Un sole che illumina, riscalda e non si spegne mai. Buon compleanno a Orgoglio e Pregiudizio

 

In me c’è un’ostinazione che non sopporterà mai di essere intimorita dalla volontà degli altri. Il mio coraggio cresce sempre, a ogni tentativo di intimidirmi.
[There is a stubbornness about me that never can bear to be frightened at the will of others. My courage always rises with every attempt to intimidate me.]
– Elizabeth Bennet a Mr. Darcy, cap. 31 –

Perché amo Jane Austen? Una delle tante risposte possibili è questa citazione.
Racchiude tutto il carattere non solo di questa brillante eroina anticonformista, ma anche dell’Eroina Austeniana come archetipo narrativo e sociale, nonché dell’intera opera della sua Creatrice, nonché della personalità della Creatrice stessa.
Ed è una delle mie tre citazioni austeniane preferite, il mantra austeniano che non smetto di ripetermi da quando avevo vent’anni e feci la conoscenza di Miss Bennet e, grazie a lei, di Miss Austen.

Buon Compleanno a Orgoglio e Pregiudizio,
un sole che illumina, riscalda e non si spegne mai

Qual è la vostra citazione preferita? Scrivetelo nei commenti, se volete.


Tutti i tè delle cinque dedicati al darling child di Jane Austen: Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio)

2 pensieri su “Un sole che illumina, riscalda e non si spegne mai. Buon compleanno a Orgoglio e Pregiudizio

  1. Anna

    Penso di avere due citazioni che si contendono il primato: una è quella di Mary (sì, proprio la sua, quella della bruttina stagionata ante litteram), nella quale fa una distinzione precisa e specifica tra la vanità e l’orgoglio nel vol.I cap. V “L’orgoglio appartiene più all’opinione che abbiamo di noi stessi, la vanità a quello che vorremmo che gli altri pensassero di noi” e l’altra è quella di Mr. Bennet, dal vol.III cap. XV nel quale esorta Lizzie a non offedendersi per le dicerie riportate da Mr. Collins “Perchè di cosa viviamo, se non per farci prendere in giro dai nostri vicini, e per ridere di loro quando tocca a noi?” (ambedue i passi dall’edizione del centenario di Jasit con la traduzione di Giuseppe Ierolli).
    Comunque tutto il romanzo è una delizia per la mente, spumeggiante e brillante dall’inizio alla fine; in realtà c’è solo l’imbarazzo della scelta !

    Rispondi
    1. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

      Ti do ragione su tutta la linea, citazioni comprese! – Ah, povera Mary, una figura di figlia di mezzo portata alle estreme conseguenze, che vive isolatissima, estranea in seno alla sua stessa famiglia, esclusa dalle due coppie opposte di sorelle, di cui non riesce ad essere il giusto mezzo ma solo un elemento di disturbo. Si crei un comitato per la liberazione di Mary Bennet! Devo però ammettere che la sua vita è quasi migliore di quella di Kitty, la quale esiste solo come ombra di Lydia e realizza se stessa soltanto lontano da lei e dai nostri occhi, come ci lascia intendere con la solita estrema parsimonia la Perfida Autrice nell’ultimo capitolo…

      Rispondi

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*