Jane Austen nella biblioteca digitale di Media Library OnLine (MLOL)

mlol-media_library_on_lineDopo l’afternoon tea al fresco della scorsa settimana, ricco di novità e stimoli libreschi con il nuovo programma 2015-6 del Jane Austen Book Club di Biblioteca Salaborsa e JASIT, vi invito ad un altro tè estivo per farvi gustare le delizie austeniane presenti in uno scrigno ricco di gioielli culturali alla portata di tutti: Media Library OnLine (MLOL), la biblioteca digitale italiana che “offre l’accesso da remoto a quotidiani italiani e stranieri, ebook, audiolibri, musica, video, banche dati e altro ancora”.
Mi sono iscritta a questa bibloteca digitale qualche mese fa e, con il tempo e le diverse esigenze di approfondimento e lettura, ho scoperto che Jane Austen come chiave di ricerca riserva graditissime sorprese in ogni campo.
Servitevi di tè freddo in abbondanza e partiamo alla scoperta di questi preziosi ritrovamenti.
(in fondo al post, le istruzioni per l’accesso)

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Il Jane Austen Book Club di Salaborsa e JASIT torna e raddoppia

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Oggi vi invito ad un al fresco afternoon tea, un irrinunciabile rito della bella stagione, rinfrescante e riposante, perfetto per riunirsi all’ombra degli alberi sul calar della sera, per festeggiare questa buona notizia e condividerne tutti i particolari.

È tutto pronto per il secondo ciclo del gruppo di lettura dedicato a Jane Austen presso la prestigiosa biblioteca Salaborsa di Bologna, in collaborazione con JASIT.
Lo scorso 6 giugno, in occasione dell’ultimo incontro sulla biografia Jane Austen. I luoghi e gli amici di Constance Hill (ed. Jo March), è stato presentato il calendario 2015-6.
Che, nel corso dei nove mesi di letture, sarà accompagnato da un’iniziativa parallela, cinematografica, a cura della Cineteca di Bologna: una rassegna di film austeniani.
Infine, a settembre ci sarà un antipasto molto ghiotto, con il Festival del Lettori

Questa sarà un’estate di attesa, sì, ma da sfruttare al meglio per arrivare alla ripresa settembrina rinvigoriti e pronti ad un nuovo viaggio nel mondo di Jane Austen in compagnia di Salaborsa, JASIT e della padrona di questa sala da tè.

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Primavera con Jane Austen: due incontri firmati JASIT

Nelle prossime settimane, sarà possibile chiacchierare dal vivo di Jane Austen, conoscerla meglio e scambiare opinioni, con due dei cofondatori di JASIT, Mara Barbuni e Giuseppe Ieroli, in due incontri tra Venezia e Roma.

Si comincia giovedì 21 maggio con il Faccia a Faccia con Emma, il romanzo di cui ricorre quest’anno il Bicentenario, organizzato alla Libreria Atroquando di Roma da Giuseppe Ierolli con il gruppo I Libri In Testa. [ulteriori dettagli su JASIT.it]

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La settimana successiva, venerdì 29 maggio, ci spostiamo a Dolo, in provincia di Venezia, con Jane Austen: cittadinanza inglese organizzato alla Libreria Morelli 1867 da Mara Barbuni. [ulteriori dettagli su JASIT.it]

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Se vi trovate da quelle parti, non esitate a partecipare!

Buona Primavera Austeniana

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Jane Austen, l’immortale. Un’intervista su L’Indro.it

Questo è un tè delle cinque in trasferta, offerto lo scorso 12 marzo sulle pagine culturali della testata giornalistica L’Indro.it, dove Ilaria Piovan mi ha gentilmente invitata a fare due chiacchiere sull’eterna modernità di Jane Austen e sul perché le donne e gli uomini di oggi siano sempre più conquistati dall’arte narrativa di questa geniale scrittrice inglese.
Buona lettura!

Vai all’articolo:
Jane Austen, l’immortale

di Ilaria Piovan – L’Indro.it

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Tutto il privilegio che reclamo.
Ovvero: Jane Austen e il Dialogo sulla Differenza di Genere

Riprendo in questo articolo una riflessione che ho presentato lo scorso 14 febbraio 2015 all’incontro dedicato a Persuasione nell’ambito del Jane Austen Book Club di Biblioteca Salaborsa e Jane Austen Society of Italy, a Bologna.

Manca poco all’8 marzo, Giornata Internazionale delle Donne (per carità, NON chiamatela Festa della donna!), e mi concedo un lungo tè delle cinque su Jane Austen e la sua lungimirante e acuta capacità di osservazione dell’animo umano e delle sue manifestazioni sociali, in particolare sui rapporti tra i sessi e la condizione femminile.
Così lungimirante da essere più avanti, assai più avanti di noi che abbiamo ancora bisogno di un 8 marzo per riflettere sul ruolo e il destino delle donne nella società patriarcale moderna.

Dicono di lei che nei suoi romanzi pensi solo al matrimonio e le sue fanciulle siano tutte un esempio di muliebri virtù tradizionaliste, e che per questo sia profondamente antifemminista. (È evidente che chi sostiene ciò non ha mai letto una sola parola delle tante, bellissime, scritte dalla graffiante penna della zitella illetterata…)
Per contro, dicono di lei che le sue eroine arrivino, sì, al matrimonio ma alle proprie condizioni in piena coscienza della propria dignità umana, e che per questo sia profondamente proto-femminista.
Io dico di lei che tutto quanto c’è da sapere in merito alla questione del femminismo in Jane Austen sia da cercare nell’unico posto possibile, cioè nelle parole che lei stessa ha scritto: le sue opere e le sue lettere. Ed è in un suo romanzo che oggi troverò molte risposte…

In un’epoca, la sua, in cui i ruoli sociali dell’uomo e della donna erano definiti da schemi intoccabili e a compartimenti stagni, e contrapposti, ben più rigidi di quanto non lo siano ancora oggi, ecco una donna antitetica al modello femminile predefinito e approvato, ultraquarantenne, nubile, di classe media, meno che benestante, per di più scrittrice (anche se anonima), che non teme di lasciare le briglie sciolte alla sua intelligenza e alla sua sensibilità e compone un dialogo che è meglio di qualunque trattato di sociologia, antropologia, psicologia e storia sui rapporti tra uomini e donne e sulla differenza di genere.

Frontespizio di Persuasione e L'Abbazia di Northanger

Frontespizio di Persuasione e L’Abbazia di Northanger

Accade in Persuasion (Persuasione), l’ultimo romanzo scritto (1816) e pubblicato (postumo, nel dicembre 1817) che, per lo stile ed i contenuti, mi permetto di considerare il testamento spirituale e letterario di Jane Austen, anche se del tutto involontario.
Per la precisione, accade al capitolo XXIII, un vero capolavoro nel capolavoro, per l’abilissima sceneggiatura, la prosa asciutta e perfetta che accompagna con sorprendente poesia lo scioglimento dell’intreccio, la caratterizzazione dei personaggi e alcune riflessioni sui massimi sistemi sociali.
A pensarci bene, un lungo dialogo sulle differenze psicologiche e sociali tra uomini e donne non sembra adatto ad un romanzo, tanto meno nel bel mezzo dello scioglimento dell’intreccio, quando noi, col fiato sospeso ad ogni sillaba, già pregustiamo il lieto fine… Affidato ad altre penne (come le tante che affollavano la letteratura dell’epoca), questo dialogo sarebbe diventato una tirata noiosa e pedante, aliena a tutto il resto, mentre qui è una scena tra le più emozionanti e poetiche che sia dato di leggere.

…Che inizia proprio come una conversazione qualunque, di quelle che io stessa potrei fare con un amico, su una questione di cuore e sul diverso comportamento degli uomini e delle donne nell’affrontarla.

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Jane Austen Action Figure: l’irresistibile follia di una serissima Janeite

A parte il comune denominatore di ammirare appassionatamente Jane Austen e tutto ciò che la riguarda, i Janeite sono tipi diversissimi tra loro, e sono tanti quante sono le singole teste in cui alberga questo particolare interesse: ci sono i due estremi, l’accademico ed il fanatico, ma mai personificati in modo assoluto poiché in una stessa persona l’uno non esclude l’altro, anzi, con l’altro si mescola in dosaggi sempre variabili così che le sfumature intermedie e le loro combinazioni sono infinite. Ogni Janeite è un variopinto miscuglio di fanatismo e sapienza, curiosità e ricerca, che cambia nel tempo, e non solo nel corso degli anni ma persino da un momento all’altro.
Ci si può tuffare nella rilettura dei romanzi per analizzarne gli aspetti narrativi più disparati, e nello stesso tempo vivere un’esperienza di lettura olistica ed emozionale. Si può discutere ore e ore del femminismo delle loro grandi protagoniste e spasimare una vita intera per l’eroe austeniano del cuore. Si può prendere parte ad un gruppo di lettura sfoderando libri sottolineati e vissuti, nonché commenti arguti e dettagliati, e sfilare per le strade di Bath vestiti di tutto punto alla maniera Regency, come se fosse il 1810. Tutto con la stessa passione e la stessa serietà, in una dinamica armonia di opposti.

Prenderò come esempio un esemplare che conosco assai bene: me stessa.
Di recente, mi sono resa ridicola con alcune amiche Janeite durante un frizzante tè delle cinque del Jane Austen Book Club di Salaborsa e JASIT. Durante l’attesa delle teiere e dei dolcetti, nel bel mezzo di una conversazione sulla visita alla casa-museo della Nostra, ho mostrato loro il sacchettino di lavanda portato dal cottage di Chawton: la lavanda viene da quel giardino e il sacchetto è stato confezionato dalle mani di Petra (cofondatrice JASIT), sotto la mia attenta supervisione, nella cucina di quel cottage, nel giugno del 2012. Una vera reliquia austeniana, di cui vado molto fiera, perché proveniente dalla casa dove Jane Austen ritrovò la vena creativa ed i suoi romanzi trovarono la via per andare nel mondo.
Ma quell’innocente minuscolo sacchettino profumato ha anche dimostrato pubblicamente quanto l’aspetto fanatico sia sempre molto vivo nel mio animo di Janeite, che pure si nutre della lettura delle opere austeniane e di saggi di critica letteraria come se fosse ossigeno vitale.

Tutto questo preambolo, in cui tento con scarsa efficacia di trovare una spiegazione scientifica e meta-letteraria a quanto sto per confessare, mi serve per introdurre un altro oggetto – ben peggiore del pur significativo sacchetto alla lavanda di Chawton (anche soltanto per la quantità di plastica necessaria a produrlo e per la sua spudorata inutilità certificata al 100%). In un trionfo di bipolarismo Janeite, con serio raziocinio continuo a considerare questo oggetto del mio insano desiderio come la massima espressione del fanatismo più puro
Sto parlando della Jane Austen’s Action Figure – proprio lei: la “bambolina” di Jane Austen.
Che lo scorso Natale, per il mio Compleanno, con mia somma gioia e sorpresa, mi è stata regalata.
…sì, perché una vera Janeite ha sempre fedeli amiche Janeite complici di ogni delitto austeniano, anche il più efferato…

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Buon Compleanno! (2) A Jane Austen Society of Italy (JASIT)
Nata sotto il segno di Pride and Prejudice

Nata sotto il segno di Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio), la Jane Austen Society of Italy oggi compie ben due anni. Quest’anno, per festeggiare e prepararci come si deve alla prima assemblea annuale dei Soci, abbiamo ripensato alle tante attività svolte tra 2014 e 2015 e a quanto siamo cresciuti.  Lo ricordiamo nel collage che vedete qui ma anche in un breve articolo a firma Petra zari, una dei cofondatori di JASIT, sul sito dell’associazione.

Buon Compleanno, JASIT!
su jasit.it

Grazie a tutti coloro che seguono e sostengono la nostra attività.

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Buon Compleanno! (1) A Orgoglio e Pregiudizio

Il 28 gennaio 1813 fu pubblicato Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio), il secondo romanzo di Jane Austen, che all’epoca aveva all’attivo un solo romanzo pubblicato, Sense and Sensibility, uscito il 30 ottobre 1811.

Possiamo leggere dalle sue vive parole la soddisfazione di ricevere i tre volumi freschi di stampa, da Londra, e i giornali che ne fanno pubblicità. Una testimonianza imperdibile – e un ottimo modo per festeggiare i 202 anni di questo darling child che ancora oggi rifulge come il sole caldo e luminoso di primavera inoltrata.

Per questo, vi ripropongo il mio tè delle cinque del giorno del Bicentenario, dedicato alla lettera in cui Jane Austen annuncia (con la sua gustosissima prosa piana e scoppiettante) alla sorella Cassandra questo evento gioioso. Buona Lettura e… Auguri!

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My dear Cassandra… (Mia cara Cassandra…)

Oggi sento che devo scriverti
Jane annuncia a Cassandra la pubblicazione di Pride and Prejudice
28 gennaio 2013

P.S. Come festeggerete i 212 anni di Pride and Prejudice (Orgoglio e Pregiudizio)?

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Fanny Price: l’eroina austeniana che non ti aspetti

Riprendo e rielaboro qui una riflessione che ho esposto lo scorso 6 dicembre 2014 durante l’incontro del Jane Austen Book Club della biblioteca Salaborsa, in collaborazione con Jane Austen Society of Italy (JASIT), dedicato a Mansfield Park.
Per affrontare la lunga elucubrazione, consiglio un abbondante e robusto tè da colazione, nonostante l’ora pomeridiana, sostenuto da molti dolcetti… 

C’era una volta l’Incompreso Austeniano, ovvero il romanzo (ingiustamente ma inesorabilmente) meno ricordato, meno letto, meno amato di Jane Austen, Mansfield Park, e la sua Eroina Non-Eroina (forse anti-eroina, o eroina riluttante?), Fanny Price, che si faceva rubare la scena dall’Antagonista Quasi-Eroina, o eroina mancata, Mary Crawford, in ogni pagina. La nostra Eroina Non-Eroina da due secoli era famosa per la sua inarrivabile virtù ed imperturbabile passività, e per un grave, inspiegabile difetto in una creatura che condivide il DNA letterario con l’intraprendente Lizzy Bennet o la solida Elinor Dashwood o la perseverante Anne Elliot: l’incapacità di diventare La Vera Eroina Austeniana, cioè il personaggio femminile principale tipicamente austeniano in cui ogni lettrice riesce immancabilmente ad identificarsi, fatto di autodeterminazione all’ennesima potenza, declinata in mille sfaccettature di personalità femminili. Le rarissime eccezioni a questa regola inesorabile, sparse qua e là, con molta (troppa) discrezione nel romanzo di cui Jane Austen l’ha resa proprietaria, non erano state sufficienti a recuperarle il credito di Protagonista degna della sua Creatrice

Eppure, a ben guardare oltre la sua presenza sulla pagina romanzesca, così fragile ed immobile, e a ben ascoltare oltre le sue parole, così parche e sommesse, quando arriviamo al “dunque” della vicenda, nel bel mezzo del romanzo, nel punto esatto in cui la sua dignità di essere umano viene messa in discussione… ecco, all’improvviso, che Fanny Price si trasfigura in Vera Eroina Austeniana. E solo pronunciando una semplicissima parola “magica”: NO. Per ben due volte! – Un momento… Non ci ricorda qualcuno?

La mia recente rilettura di Mansfield Park, nell’anno del Bicentenario, è stata particolarmente propizia: per un intreccio di diversi gruppi di lettura a cui mi sono trovata a partecipare, ho riletto questo romanzo in contemporanea con Orgoglio e Pregiudizio. Ed ho scoperto che Fanny non solo non è così “diversa” da tutte le Altre Eroine Austeniane ma, addirittura, ha qualcosa in comune con la Campionessa, l’Eroina Austeniana per Eccellenza, Miss Elizabeth Bennet. Ma sempre a modo suo, s’intende.

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