storia d’Inghilterra abbia mai avuto un onore così grande – di apparire, cioè, contemporaneamente sia su una banconota sia su una moneta. Solo un regnante ha questa prerogativa. Dunque, Jane Austen sarà ricordata dal sistema monetario inglese con onori senza precedenti, che la avvicinano nientemeno che all’attuale regnante, la Regina Elisabetta II.

Oggi vi invito a scoprire questa nuova moneta commemorativa – in attesa di poterci concedere una vacanza in Inghilterra e poterla ammirare in tutto il suo splendore austeniano tra le nostre mani…

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“A Natale dovete venire tutti a Pemberley”

Sono la creatura più felice del mondo. Forse l’hanno già detto altri, ma nessuno così a ragione. Sono persino più felice di Jane; lei sorride soltanto, io rido. Mr. Darcy vi manda tutto l’affetto che gli avanza da quello riservato a me. A Natale dovete venire tutti a Pemberley. Vostra, ecc.
(Elizabeth Bennet in Orgoglio e Pregiudizio, cap. 60)

Il tè delle cinque di questa  Vigilia non può che essere a Pemberley, dove tutti i Janeite hanno un invito permanente da parte nientemeno che della padrona di casa in persona, Mrs. Darcy. È con le parole di Elizabeth, piene di gioia e di meravigliose prospettive per il futuro, che auguro a chiunque passi di qui in questi giorni di ritrovarsi in questa più che positiva disposizione d’animo non solo durante le Festività in corso ma anche per tutto il Nuovo Anno alle porte.

Buone Feste!


Nell’immagine, la sontuosa Chatsworth House, nella contea del Derbyshire, sede principale dei Duchi del Devonshire e dimora della famiglia Cavendish. Molti studiosi ritengono che questo luogo di rara bellezza architettonica e paesaggistica sia il modello reale per la Pemberley che Jane Austen ha creato per Mr. Darcy.  Chatsworth, del resto, è nominata (cap. 42) tra le tappe del fatidico viaggio che Elizabeth Bennet compie insieme agli zii Gardiner a metà del romanzo. Per andare a Pemberley, partono da Bakewell (cap. 43), cittadina reale da cui partono ancora oggi i visitatori per Chatsworth. Non vi sono prove certe che Jane Austen vi si sia recata personalmente.
Il film “Orgoglio e Pregiudizio” di Joe Wright del 2005 ha effettivamente usato questo luogo come Pemberley.

Nelle foto in questo post, tre immagini di Chatsworth durante il periodo natalizio, ogni anno ricco di eventi aperti al pubblico.


Nota: testo italiano di Orgoglio e Pregiudizio da jausten.it

16 dicembre 1816: Jane Austen e i Due Pollici d’Avorio

Manoscritto della lettera del 16 dicembre 1816, al nipote James Edward

Oggi è una giornata davvero speciale. Mi si potrebbe obiettare che ogni compleanno di Jane Austen è speciale ma oggi, duecento anni fa, questo compleanno si colorò di avorio.
A quel giorno, infatti, risale la lettera scritta al nipote James Edward in cui la “cara Zia Jane” aggiunge ai soliti fatti quotidiani alcune brevi, quasi casuali ma profondissime considerazioni sul proprio mestiere di scrivere, dando di se stessa e del proprio stile un ritratto unico, perfetto, insuperabile.
Né l’autrice né il destinatario di questa lettera potevano sapere, in quel momento, che sarebbero stati presto – fin troppo presto – protagonisti di un momento definitivo e doloroso: Jane non avrebbe festeggiato un altro compleanno poiché il suo passaggio su questa Terra si sarebbe concluso il 18 luglio successivo, mentre James Edward sarebbe diventato the youngest of the mourners, il più giovane dei dolenti, al funerale della Zia – un percorso che per lui sarebbe continuato a lungo e lo avrebbe portato, nel dicembre del 1869, ad essere anche il suo primo biografo con il famoso libro Memoir of Jane Austen (Ricordo di Jane Austen).

Oggi, duecento annni fa, però, c’erano solo pensieri leggeri e candidi come fiocchi di neve a prendere vita sul foglio di carta da lettere che Jane stava scrivendo nel suo rifugio, la sua fucina, la sua casa, quel cottage di Chawton dove viveva dal luglio del 1809 con la madre, la sorella e Martha Lloyd, e dal quale erano partiti per il mondo già quattro romanzi (Ragione e Sentimento, Orgoglio e Pregiudizio, Mansfield Park e Emma). Un nuovo romanzo, Persuasione, era già pronto da agosto e la cara vecchia Susan (la prima versione di L’Abbazia di Northanger, venduta nel 1803 all’editore Crosby e mai pubblicata) era tornata in suo possesso nel mese di marzo e ricevuto qualche aggiornamento.
Sì, i suoi pensieri dovevano essere di certo leggeri e candidi proprio come fiocchi di neve che scendono e si posano al suolo, come le sue parole vergate con gesto sicuro ed elegante sul foglio di carta da lettere…

Oggi, in questa giornata memorabile che segna l’apice di questo lungo periodo di Bicentenari austeniani che abbiamo il privilegio di vivere, vi invito a ricordare questo importante compleanno di Jane Austen con la lettera che ella scrisse quel giorno nel 1816, fissando per sempre sulla carta il proprio ritratto di scrittrice. Inconsapevolmente a futura memoria.

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Infinities of Love. Un saluto è per sempre.

miss_austen_regrets_letter_03Infinities of Love…
Oggi mi concedo una riflessione spudoratamente dettata da quell’affetto letterario fissato per sempre da George Saintsbury, inventore della parola Janeite, che nella sua impareggiabile Prefazione alla famosa peacock edition di Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio) del 1894 parla proprio di personal affection quando indica il legame (ancora oggi inspiegabile ed inspiegato) che unisce i lettori di Jane Austen alla loro beniamina.
La riflessione viene dalla commemorazione della morte di Jane Austen nonché da alcune note che Mara Barbuni ha scritto in recente articolo per jasit.it.


Nelle lettere sopravvissute alla negligenza di parenti e amici nonché al famoso rogo selettivo di Cassandra, ce n’è una in cui Jane Austen saluta con una formula che non troviamo in nessun’altra lettera. Infinities of Love.

Chi ha visto il film BBC Miss Austen Regrets (Io, Jane Austen)  non potrà non ricordare la toccante scena finale in cui Cassandra (interpretata magistralmente da una grande signora dello schermo, Greta Scacchi), dopo la morte della sorella, e nel giorno delle nozze della nipote Fanny,

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con mesta determinazione affida al fuoco le parole della sorella, una lettera alla volta, sotto gli occhi stupiti e disperati della nipote Fanny (nella quale, inevitabilmente, si identifica ognuno di Noi, Spettatori & Janeite, che vorremmo poter fermare quella sorta di damnatio memoriae epistolare, che ci addolora ancora oggi, dopo 200 anni).

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L’inquadratura si sofferma sul rogo, sui fogli e sulle parole che si posano sul fuoco, lentamente ghermiti ed infine mangiati, divorati dalle fiamme. Per sempre spariti nella cenere, dissolti nel fumo.

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Lo sguardo di Cassandra, di Fanny e il nostro si fissano su un saluto che sembra un addio:

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Infinities of Love – Potremmo dire “infinite affettuosità” ma non rende l’originalità della formula scelta da Jane Austen con quell’inesistente “Infinity” al plurale, geniale licenza poetica di una maga della parola. Non ci viene in aiuto nemmeno la traduzione letterale, Infinità di amore o Infinito amore… In realtà, è quasi intraducibile,  ma (credo) del tutto percepibile ad un livello profondo di consapevolezza linguistica, anche da chi non conosce l’inglese.

Confrontando le due lettere (quella scenica e quella reale) ci si accorge che il testo è diverso: nella finzione cinematografica, si lascia intendere, quindi, che la lettera destinata al rogo sia un’altra, diversa da quella che poi è effettivamente sopravvissuta – e che così, unica tra quelle giunte fino a noi, testimonia l’uso di questa formula di saluto da parte della sua creatrice.

Nella lettera vera, la n. 92 del 14-15 ottobre 1813 (l’anno di pubblicazione di Pride and Prejudice, Orgoglio e Pregiudizio), la formula è a cavallo di due righe, appare alla terzultima riga della lettera e prosegue nell’ultima:

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La lettera ha il solito tono scherzoso e ironico che sottende ogni resoconto sulle piccole cose della vita quotidiana di Jane lontana da Cassandra – un’infinità di micro-racconti su visite, balli, incontri, e su abiti e modi delle persone, e le loro vicende private, sui prezzi del cibo o delle merci, sulla salute di tutti… È la “solita” lettera di Jane Austen: uno scrigno di notizie che sembrano una lunga e scoppiettante conversazione svolta durante una passeggiata o un tè pomeridiano, quando la confidenza si fa vera e propria complicità.

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Per tutti questi motivi, oggi, nel giorno del ricordo di Jane Austen a 199 anni dalla sua morte, ho ripensato a lungo a questa lettera, alla sua formula di commiato e al modo in cui i bravissimi realizzatori del film Miss Austen Regrets (Io, Jane Ausen) hanno scelto di farla diventare un saluto finale, definitivo, indimenticabile, eppure pieno di serena speranza, proiettato al futuro, dove l’Infinito – l’immensità così come l’eternità – smette di essere una massa unica e informe e diventa composto di un’infinità di atomi infiniti, con un nome preciso

Infinities of Love.

Yours very affectionately

Jane Austen


☞  La magia delle cose in MIss Austen Regrets di Mara Barbuni (su jasit.it)
☞  Lettera 92 del 14-15 ottobre 1813 su jausten.it
Ringrazio Giuseppe Ierolli per avermi fornito l’immagine del manoscritto della lettera.
Le altre immagini sono tratte dal film Miss Austen Regrets (Io, Jane Ausen), BBC, 2008. Che raccomando a tutti di vedere.

Leggero & brillante & frizzante da 203 anni. Buon compleanno a Orgoglio e Pregiudizio

Il 28 gennaio 1813, Jane Austen ebbe la grande soddisfazione di vedere la sua seconda opera pubblicata: Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio). Il successo del primo romanzo, Sense and Sensibility (Ragione e Sentimento), si consolidava e, con esso, la fiducia in se stessa come Autrice pubblicata insieme alla prospettiva di guadagnare denaro e rendersi indipendente facendo ciò che le riusciva naturale come respirare: scrivere.
Qualche giorno dopo, scrivendo una lettera a Cassandra, si concesse una riflessione sulla sua neonata creatura letteraria. È uno dei rari, preziosissimi brani in cui Jane Austen parla del proprio mestiere.

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Tutto sommato comunque mi sento discretamente fiera e discretamente soddisfatta. – L’opera è un po’ troppo leggera, brillante, frizzante; – le manca un po’ d’ombra; – avrebbe bisogno di essere allungata qui e là con qualche lungo Capitolo – pieno di buonsenso se fosse possibile, o altrimenti di solenni e speciose sciocchezze – su qualcosa di scollegato alla trama; un Saggio sulla Scrittura, un’analisi critica su Walter Scott, o sulla storia di Bonaparte – o qualsiasi altra cosa che possa fare da contrasto e riportare il lettore con un piacere ancora maggiore al brio e allo stile Epigrammatico che la caratterizza. – Dubito sul tuo pieno accordo con me su questo punto – conosco le tue rigide Convinzioni. (1)

Le prime parole sembrano un’autocritica obiettiva ma, subito dopo, l’alternanza di luce e ombra fa da introduzione ad un baldanzoso contrasto tra serio e faceto che balena nella pomposa maiuscola del “lungo Capitolo” e che diventa risata esplicita nelle “solenni e speciose sciocchezze” che – ora lo sappiamo – non si sarebbe mai sognata di infilare a forza nella solare vicenda della sua amatissima, strepitosa eroina, Lizzy Bennet.
Questa pragmatica ed ironica Jane Austen sa di aver partorito un ottimo lavoro.

Oggi, per festeggiare il compleanno di Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio), vi propongo una serie di tè delle cinque per tornare tra le sue pagine e scambiare qualche riflessione sul romanzo “light & bright & sparkling“, leggero, brillante, frizzante, che da 203 anni ci scalda il cuore e illumina la mente. Buona lettura!

– “Oggi sento che devo scriverti.” Jane annuncia a Cassandra la pubblicazione di Pride & PrejudiceLeggi
– Così nacque “my own darling child”, Pride & PrejudiceLeggi
– Alle origini di Pride & Prejudice: Cecilia, Memoirs of an heiress di Frances Fanny Burney ☞ Leggi
– Quando Pride and Prejudice diventò Orgoglio e Prevenzione (la prima traduzione italiana, 1932) ☞ Leggi

– La terza dichiarazione per Elizabeth Bennet ☞ Leggi
– Jane e le sue creature dopo la parola fine – Lizzy Bennet ☞ Leggi
– Adoro camminare!, ovvero: la via verso l’autodeterminazione ☞ Leggi
– Pemberley, proiezione dell’animo di Darcy ☞ Leggi
– Mr Darcy, l’eroe imperfetto dei nostri sogni ☞ Leggi
– Dov’è il ritratto di Mrs Darcy? ☞ Leggi
– Charlotte Lucas, ovvero: mi piego ma non mi spezzo ☞ Leggi
– Il ruolo del tè in Orgoglio e Pregiudizio (Pride & Prejudice) ☞ Leggi
– Solo l’amore di Darcy può dare del tu a Lizzy. Una riflessione sull’eterno dilemma “Lei/Voi/Tu” nelle traduzioni. ☞ Leggi

Oppure, divertitevi ad assaggiare i tanti tè delle cinque dedicati a questo romanzo ☞  Leggi


 

(1) lettera a Cassandra del 4 febbraio 1813, trad. di G. Ierolli jausten.it

 

1995, l’anno in cui Jane Austen divenne una stella del cinema. E niente fu più come prima.

Vent’anni fa, si era appena chiuso un anno decisivo per la popolarità di Jane Austen.
Nel corso del 1995, l’amore del grande pubblico riprese vigore e divampò in tutto il mondo. Ad alimentarlo, fu l’improvviso, generalizzato innamoramento del cinema e della tv per questa autrice, che in appena un anno produsse ben quattro importanti adattamenti dei suoi romanzi – quattro successi planetari, all’epoca, che adesso sappiamo essere anche duraturi, dei veri e propri classici dello schermo, e non solo tra gli adattamenti austeniani.
Ciò che ai tempi avrebbe potuto sembrare un fuoco di paglia, per quanto gigantesco, nell’anno successivo si confermò essere del tutto solido e vivo perché un romanzo conobbe ben due diversi adattamenti per lo schermo, uno per il cinema ed uno per la tv.

Io c’ero, e me lo ricordo bene.
Essendo nata a Jane Austen con un film, lo sfolgorante e deliziosamente infedele Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregidizio) del 1940, mi lasciai catturare gioiosamente da questa nuova moda, che finalmente aveva un’ottima ragion d’essere anche per me.
Ero felice di vedere le sale piene di gente che assistevano alla vicenda di Anne Elliot o delle sorelle Dashwood, e le librerie improvvisamente rifornite di ogni possibile edizione dei romanzi… Me ne stavo seduta sulla poltrona a godermi il mio piccolo grande evento, senza sapere che ero co-protagonista e testimone di qualcosa che avrebbe avuto conseguenze epocali.

La Repubblica - 22 gugno 1996L’ondata cinematografica austeniana arrivò in Italia nel corso del 1996 ma le notizie erano già apparse anche sulla stampa italiana durante l’anno precedente (e perciò io attesi, scalpitando e pregustando, in attesa di vedere con i miei occhi questo trionfo Miss Jane Austen sugli schermi).
Alla fine del 1995, però, era già chiaro che Jane Austen era “di moda” – talmente di tendenza ed influente che le famose riviste statunitensi People e Entertainment Weekly la inclusero tra i Personaggi più importanti nell’ultimo classicissimo numero dell’anno.

In questo tè di auguri per l’anno nuovo, torniamo indietro di vent’anni e scopriamo che cosa accadde nell’anno che mise in moto la cosiddetta Jane Austen Renaissance e trasformò Jane Austen in un vero fenomeno contemporaneo e popolare.

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