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lunedì 3 novembre 2014

Bettina è tornata. Riproposta la prima traduzione italiana di Orgoglio e Pregiudizio (ed. xedizioni)


È uscita un'edizione di "Orgoglio e Pregiudizio" a cura della casa editrice xedizioni che offre agli appassionati la possibilità di rileggere la prima versione italiana del romanzo, pubblicata da Mondadori nel 1932 con il titolo "Orgoglio e Prevenzione" e la traduzione di Giulio Caprin.

È una verità universalmente riconosciuta che Pride and Prejudice abbia la straordinaria capacità di restare del tutto inalterato persino quando viene strapazzato e snaturato. La mia esperienza personale lo conferma senza alcun dubbio: scoprii Jane Austen grazie a Orgoglio e Pregiudizio, film del 1940, che mi folgorò a tal punto da farmi divorare il romanzo, che trovai poco tempo dopo quella visione in un'edizione Mondadori del 1986.
Leggendo il libro, mi resi conto che il film si era concesso una quatità incommensurabile di licenze cinematografiche sull'originale di Jane Austen ma aveva comunque conservato qualcosa - la sua brillantezza, l'ironia diffusa, la levità intelligente con cui la protagonista affonta qualunque tenzone sociale, il divertimento rutilante di una scena costantemente affollata di personaggi notevoli.
Ancora, leggendo il libro avevo sorriso di fronte alle scelte stilistiche d'altri tempi e ai nomi propri ostinatamente italianizzati (Elisabetta, detta Bettina, le sue sorelle Giovanna, Maria, Caterina, Lidia, e poi Don Guglielmo Lucas e Donna Caterina De Bourgh e tutti gli altri...), ma era la vicenda stessa ad essere d'altri tempi e nella mia giovane mente inesperta avevo finito per accettare questi dettagli come parte integrante dell'atmosfera romanzesca - dettagli che, peraltro, non mi avevano impedito di innamorarmi del romanzo, e della sua autrice. Perdutamente.

Non lo sapevo all'epoca di quella mia Prima Lettura, e lo avrei saputo solo dopo qualche anno (e la lettura di altre edizioni): quel libro che avevo divorato in tre giorni e due notti, che mi aveva conquistata nonostante scelte linguistiche che trovavo discutibili, era la ristampa, senza alcuna modifica, della fatidica prima edizione italiana di Pride and Prejudice, tradotto da Giulio Caprin per Mondadori nel 1932 col titolo Orgoglio e Prevenzione. Non solo: fu anche la prima apparizione di un'opera di Jane Austen nel nostro paese.
A Giulio Caprin e alla sua traduzione, dunque, ho imparato a guardare con aria di totale, incondizionato rispetto e gratitudine perché ha introdotto generazioni intere di lettrici e lettori alle opere di Jane Austen ed ha spianato la strada alle pubblicazioni successive. Ma quella che Mondadori usa oggi non è più la stessa traduzione...

domenica 26 ottobre 2014

Sono aperte le iscrizioni 2015 alla Jane Austen Society of Italy (JASIT)

Lo scorso 18 luglio, JASIT è diventata un'associazione culturale a tutti gli effetti e la sua prima uscita pubblica è avvenuta al primo incontro del Jane Austen Book Club alla biblioteca Salaborsa di Bologna, l'11 ottobre. In quell'occasione, abbiamo inaugurato anche le iscrizioni per l'anno 2015.
Oltre alla tessera, ai Soci sono riservati due piccoli doni di ringraziamento, immortalati nell'immagine in testa al post: un calendario 2015 e un segnalibro con disegno esclusivo dell'illustratrice, nonché cofondatrice JASIT, Petra Zari.

Inoltre, con il 2015, i Soci riceveranno la rivista quadrimestrale dell'associazione, Due pollici d'avorio. Questo titolo, proposto dalla cofondatrice Mara Barbuni al resto del consiglio direttivo di JASIT, ci ha subito entusiasmato e lo abbiamo scelto senza indugi perché parla con immediatezza della geniale donna e scrittrice a cui la rivista è dedicata.
Si tratta, infatti, di una citazione molto famosa, tratta da una lettera che Jane Austen scrisse al nipote James Edward Austen-Leigh il 16 dicembre del 1816, in cui definisce con la proverbiale abilità e arguzia il proprio modo di scrivere, confrontato con quello del nipote:
A proposito, mio caro Edward, sono molto preoccupata per la perdita menzionata da tua Madre nella sua Lettera; due Capitoli e mezzo mancanti è mostruoso! Meno male che io non sono stata di recente a Steventon, e quindi non posso essere sospettata di averli trafugati; - due robusti ramoscelli e mezzo nel mio Nido, sarebbero stati qualcosa. - Comunque non credo che un qualsiasi furto del genere sarebbe davvero utile per me. Che cosa me ne farei dei tuoi Abbozzi robusti, virili, ardenti, pieni di Varietà e di Fuoco? - Come potrei abbinarli al pezzettino di Avorio (largo due Pollici) sul quale lavoro con un Pennello talmente fine, che produce un effetto minimo dopo tanta fatica?

Nel ringraziare vivamente chi ha già espresso il proprio appoggio a JASIT e si è già iscritto, invito tutti a fare altrettanto! Grazie

venerdì 26 settembre 2014

Recensione sentimentale di un viaggio nel mondo di Jane Austen.
Jane Austen. I luoghi e gli amici di C.Hill, ed. Jo March

Per gentile concessione di Petra Zari

Premetto che la mia intenzione originaria era delle migliori: scrivere una recensione vera e propria, basandomi sulla mia esperienza di lettrice, traduttrice e prefatrice di questo libro, che potesse integrare quelle, numerose, già uscite in questi primi nove mesi di vita del libro.
Ma confesso che proprio la ricostruzione di tale esperienza ha finito col trascinarmi in una delle mie solite elucubrazioni, tra ricordi ed emozioni di lettura e di viaggio.
Stavo per aggiungere “proprio come Constance Hill, l'autrice di questa biografia di Jane Austen” ma mi è venuto il dubbio che risultasse un po' irriverente, nonché presuntuoso, fare un'affermazione simile.

Eppure, non posso fare a meno di dirlo se ripenso a come tutto è iniziato, quando Gabriella Parisi, cofondatrice di JASIT (Jane Austen Society of Italy), ci ha travolti con il suo entusiasmo inducendo me e gli altri componenti dell'associazione (Mara Barbuni, Giuseppe Ierolli e Petra Zari) a leggere questo libro nell'originale inglese, e a quali emozionanti affinità con la mia esperienza di Janeite Teinomane Conversatrice Scribacchina, nonché Viaggiatrice, vi ho trovato.

Per narrarvi di questa curiosa biografia in forma di diario di viaggio, ma anche di come tutti noi di JASIT siamo arrivati alla decisione di tradurlo, vi dirò delle cose che vi ho trovato leggendolo la prima volta. Partendo dall'inizio, come si conviene ad un vero e proprio viaggio.
Seguitemi, con scarpe comode e un thermos pieno di corroborante tè caldo.

domenica 14 settembre 2014

Chi ben comincia è dentro all'opera.
Breve riflessione sul primo capitolo del primo romanzo pubblicato.

Rileggere Sense and Sensibility (Ragione e Sentimento) per il Jane Austen Book Club di Bologna ha rimesso in moto una quantità di riflessioni, o meglio elucubrazioni in libertà - una parte delle quali riverso oggi in questa breve tazza di tè meditativa dedicata proprio all'inizio del romanzo.

Credo che la prima caratteristica dell'abilità compositiva di JA che salta all'occhio di chiunque inizi a leggere i suoi romanzi sia, per l'appunto, l'inizio, il primo capitolo, per la sua straordinaria capacità di portare il lettore nel cuore dell'azione: l'autrice non si limita soltanto (e scusate se è poco) a dipingere un accuratissimo quadro della situazione ma, addirittura, nel fare ciò prende il lettore saldamente per mano e, nel giro di pochi paragrafi, lo porta baldanzosa dentro quel quadro. Il romanzo diventa subito un grande quadro vivente tutto intorno a noi.

Questo accade fin dall'inizio - intendo l'inizio del destino pubblico di scrittrice - con il primo romanzo pubblicato, Sense and Sensibility (Ragione e Sentimento), che stabilisce immediatamente questa sana, entusiasmante abitudine, che si ripeterà in tutti gli altri romanzi, per la gioia incontenibile dei lettori.
(in realtà, accade fin da un altro inizio, quello vero, primigenio, della Jane Austen scrittrice privata, la dodicenne argutissima che compone il suo primo romanzo, Frederick & Elfrida, incluso negli Juvenilia, di appena otto pagine e già portatore in nuce di tutto quanto sarebbe stato composto negli anni seguenti)
A riprova di ciò, invito i miei sei lettori a fare un divertente esperimento e rileggere il primo capitolo dei sei romanzi canonici. Una folgorazione.

Quando chiudiamo il primo capitolo di Sense and Sensibility (Ragione e Sentimento), abbiamo tutte le coordinate del caso per sapere dove siamo, con chi siamo, e in quale situazione. Non solo: ci siamo già formati le nostre brave prime impressioni.

lunedì 25 agosto 2014

Un tè con il Jane Austen Book Club
di Biblioteca Salaborsa e JASIT, a Bologna


Portare i tè delle cinque fuori da questa sala virtuale mi fa sempre grande piacere e, come cofondatrice di JASIT (The Jane Austen Society of Italy), rientra nell'attività che svolgo per realizzare lo scopo principale dell'Associazione, cioè creare occasioni per conoscere ed approfondire la vita e le opere di Jane Austen.
Ho sempre pensato che la Nostra possieda, per sua stessa natura sia umana sia letteraria, una vocazione innata a far incontrare le persone e a farle interagire suscitando prolifici scambi di opinioni ed emozioni. Parafrasando una vecchia e famosa pubblicità, potrei arrischiarmi a dire: Jane Austen connecting people!
Ed è proprio sotto l'egida di JASIT che oggi vi invito a degli incontri austeniani dal vivo molto speciali.

Grazie all'intuizione e alla disponibilità della prestigiosa Biblioteca Salaborsa, nasce il Jane Austen Book Club di Bologna, in collaborazione con JASIT.
Si tratta di un Gruppo di Lettura permanente e tematico, interamente dedicato alla grande scrittrice inglese. Di seguito, i dettagli per seguirlo, anche online...


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