1995, l’anno in cui Jane Austen divenne una stella del cinema. E niente fu più come prima.

Vent’anni fa, si era appena chiuso un anno decisivo per la popolarità di Jane Austen.
Nel corso del 1995, l’amore del grande pubblico riprese vigore e divampò in tutto il mondo. Ad alimentarlo, fu l’improvviso, generalizzato innamoramento del cinema e della tv per questa autrice, che in appena un anno produsse ben quattro importanti adattamenti dei suoi romanzi – quattro successi planetari, all’epoca, che adesso sappiamo essere anche duraturi, dei veri e propri classici dello schermo, e non solo tra gli adattamenti austeniani.
Ciò che ai tempi avrebbe potuto sembrare un fuoco di paglia, per quanto gigantesco, nell’anno successivo si confermò essere del tutto solido e vivo perché un romanzo conobbe ben due diversi adattamenti per lo schermo, uno per il cinema ed uno per la tv.

Io c’ero, e me lo ricordo bene.
Essendo nata a Jane Austen con un film, lo sfolgorante e deliziosamente infedele Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregidizio) del 1940, mi lasciai catturare gioiosamente da questa nuova moda, che finalmente aveva un’ottima ragion d’essere anche per me.
Ero felice di vedere le sale piene di gente che assistevano alla vicenda di Anne Elliot o delle sorelle Dashwood, e le librerie improvvisamente rifornite di ogni possibile edizione dei romanzi… Me ne stavo seduta sulla poltrona a godermi il mio piccolo grande evento, senza sapere che ero co-protagonista e testimone di qualcosa che avrebbe avuto conseguenze epocali.

La Repubblica - 22 gugno 1996L’ondata cinematografica austeniana arrivò in Italia nel corso del 1996 ma le notizie erano già apparse anche sulla stampa italiana durante l’anno precedente (e perciò io attesi, scalpitando e pregustando, in attesa di vedere con i miei occhi questo trionfo Miss Jane Austen sugli schermi).
Alla fine del 1995, però, era già chiaro che Jane Austen era “di moda” – talmente di tendenza ed influente che le famose riviste statunitensi People e Entertainment Weekly la inclusero tra i Personaggi più importanti nell’ultimo classicissimo numero dell’anno.

In questo tè di auguri per l’anno nuovo, torniamo indietro di vent’anni e scopriamo che cosa accadde nell’anno che mise in moto la cosiddetta Jane Austen Renaissance e trasformò Jane Austen in un vero fenomeno contemporaneo e popolare.

Una domanda sarà la nostra convitata di pietra (e resterà – mi duole dirlo – senza risposta): Perché? E cioè: Perché Jane Austen? Perché in quel momento?
Ancora oggi, ci si interroga su questo gigantesco perché – perché di quell’improvviso picco di attenzione da parte dei due popolarissimi mezzi di comunicazione di massa, cinema e tv, nel 1995. Saggi, libri, convegni, articoli da vent’anni continuano a riflettere sui motivi che, innanzitutto, condussero sceneggiatori e registi a portare così tanta Austen sullo schermo e che, in secondo luogo, generarono un successo così vasto, nel tempo come nello spazio, facendo spuntare Janeite appassionati in ogni angolo di mondo, avidi consumatori di qualunque cosa legata alla propria beniamina, alla stregua di fenomeni di cultura pop (come Star Trek e Harry Potter).
Le ragioni sono, come sempre, molteplici ed intrecciate e richiedono uno sguardo ampio alla società occidentale dell’epoca (post Guerra Fredda, post Edonismo Reganiano, all’avvio della rivoluzione digitale, tra telefoni cellulari e connessioni internet sempre più diffusi, ecc. ecc.) e alle sue espressioni culturali.
Anche restringendo il campo alla sola produzione cinematografica, si può rintracciare una tendenza specifica che attraversa i primi anni ’90: il grande successo delle commedie sentimentali, dei film in costume (period drama), e delle ambientazioni British. Basti pensare ad alcuni grandi successi del botteghino: il super blockbuster La bella e la bestia (un Walt Disney forse per la prima volta rivolto non solo ai bambini), che riporta sullo schermo una storia classicissima che racconta l’eterna lotta tra ciò che si vede e ciò che sta sotto la superficie, e la scoperta della vera bellezza interiore a discapito dell’apparente negatività; Braveheart, che riporta in auge i grandi film storici e dall’ambientazione accurata; Quattro matrimoni e un funerale, quintessenza della commedia britannica; Sleepless in Seattle (Insonnia d’amore) con la coppia Meg Ryan e Tom Hanks che tornerà nel 1998 con You’ve got mail (C’è posta per te) dove c’è più di un riferimento a Pride and Prejudice… Ma chissà se sono proprio queste le pietre miliari del “mood” di quel periodo.
This is not my cup of tea, è proprio il caso di dirlo, e non mi ci proverò nemmeno…

Il mio primo tè dell’anno si limita a ricordare cosa accadde cinematograficamente parlando in quel fantastico 1995, chiudendo la passeggiata di celluloide con un’escursione sulla carta stampata, cioè con due incoronazioni che la stampa americana tributò alla nuova stella del firmamento popolare.

Persusasion

L’anno cinematografico inizia con Persuasion (Persuasione). È il 16 aprile 1995 quando esce nel Regno Unito, aprendo le danze con un film che, a distanza di vent’anni, è ancora saldamente tra i migliori adattamenti austeniani. Gli Stati Uniti dovranno aspettare il 27 settembre per vederlo (quando l’ondata austeniana è già al culmine).
Io lo vidi nell’estate del 1996, appena uscì nel nostro paese, e per me fu un vero evento – andai al cinema stringendo tra le mani il romanzo (la mia amata e molto vissuta edizione Theoria).

In un’intervista di Irene Bignardi, critica cinematografica, il 22 giugno del 1996 su La Repubblica, il regista Roger Michell si dichiara «orgoglioso di essere stato il primo a fare un film sulla Austen, prima che cominciasse l’ondata» e aggiunge:

«Ormai è come un virus, la Austen ispira cineasti di tutto il mondo. Non so spiegarmi il perché.»

CluelessIl secondo film uscito quell’anno, il 19 luglio, riscuote un successo enorme, soprattutto nel suo paese di nascita, gli Stati Uniti. Si tratta di Clueless, di Amy Heckerling (Janeite di lungo corso) che adatta Emma (che compiva 180 anni, all’epoca) in chiave moderna e americana, ambientando la vicenda ai giorni nostri, in un college californiano. È il primo adattamento austeniano in chiave moderna: un piccolo gioiello.
Il film, infatti, è assai più intelligente e ben realizzato di quanto non lasci intendere il pessimo titolo italiano, Ragazze a Beverly Hills, che probabilmente ha contribuito a tenere lontani gli spettatori dai cinema nostrani quando uscì, il 14 giugno del 1996.

La seconda parte dell’anno riserva le sorprese più eclatanti.

Pride and Prejudice BBC 1995Dopo quindici anni dall’ultimo adattamento per la tv, e dopo molti angoscianti tentennamenti dovuti all’enorme successo di critica e pubblico della produzione precedente, del 1980, BBC realizza quello che oggi risulta essere il suo più grande successo, anche all’estero: lo sceneggiato Pride and Prejudice (Orgoglio e pregiudizio), scritto da Andrew Davies e interpretato da Jennifer Ehle e Colin Firth.
Ogni elemento pare in stato di grazia per l’ottima riuscita della produzione: su tutto, spicca la coraggiosa sceneggiatura di Davies, nonché la bravura di Colin Firth nell’essere l’attore giusto per un personaggio, Mr Darcy, sul quale Davies ha deviato l’asse di rotazione della vicenda. Firth, attore ancora giovanissimo per quanto promettente, riesce in un’impresa davvero eroica: rifonda il ruolo dopo due precedenti da far tremare le vene ai polsi, Laurence Olivier (1940) e David Rintoul (1980), e conquista il mondo.
Il successo è di gran lunga più vasto di ogni più rosea previsione e rappresenta l’apoteosi della Jane Austen Renaissance nella cultura popolare – basti pensare che le location della serie tv divennero subito meta di visite di folle di turisti.
Ecco come lo commenta il regista di Persuasion, Roger Michell, nell’intervista già citata:

Un successo strepitoso, dodici, tredici milioni di spettatori, e di conseguenza un fiorire di cose: gelati Jane Austen, vestiti Jane Austen, profumi Jane Austen, e cappelli, caramelle, scarpe. Una mania. I suoi libri, ripubblicati tempestivamente, sono andati esauriti. Speriamo che li leggano.

Negli Stati Uniti, il leggendario sceneggiato con il suo Darcy conquistatore di folle arriva il 14 gennaio 1996, e in Italia poco più tardi, ma sempre nel 1996, su un canale RAI. Non esiste luogo al mondo che non lo conosca, credo…

Ragione e Sentimento 1995Siamo alla fine dell’anno. La Austen Mania impazza da mesi. E pochi giorni prima del compleanno dell’Autrice, precisamente il 13 dicembre, esce in Canada Sense and Sensibility (Ragione e Sentimento) di Ang Lee, scritto (con sorprendente bravura) e interpretato da Emma Thompson, con un cast stellare e ottimo (Hugh Grant a parte, ma c’è sempre un’eccezione…). Il film uscirà a gennaio negli USA, a febbraio in UK ed in Italia, oltre che in altri paesi, e sarà un altro grande e meritato successo, che consoliderà la fama di Jane Austen presso il grande pubblico.

Ed è una fama così diffusa e universalmente riconosciuta che l’autrice conquista l’incoronazione ufficiale della stampa. A consacrare Jane Austen tra i personaggi più importanti ed influenti del 1995 sono ben due tra le più famose e seguite riviste statunitensi: People e Entertainment Weekly.
La prima pubblica la propria consueta lista di fine d’anno delle 25 Most Intriguing People of the Year nel numero speciale del 25 dicembre.
La sfuggente figlia del reverendo George si ritrova in compagnia di personaggi contemporanei come la Principessa Diana (al centro dello scandalo seguito alle sue rivelazioni sui tristi retroscena della sua vita alla corte inglese), Brad Pitt (basta il nome, vero?…), Ted Turner (il magnate dell’informazione, creatore di CNN), e niente meno che il Presidente Bill Clinton (all’epoca, al suo secondo anno di presidenza).

Il 29 è il turno di Entertainment Weekly che, oltre a raccontare il fenomeno Austen cinematografico, mette la ciliegina sulla torta di festeggiamento pubblicando una foto emblematica e destinata a diventare una delle più famose dell’album austeniano:

Entertainment Weekly - Jane Austen

Jane Austen, perfettamente vestita in abito Regency, parla al cellulare (un cellulare dall’aria decisamente metà anni ’90), seduta su un lettino ai bordi di una piscina, brandisce un copione di Pride and Prejudice e accanto a lei è riconoscibile un computer portatile, appoggiato ad un copione di Sense and Sensibility, ed alcune riviste americane.
È il ritratto di una Jane Austen moderna, o meglio, di una Jane Austen la cui modernità – che è sempre stata lì, nelle sue opere – è finalmente riconosciuta e acclamata.

Il 1995 con i suoi quattro adattamenti per lo schermo è, appunto, solo l’inizio. Si parla già di ciò che verrà, nel 1996: due adattamenti di Emma – il film di Douglas McGrath, con Gwineth Paltrow, produzione holliwoodiana di Miramax, e il fim tv di Diarmud Lawrence, sceneggiato da Andrew Davies, con Kate Beckinsale, prodotto dalla britannicissima ITV.
In questo vortice ormai inarrestabile, non è un caso se su Vanity Fair, nel numero di gennaio 1996, Laura Jacobs arriva a dichiarare:

The hottest writer in show business is not John Grisham or Michael Crichton, but Jane Austen
(Lo scrittore più di moda nello show business non è John Grisham o Michael Crichton, ma Jane Austen).

E sarà solo l’inizio: negli anni seguenti, Jane Austen sarà costantemente una stella dello schermo (grande e piccolo, passando anche per il web) perché le sue opere e la sua stessa vita saranno adattate più volte e in vario modo.

Il 1995 fu l’anno della svolta nella popolarità di Jane Austen grazie ai nuovi mezzi di comunicazione di massa (cinema e tv) che, evidentemente, trovarono nelle sue storie elementi perfetti per raccontare la realtà contemporanea e, così facendo, contribuirono a diffonderne e consolidarne la fama presso il grande pubblico. È come se l’industria cine-televisiva l’avesse presa dallo scaffale e, tolta la polvere accumulata nel tempo, insieme a quell’aria da monolite intoccabile e un po’ distante, l’avesse riportata più vicina a tutti, e dentro la corrente della vita reale cui appartiene per natura.
Da allora, Miss Austen ha smesso di essere “solo” un classico della letteratura pur dotata già di vasto seguito (i Janeite esistono ufficialmente dal 1894…) e sempre più analizzata nelle sedi accademiche, ed è diventata anche un vero e proprio fenomeno popolare mondiale.

È venuto il momento di uscire dal 1995 e rientrare in questo 2016 appena iniziato. Non mi resta che brindare con un’ultima tazza di tè e fare gli auguri per un ottimo anno nuovo.


jane_austen_walk_of_fame

Sarebbe questa la reazione della sfuggente e riservata Jane Austen
a tutto questo chiasso intorno a lei?

Aggiornamento 04/2016 – Questa azzeccatissima immagine è la copertina di un saggio accademico dedicato proprio al fenomeno Jane Austen al cinema, uscito in prima edizione nel 1998 e nella seconda (e per ora) ultima edizione nel 2000. Si tratta di una raccolta di brevi saggi che coprono gli anni 1995-96, con una piccola aggiunta per il 1999 (per rendere conto del film Mansfield Park di Patricia Rozema):

jane austen in hollywoodJane Austen in Hollywood
di Linda Troost e Sayre Greenfield
Copertina flessibile, 248 pagine
University Press of Kentucky, 2a edizione, 14 dic. 2000
Solo in inglese – ISBN: 9780813190068
reperibile su Amazon.com
Linda Troost and Sayre Greenfield present fourteen essays examining the phenomenon of Jane Austen as cultural icon, providing thoughtful and sympathetic insights on the films through a variety of critical approaches. The contributors debate whether these productions enhance or undercut the subtle feminism that Austen promoted in her novels. From Persuasion to Pride and Prejudice , from the three Emmas (including Clueless ) to Sense and Sensibility , these films succeed because they flatter our intelligence and education. And they have as much to tell us about ourselves as they do about the world of Jane Austen. This second edition includes a new chapter on the recent film version of Mansfield Park.
[Le autrici presentano 14 saggi che esaminano il fenomeno di JA come icona culturale, fornendo degli approfondimenti dei film attraverso diversi approcci critici. I contributi espongono le riflessioni sul fatto che queste produzioni esaltino o riducano il sottile femminismo che Austen promuoveva nei propri romanzi.]


Per saperne di più:
Leggi l’articolo di People
Leggi l’articolo di Entertainment Weekly
☞ Per conoscere i film citati nel post, vai alla pagina DA VEDERE
Leggi gli articoli di La Repubblica che ho raccolto in un post
☞ Segnalo un libro in lingua inglese che analizza il “fenomeno Austen”: Jane’s Fame, di Claire Harman

8 pensieri su “1995, l’anno in cui Jane Austen divenne una stella del cinema. E niente fu più come prima.

    1. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

      L’immagine della rivista EW, quella con Jane Austen “moderna” a bordo piscina mi sembra si integri perfettamente con quella di Jane Austen sulla Walk of Fame: due facce diverse della stessa medaglia, quella della popolarità planetaria. Mi piacciono molto entrambe, ma confesso che l’ultima, con quell’espressione interdetta e le scarpine nel cemento davanti alla folla urlante, mi piace un po’ di più. Mi ricorda che alla diretta interessata certi eccessi non piacerebbero affatto.
      (Grazie per il tuo commento!)

      Rispondi
  1. AvatarAnna

    Silvia, che meraviglioso inizio d’anno !
    E’ vero, il 1995 fu un anno di grazia (a parte Hugh Grant !).
    Articolo estremamente esaustivo, grazie mille !

    Rispondi
  2. AvatarFrancesca

    Complimenti per l’ottimo articolo, Silvia, come al solito hai sintetizzato in modo magistrale il fenomeno che è esploso a metà anni ’90. Veramente spassosal’immagine di JA con le scarpine “cementificate” e lo sguardo infastidito dai paparazzi e fan che le stanno chiedendo autografi. Io però lancio una provocazione: siamo sicure al 100% che la nostra amatissima JA avrebbe disprezzato così tanto e respinto in modo così deciso qualsiasi approccio? Forse avrebbe avuto paura degli assalti per strada, certo, ma una partecipazione come “of course” ospite d’onore a una seduta del nostro JABC…bè…scommetto che almeno ci avrebbe riflettuto!
    Un abbraccio e un augurio di cuore per un nuovo JAnno!

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  3. Silvia OgierSilvia Ogier Autore articolo

    Ebbene, carissima @Francesca, mi permetto anch’io di pensare con convinzione che Jane Austen verrebbe volentieri al nostro Jane Austen Book Club in Salaborsa, e si divertirebbe molto a partecipare alla condivisione sui suoi romanzi! Credo che, in generale, si darebbe molto da fare per la promozione della lettura & scrittura, anche come strumento di crescita personale e sociale, e continuerebbe a sostenere i giovani scrittori e gli aspiranti tali – mentre fuggirebbe a gambe levate dalle ostentazioni pompose, dalle sviolinate vuote e gratuite, dai gridolini del fanatismo, dalle trappole populiste e commerciali del marketing. Diciamo che avrebbe lo stesso atteggiamento che ha tenuto con il Principe Reggente e il suo Esimio Capo Bibliotecario… se proprio deve…
    Di sicuro, però, osserverebbe tutto e tutti con grande attenzione, non senza qualche risata (tra il divertito e il perfido…). E sul suo blog, scriverebbe dei post da leccarsi i baffi. 😀

    Rispondi
  4. Avatarbaby

    Auguri a tutte le janeite.Ottimo articolo come sempre e molto azzeccate le immagini.Sono riuscita a vedere tutti questi film a parte ragazze a beverly hills (ma perchè vengono storpiati in questo modo i titoli dei film stranieri?).Ho un debole per il film persuasione, senza nulla togliere a orgoglio e, pregiudizio con un colin firth strepitoso, ma ho una passione per Ciaran Hinds lo trovo un bravissimo attore.Ho riesumato la videocassetta in un reparto archeologico! Belle anche le produzioni post 95 ma troppo holliwoodiane secondo me . Sono d’accordo con francesca ,sicuramente zia jane non avrebbe apprezzato questo clamore con la conseguente violazione alla sua privacy,ma qualche intervista di qualità l’avrebbe rilasciata. A presto. Baby

    Rispondi
  5. AvatarMiriam

    Il mio non è un commento
    , ma solo un ringraziamento per i deliziosi Post che mi arrivano ,legati
    a Jane Austen. Ogni volta mi addolciscono il cuore,e,li leggo con accanto
    una calda tazza di tè .
    Grazie Miriam

    Rispondi
  6. Pingback: Così non parlò Jane Austen. Diffidate delle false citazioni! - Un tè con Jane Austen

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